Coppa Davis, Djokovic sulla strada degli azzurri. Ma intanto oggi c'è la Croazia
di Paolo Rossi , di Paolo RossiTORINO - Negli uffici della Kosmos devono essere terrorizzati. Il gruppo rappresentato da Piquè tutto poteva prevedere ma non l'eliminazione della Spagna, con le semifinali e finali programmate a Madrid: il rischio di un flop di pubblico sarà fortissimo. Questo per anticipare la notizia della definizione del tabellone dei quarti di finale della Coppa Davis 2021, che cominciano oggi con la sfida (ore 16 su Supertennis) tra Italia e Croazia a Torino, al Pala Alpitour. I restanti match saranno: Gran Bretagna-Germania, Kazakhstan-Serbia, Russia-Svezia.
Per avere il quadro s'è dovuto aspettare l'una e trenta della notte tra domenica e lunedì, momento del match point che Rublev e Karatsev h…
TORINO - Negli uffici della Kosmos devono essere terrorizzati. Il gruppo rappresentato da Piquè tutto poteva prevedere ma non l'eliminazione della Spagna, con le semifinali e finali programmate a Madrid: il rischio di un flop di pubblico sarà fortissimo. Questo per anticipare la notizia della definizione del tabellone dei quarti di finale della Coppa Davis 2021, che cominciano oggi con la sfida (ore 16 su Supertennis) tra Italia e Croazia a Torino, al Pala Alpitour. I restanti match saranno: Gran Bretagna-Germania, Kazakhstan-Serbia, Russia-Svezia.
Per avere il quadro s'è dovuto aspettare l'una e trenta della notte tra domenica e lunedì, momento del match point che Rublev e Karatsev hanno sfruttato contro Feliciano Lopez e Granollers. Ed è iniziato il lutto spagnolo, cui ha fatto da contraltare la gioia della Serbia, ultima ripescata. L'altra, la Svezia dei fratelli Ymer, che aveva una differenza set migliore. Il tabellone già prevede anche gli incroci delle semifinali: agli azzurri toccherebbe la vincente di Kazakhstan-Serbia.
Il format ha dunque contribuito a delle sorprese, vedi la Serbia sconfitta dalla Germania: Djokovic non è bastato nel doppio, e all'assenza dei due canadesi top (Auger Aliassime e Shapovalov), ma gli assenti hanno sempre torto, mentre la Spagna - nonostante i forfait di Nadal (grande protagonista nel 2019), di Bautista Agut (infortunio) e Alcaraz (Covid) - davvero ha sfiorato l'impresa con Feliciano Lopez che ha dimenticato di avere quarant'anni e ha battuto Rublev, un Top 5 della classifica.
Restano le incertezze sul successo organizzativo in vista del gran finale di Madrid, previsto il prossimo week end, mentre già si rumoreggia (forte) dello spostamento ad Abu Dhabi della competizione già dall'anno prossimo. I contrari stanno già facendo sentire la loro voce, ad iniziare da Nicola Pietrangeli, il recordman di presenze in Davis che, a Torino per la docuserie prodotta dalla Fandango di Domenico Procacci sulla squadra del '76, ha tuonato: "È una vergogna: Dwight Davis si sta rivoltando nella tomba. Non chiamatela più così, è un'altra cosa".