Novak Djokovic non si vaccinerà, anche a costo di rinunciare al Roland Garros e a Wimbledon. Anche se la sua scelta, che già gli è costata la partecipazione agli ultimi Australian Open, dovesse rovinargli la carriera. "Se questo è il prezzo, lo pagherò". In un'intervista esclusiva alla Bbc, il tennista serbo, ancora numero 1 del mondo, ha ribadito che non vuole essere associato al movimento No Vax, ma che sostiene il diritto di scelta individuale.
Qualche giorno fa il giornalista e scrittore tedesco Daniel Müksch, autore di una biografia su Djokovic, aveva parlato al quotidiano austriaco Heute.2 dicendo: "Mi risulta che Novak si sia vaccinato". Ma subito era arrivata la smentita dello staff: nessun vaccino, e anche nessun biografo autorizzato per il fuoriclasse serbo. Che ora in quest'intervista si dichiara pronto a tutto pur di difendere la sua posizione. "Non sono mai stato contrario alle vaccinazioni", ha spiegato, confermando di aver fatto i vaccini da piccolo, "ma ho sempre sostenuto la libertà di scegliere cosa mettere nel proprio corpo".
Il serbo comunque lascia aperto uno spiraglio sulla possibilità di vaccinarsi in futuro: "Tengo la mente aperta, perché stiamo tutti cercando di trovare collettivamente la migliore soluzione possibile per porre fine al Covid. Capisco che a livello globale, tutti stanno cercando di fare un grande sforzo per gestire questo virus e vedere, si spera, una fine presto a questo virus".
"Capisco che ci siano molte critiche su di me.. E capisco che le persone hanno teorie diverse su quanto sia stato fortunato. Ma nessuno è fortunato a contrarre il Covid. Milioni di persone hanno e stanno ancora lottando con il Covid in tutto il mondo. E' una cosa che prendo molto sul serio, non mi piace davvero che qualcuno pensi che io abbia abusato di qualcosa, al fine di ottenere un test PCR positivo e così andare in Australia".