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La luce di Trevisan illumina Parigi: "Fragile e grintosa, ora sono felice”". E l'anoressia è alle spalle

Martina Trevisan  (afp)

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Battuta la canadese Fernandez, giovedì semifinale del Roland Garros contro Gauff. "Lottare mi fa vivere bene. Il mio passato mi aiuta a essere quello che sono in questo momento"
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PARIGI - Che ne sappiamo noi di Martina Trevisan, la nuova semifinalista azzurra del Roland Garros che è entrata nell'inferno, lo ha vissuto, attraversato e poi ha trovato l'uscita. Che ne sappiamo noi dei suoi riccioli neri, di quei capelli a serpentina e di quello che nascondono. Noi, oggi, la vediamo solare e sorridente, perfino contagiosa. Senza sapere che il suo tennis è poesia di un amore profano. "Tutti abbiamo una nostra vita. Penso che sia importante sapere chi sono in questo momento. Che sono felice in campo e sto facendo ciò che amo. Il mio passato è il passato e mi aiuta ad essere nel presente, ad essere quello che sono in questo momento".


Che ne sappiamo. Viveva solo nel buio, e non servivano nuove notti e nuovi giorni. Poi ha capito, con l'aiuto, che davanti aveva un'altra vita. "Cara, non odiarmi se puoi" deve averle detto sua mamma, con cui Martina era arrabbiata. E per punirla aveva deciso di non mangia…

PARIGI - Che ne sappiamo noi di Martina Trevisan, la nuova semifinalista azzurra del Roland Garros che è entrata nell'inferno, lo ha vissuto, attraversato e poi ha trovato l'uscita. Che ne sappiamo noi dei suoi riccioli neri, di quei capelli a serpentina e di quello che nascondono. Noi, oggi, la vediamo solare e sorridente, perfino contagiosa. Senza sapere che il suo tennis è poesia di un amore profano. "Tutti abbiamo una nostra vita. Penso che sia importante sapere chi sono in questo momento. Che sono felice in campo e sto facendo ciò che amo. Il mio passato è il passato e mi aiuta ad essere nel presente, ad essere quello che sono in questo momento".


Che ne sappiamo. Viveva solo nel buio, e non servivano nuove notti e nuovi giorni. Poi ha capito, con l'aiuto, che davanti aveva un'altra vita. "Cara, non odiarmi se puoi" deve averle detto sua mamma, con cui Martina era arrabbiata. E per punirla aveva deciso di non mangiare più, sapendo di colpire il suo amore per lei. Perché? Purtroppo il suo papà s'era ammalato, e allontanato dalla famiglia. E un altro uomo era entrato in casa, figura inaspettata.

Sono cose private, ma che hanno inciso sulla tennista junior. Di più, su una ragazzina che mangiava solo una pesca, 30 grammi al giorno. L'inferno. Per fortuna qualcuno ha poi preso per mano quella bambina, che è ritornata alla vita. Ha compreso che stare insieme può far star male, ma lasciarsi è altrettanto doloroso: non c'è via di fuga, non c'è salvezza, non c'è pace. È finita la guerriglia casalinga ed è guarita dall'anoressia.


Ma non è tornata al tennis, attenzione. Per quello c'è voluto l'amore dei fanciulli, i sogni dei bambini. Già, quasi per gioco Martina il tennis ha cominciato a insegnarlo, e nella beata e pura innocenza dei bambini deve aver rivisto se stessa. E, specchiandosi, ha ritrovato l'amore di un tempo. "Perché non riprovarci?". Quello è stato il momento della guarigione totale.

"Se penso a ciò che sono diventata vedo tante sfaccettature: sono fragile, a volte mi faccio prendere dalla rabbia, ma sono anche grintosa e ho la gioia di voler vivere davvero la mia vita. Perché ho imparato che i sogni aiutano a stare meglio e sono una forza vincente. Se quando stai male ti chiedi il perché di quel malessere, allora le risposte arrivano sempre".


Avevi ragione tu, Martina. E Parigi, come nel 2020, ti ha donato le energie. Dopo quel quarto di finale improvviso e sorprendente che ti aveva di nuovo scombussolato la vita perché non ne immaginavi la gestione, hai dovuto attraversare il Purgatorio tennistico, quello della routine. Un anno intero, il 2021.

Ed oggi ecco la nuova pagina di storia, semifinalista Slam: "Mi sono guardata intorno, ero nel campo più importante del mondo. Sentivo molta tensione, ero nervosa e le mie braccia lo sentivano, ma ero comunque felice. Ho accettato il momento".

Che ne sappiamo, noi. Per una che ha attraversato il fuoco. "Mi piace la lotta. Mi piace l'adrenalina. Mi piace il momento prima di entrare in campo: c'è molta energia. Sono queste cose che ci rendono vivi, sai. Mi piace così tanto". Dopo essersi liberata (6-2, 6-7, 6-3) della 19enne canadese Fernandez, domani trova la 18enne Coco Gauff, battuta due anni fa proprio a Parigi. "Sto giocando il mio miglior tennis, ma penso potrebbe anche essere migliore. Non vedo l'ora di quello che c'è in futuro".

Solo vivendo lo scopriremo, perché porsi limiti? La nuova numero uno azzurra stavolta non si farà travolgere. Non fatevi ingannare da quel sorriso acqua e sapone.