✕

Holger Rune saluta Parigi, ma la Danimarca festeggia l'erede di Torben Ulrich

Holger Rune (afp)
Fuori nei quarti contro Ruud, il 19enne danese tornerà in patria sapendo di poter essere apripista di uno sport che nel suo paese non ha finora avuto una grande tradizione
1 minuti di lettura

PARIGI - Holger ha perso, viva Holger. I francesi lo hanno applaudito, mentre salutava Parigi di notte. Sconfitto, il 19enne danese Holger Rune, nella battaglia dei vichinghi dal norvegese Casper Ruud (che ad alcuni ricorda una certa somiglianza con Sean Penn). Di sicuro, al di là dell'exploit del Roland Garros (quarti di finale) Holger tornerà in patria felice sapendo di essere il futuro protagonista, e di poter essere apripista di uno sport che nel suo paese non ha finora avuto una grande tradizione, a livello maschile.

Perché l'unico predecessore che si ricorda, si chiamava Torben Ulrich. Famoso, questo danese oggi più che novantenne, perché è stato il capostipite dei tennisti hippie (oltre che dei danesi stessi): giocava rig…

PARIGI - Holger ha perso, viva Holger. I francesi lo hanno applaudito, mentre salutava Parigi di notte. Sconfitto, il 19enne danese Holger Rune, nella battaglia dei vichinghi dal norvegese Casper Ruud (che ad alcuni ricorda una certa somiglianza con Sean Penn). Di sicuro, al di là dell'exploit del Roland Garros (quarti di finale) Holger tornerà in patria felice sapendo di essere il futuro protagonista, e di poter essere apripista di uno sport che nel suo paese non ha finora avuto una grande tradizione, a livello maschile.

Perché l'unico predecessore che si ricorda, si chiamava Torben Ulrich. Famoso, questo danese oggi più che novantenne, perché è stato il capostipite dei tennisti hippie (oltre che dei danesi stessi): giocava rigorosamente vestito di bianco, ma ornato di lunghi capelli raccolti in trecce che sbattevano libere sotto le spalle. Un tipo davvero da romanzo: una volta lo trovarono in un bagno dell'aeroporto ad Heahtrow mentre palleggiava contro il muro. Aveva perso l'aereo e impegnava così l'attesa. Quando gli inglesi gli chiesero conto lui rispose con la massima innocenza: "Mi piace molto il suono di questo muro". 

Capito? Ecco perché, quando diventò papà, i geni del bimbo erano già stati indirizzati dal destino: Lars, questo il suo nome, imparò il tennis ma ancora di più la musica, suonando e diventando componente dei Metallica, una band di cui forse avrete sentito parlare. Ma l'episodio ormai diventato leggenda è sempre quello che riguarda Torben, e risale a Forest Hills 1958: impegnato nei quarti di finale degli US Open contro Newcombe, seguì un dritto a rete per una facile volée, ma la sbagliò distratto da una farfalla. Perse il match, e gli chiesero conto. Torben risposte con le seguenti parole: "Al momento non so se sono una farfalla che sogna di essere un uomo o un uomo che sogna di essere una farfalla". 

Ecco, Holger Rune entra in scena ed eredita tutto questo: gli auguriamo una vita di tennis piena, e magari anche qualche aneddoto degno di Torben, degno di Slam da questo punto di vista.