In attesa della decisione sulla sua permanenza in Australia, Novak Djokovic si è allenato alla Rod Laver Arena insieme a James McCabe, un diciottenne australiano. Dopo una prima vittoria in tribunale, che ha deciso sulle dinamiche di concessione del visto, la decisione finale sul fuoriclasse serbo spetta al ministro dell'Immigrazione australiano Alex Hawke. Secondo quanto riporta la stampa locale però la decisione potrebbe slittare di ventiquattro ore.
Le false dichiarazioni di viaggio di Nole
Un supplemento di tempo necessario anche per analizzare vari aspetti della situazione del tennista. Fonti del governo federale australiano confermano infatti che Djokovic è indagato per aver fornito false dichiarazioni di viaggio alla frontiera, appena sbarcato a Melbourne. Sul modulo Djokovic ha dichiarato di non aver viaggiato nei 14 giorni prima del suo arrivo il 6 gennaio in Australia. Ma sui social è facilmente riscontrabile la non veridicità della dichiarazione: Djokovic era stato infatti a Belgrado il giorno di Natale e poi era apparso a Marbella in Spagna il 2 gennaio. Dare informazioni false o fuorvianti è un reato grave, in Australia. Si può anche essere passibili di una sanzione civile per aver fornito informazioni false o ingannevoli", e si può arrivare ad una pena massima di 12 mesi di reclusione.
E spunta il giallo del codice QR
Un giallo insomma, che si arricchisce di continui capitoli. Secondo Der Spiegel il codice QR collegato al test Covid-19 di Djokovic del 16 dicembre pubblicato lunedì negli atti del tribunale sembra restituire un risultato contradittorio: a volte risulta negativo, altre positivo. Il Guardian ha verificato e a loro risultano solo risultati positivi. Allo stesso modo, il giornalista del New York Times Ben Rothenberg ha riferito di aver ottenuto risultati contraddittori dallo stesso codice QR.
Intanto Djokovic ufficializzato testa di serie n.1
In attesa di sviluppi, Djokovic è stato intanto ufficializzato come prima testa di serie in tabellone. Sono state confermate le altre teste di serie, con tre italiani: Matteo Berrettini numero 7, Jannik Sinner n.11 e Lorenzo Sonego n.25.