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Wimbledon non assegnerà punti per l'esclusione dei tennisti russi e bielorussi. Djokovic ne perde duemila, Berrettini 1.200

La forma di protesta, prima ipotizzata, ora è ufficiale: chi vincerà e chi non parteciperà, dunque, a livello di classifica non vedrà mutamenti. Atp e Wta: "La discriminazione mina i principi e l’integrità del nostro sistema di ranking"
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LONDRA — Che sarebbe stato un mezzo pasticcio, escludere a prescindere atleti russi e bielorussi da Wimbledon, lo si era capito subito. Soprattutto quando campioni come Nadal, Federer, Djokovic, e vecchie glorie come Martina Navratilova, non si erano morsi la lingua a scagliarsi contro Londra. E così ora arrivano i guai per il torneo di tennis sull'erba e più prestigioso del mondo. Perché, dopo diversi avvertimenti e nessun ripensamento dell'All England Lawn Tennis Club, il circuito maschile Atp ha ufficialmente comunicato che non saranno assegnati punti per il tormentato Wimbledon di quest'anno. 

"Siamo rammaricati. Ma, nel nostro …

LONDRA — Che sarebbe stato un mezzo pasticcio, escludere a prescindere atleti russi e bielorussi da Wimbledon, lo si era capito subito. Soprattutto quando campioni come Nadal, Federer, Djokovic, e vecchie glorie come Martina Navratilova, non si erano morsi la lingua a scagliarsi contro Londra. E così ora arrivano i guai per il torneo di tennis sull'erba e più prestigioso del mondo. Perché, dopo diversi avvertimenti e nessun ripensamento dell'All England Lawn Tennis Club, il circuito maschile Atp ha ufficialmente comunicato che non saranno assegnati punti per il tormentato Wimbledon di quest'anno. 

"Siamo rammaricati. Ma, nel nostro circuito, la possibilità per i tennisti di ogni nazionalità di partecipare per merito e senza alcuna discriminazione è cruciale", dichiara Atp in un comunicato, "la decisione di Wimbledon di escludere i tennisti russi e bielorussi mina questo principio. Le nostre regole esistono per proteggere i diritti di tutti i tennisti. Decisioni unilaterali come quelle di Wimbledon rappresentano un grave precedente per il resto del tour, che opera in trenta Paesi". Parole forti, che poco dopo vengono adottate anche dal circuito femminile Wta: "Saranno sotto inchiesta anche gli altri tornei inglesi, come Nottingham, Eastbourne e Birmingham. Dobbiamo proteggere le nostre atlete". E se non bastasse, anche la Federazione Internazionale del Tennis, che organizza i tornei per atleti minorenni o diversamente abili, attacca Wimbledon: "L'integrità di questo sport, che si basa sui ranking mondiali, così viene compromessa".

Uno scontro frontale, dunque, nel cuore del tennis. Ma Londra non molla: "La nostra decisione è giusta", afferma la ministra alla Cultura Nadine Dorries, "la Russia deve diventare un paria. Speriamo che l'Atp cambi idea: non è un messaggio giusto, né a Putin, né al popolo ucraino". Certo, la decisione del governo britannico e di Wimbledon, presa a causa della brutale invasione dell'Ucraina di Vladimir Putin non è inedita: lo stesso avvenne contro tennisti tedeschi e giapponesi nella Seconda guerra mondiale. Ma stavolta la scelta di Londra è stata dettata anche dal terrore che un russo potesse vincere il torneo e che Kate Middleton, moglie del principe William e madrina della kermesse, avrebbe potuto subire l'umiliazione di premiarlo in diretta mondiale. Per esempio Daniil Medvedev, numero 2 maschile al mondo. O Andrey Rublev (n.5), che due mesi fa si era persino esposto contro Putin scrivendo "No alla guerra" su una telecamera a Dubai. Per non parlare della bielorussa Aryna Sabalenka, semifinalista a Wimbledon l'anno scorso, e Victoria Azarenka, ex n.1.

La decisione dell'Atp è anche un duro colpo per Matteo Berrettini. Il tennista italiano, attualmente infortunato alla mano, perderà così i 1.200 punti dell'anno scorso da finalista a Wimbledon e che non potrà difendere quest'anno, anche se vincesse il torneo. Dunque Berrettini crollerà fuori dalla top 10 e forse anche dai primi 20. Un guaio anche per Djokovic, che si ritroverà con 2000 punti in meno e perderà il primato Atp.