Matteo Berrettini non spreca la ghiotta occasione di tornare in semifinale al Queen's. Contro lo statunitense Tommy Paul, uno che sull'erba ha disputato appena 15 match in carriera, è bastata l'esperienza e la maggiore predisposizione alla superficie per chiudere il match (6-4, 6-2) in appena 1 h e 13'. Ci voleva un partita veloce per il romano, ideale per recuperare le energie dopo la dura sfida (quasi 3 ore) con Kudla. Anche perché sabato troverà un altro avversario pronto a dargli battaglia, l'olandese Botic van de Zandschulp, n. 29 del mondo, che gia lo scorso anno lo ha fatto soffrire a Wimbledon, pur perdendo 6-3, 6-4, 7-6 (7/4).
Partenza lenta, poi dominio assoluto
Berrettini, evidentemente ancora provato dalle fatiche di 24 ore prima, ha stentato a mettersi in moto a dovere. Non incisivo nel primo turno di battuta e poco reattivo alla risposta è scivolato sotto 1-4. A questo punto, però, gli è venuto in soccorso Paul che con un paio di doppi falli e qualche errore di troppo gli ha consentito di rientrare in partita. Berrettini si è sciolto, ha ritrovato la prima di servizio e, con una striscia di 5 giochi di fila, ha ribaltato il punteggio (6-4). Paul a questo punto si è disunito. Ha iniziato a collezionare errori di dritto in serie e già al terzo game ha concesso a 0 il break. Sul 2-1 il romano si è un attimo seduto, si è trovato costretto a fronteggiare la palla del contro-break ma Paul l'ha graziato mettendo fuori un altro dritto. Berrettini a questo punto si è scrollato di dosso anche le ultime paure e ha preso l'abbrivio per chiudere 6-2 al primo match point con un ace.
Berrettini: "Wimbledon? Sogno di poter far meglio dello scorso anno..."
"Sono davvero contento, perchè ho cominciato male il match, ma sapevo di essere capace di recuperare il break", ha detto alla fine Berrettini. "Non era facile giocare perché c'era vento", ha sottolineato. "Ho stretto i denti poi per fortuna col passare dei minuti ho visto che il mio tennis a poco a poco ritrovava la giusta dimensione". Per il romano si tratta della 7/a vittoria di fila dopo gli 84 giorni di infortunio. "Se sono già in buona forma è grazie al mio staff", ha tenuto a dire. "Mi ha aiutato molto nei momenti difficili, ho lavorato tanto. Ci tenevo tanto a tornare al Queen's per difendere il titolo vinto lo scorso anno. Ora non penso a Wimbledon, avrà una settimana di riposo per recuperare le energie, riordinare le idee e tentare di fare come l'anno scorso... o magari qualcosa in più", si è lasciato sfuggire in chiusura.