Wimbledon non assegnerà punti per l'esclusione dei tennisti russi e bielorussi. Djokovic ne perde duemila, Berrettini 1.200
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA — Che sarebbe stato un mezzo pasticcio, escludere a prescindere atleti russi e bielorussi da Wimbledon, lo si era capito subito. Soprattutto quando campioni come Nadal, Federer, Djokovic, e vecchie glorie come Martina Navratilova, non si erano morsi la lingua a scagliarsi contro Londra. E così ora arrivano i guai per il torneo di tennis sull'erba e più prestigioso del mondo. Perché, dopo diversi avvertimenti e nessun ripensamento dell'All England Lawn Tennis Club, il circuito maschile Atp ha ufficialmente comunicato che non saranno assegnati punti per il tormentato Wimbledon di quest'anno.
LONDRA — Che sarebbe stato un mezzo pasticcio, escludere a prescindere atleti russi e bielorussi da Wimbledon, lo si era capito subito. Soprattutto quando campioni come Nadal, Federer, Djokovic, e vecchie glorie come Martina Navratilova, non si erano morsi la lingua a scagliarsi contro Londra. E così ora arrivano i guai per il torneo di tennis sull'erba e più prestigioso del mondo. Perché, dopo diversi avvertimenti e nessun ripensamento dell'All England Lawn Tennis Club, il circuito maschile Atp ha ufficialmente comunicato che non saranno assegnati punti per il tormentato Wimbledon di quest'anno.
Uno scontro frontale, dunque, nel cuore del tennis. Ma Londra non molla: "La nostra decisione è giusta", afferma la ministra alla Cultura Nadine Dorries, "la Russia deve diventare un paria. Speriamo che l'Atp cambi idea: non è un messaggio giusto, né a Putin, né al popolo ucraino". Certo, la decisione del governo britannico e di Wimbledon, presa a causa della brutale invasione dell'Ucraina di Vladimir Putin non è inedita: lo stesso avvenne contro tennisti tedeschi e giapponesi nella Seconda guerra mondiale. Ma stavolta la scelta di Londra è stata dettata anche dal terrore che un russo potesse vincere il torneo e che Kate Middleton, moglie del principe William e madrina della kermesse, avrebbe potuto subire l'umiliazione di premiarlo in diretta mondiale. Per esempio Daniil Medvedev, numero 2 maschile al mondo. O Andrey Rublev (n.5), che due mesi fa si era persino esposto contro Putin scrivendo "No alla guerra" su una telecamera a Dubai. Per non parlare della bielorussa Aryna Sabalenka, semifinalista a Wimbledon l'anno scorso, e Victoria Azarenka, ex n.1.