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Boris Becker in prigione, dal lusso all'inferno di Wandsworth: "Un carcere infestato dai ratti e dove non c'è pace"

Boris Becker (ansa)
Dopo la condanna a due anni e mezzo di carcere per bancarotta fraudolenta, l'ex campione tedesco di tennis è stato trasportato in una delle galere peggiori d'Inghilterra
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LONDRA - Dalle stelle alle stalle. O meglio, dal lusso e dallo shopping ai magazzini Harrods a una cella infestata di ratti, urla e la violenza di altri prigionieri molto poco raccomandabili. La nuova vita di Boris Becker nel penitenziario londinese del quartiere di Wandsworth si preannuncia un inferno. Dopo la recente condanna a due anni e mezzo di carcere per bancarotta fraudolenta, l'ex campione tedesco di tennis è stato trasportato in una delle galere peggiori d'Inghilterra. Tanto che un ex prigioniero, il regista Chris Atkins pure lui condannato per una frode fiscale, ha scritto un libro sulla sua terribile esperienza: "Il carcere di Wandsworth è qualcosa a metà tra i penitenziari di Oscar Wilde dopo la sua incarcerazione per omosessualità e "Qualcuno volò sul nido del cuculo"".

"Un posto dove non esiste pace"

Secondo il racconto di Atkins, che nel frattempo ha parlato anche a…

LONDRA - Dalle stelle alle stalle. O meglio, dal lusso e dallo shopping ai magazzini Harrods a una cella infestata di ratti, urla e la violenza di altri prigionieri molto poco raccomandabili. La nuova vita di Boris Becker nel penitenziario londinese del quartiere di Wandsworth si preannuncia un inferno. Dopo la recente condanna a due anni e mezzo di carcere per bancarotta fraudolenta, l'ex campione tedesco di tennis è stato trasportato in una delle galere peggiori d'Inghilterra. Tanto che un ex prigioniero, il regista Chris Atkins pure lui condannato per una frode fiscale, ha scritto un libro sulla sua terribile esperienza: "Il carcere di Wandsworth è qualcosa a metà tra i penitenziari di Oscar Wilde dopo la sua incarcerazione per omosessualità e "Qualcuno volò sul nido del cuculo"".

"Un posto dove non esiste pace"

Secondo il racconto di Atkins, che nel frattempo ha parlato anche al Daily Mail, il carcere di Wandsworth è "infestato da ratti, c'è gente che urla dalla mattina alla sera, in ogni secondo della giornata senti versi, grida, altri galeotti che piangono, non c'è mai pace". Secondo il responsabile delle prigioni britanniche, il "Chief Inspector of Prisons" Charlie Taylor, i detenuti passano 22 ore al giorno in cella, e le guardie hanno dovuto usare la forza ben 1295 volte l'anno scorso, per una media di quattro interventi al giorno, spiega il Daily Mirror. Il carcere di Wandsworth è stato costruito 170 anni fa, ha circa 1400 prigionieri ed è fortemente segnato da violenza e abuso di droghe.

Almeno un anno e tre mesi in carcere

Secondo fonti di sicurezza al Daily Mail, Boris Becker passerà qui circa due settimane. Al momento si trova in una cella di uso singolo, ma tra una settimana potrebbe essere spostato in un'altra comune di circa 10 metri quadrati, insieme ad altri detenuti, con i quali dovrà condividere anche la toilette, senza alcuna privacy. In tutto, l'ex tennista potrebbe rimanere a Wandsworth (carcere di sicurezza di tipo B) per circa due settimane, per poi essere trasferito in uno meno duro (tipo C). In ogni caso, secondo la decisione della giudice Deborah Taylor, l'ex campione di Wimbledon dovrà trascorrere almeno metà pena dietro le sbarre, quindi un anno e tre mesi, prima di poter richiedere i domiciliari.

I disastri economici di Becker

La prima condanna per evasione fiscale per Boris Becker era già arrivata nel 2002 in Germania. Ora, invece, è stato condannato nel Regno Unito per un prestito mai ripagato nel 2017 di circa 3,6 milioni di euro dalla banca Arbuthnot Latham per lavori alla sua maestosa villa a Maiorca, in Spagna. A quel punto Becker ha dichiarato bancarotta, con 50 milioni di debiti in giro per il mondo. Ha venduto la reggia spagnola ma non è bastato. "Ho avuto uno stile di vita molto costoso, ma anche tante spese di divorzio e mantenimento dei figli", aveva confessato nei mesi scorsi, "dopo il ritiro nel 1999 ho guadagnato sempre di meno".

Intanto però, secondo i giudici inglesi, "Bum bum" (suo soprannome a Wimbledon) insabbiava altri suoi asset mai comunicati alle autorità fiscali britanniche che dovevano spartirli con i creditori, tra cui un altro prestito da oltre 950 mila euro, quote di una società per 90 mila euro e persino i trofei dorati di Wimbledon. Non solo: come ulteriore aggravante, subito dopo aver dichiarato bancarotta, Becker avrebbe accreditato di nascosto decine di migliaia di euro ai suoi familiari, oltre ad avere ancora una casa nella sua Germania, a Leimen, da circa 2 milioni.

Il carcere di Wandsworth si trova a soli tre chilometri dal campo centrale della vicina Wimbledon, dove il 54enne Becker vinse incredibilmente il torneo a 17 anni, per poi ripetersi altre due volte in carriera sull'erba di Londra e diventare così numero uno al mondo. Wimbledon come la cravatta che indossava venerdì scorso in tribunale alla Southwark Crown Court. Umiliazione finale di una carriera oramai macchiata per sempre.