Sinner, Cahill entra nello staff: perché con lui l'azzurro può diventare un campione
di Paolo Rossi , di Paolo RossiUn australiano per il Rosso. Darren Cahill entra nello staff di Jannik Sinner. Beh, se si era in attesa del famoso coach, di un supervisor, allora l’ex tennista di Adelaide è l’uomo giusto. Per referenze chiedete ad Andre Agassi, a Lleyton Hewitt e Simona Halep.
Come tennista Cahill non ha ottenuto grandi risultati, buoni in singolo e ottimi in doppio: si ricorda una sua semifinale agli US Open. Il suo best ranking è stato il n. 22. Era un giocatore d’attacco, e passarlo a rete era complicato. Poi, finita la parte agonistica, iniziò il coaching. Con Agassi (Cahill vive a Las Vegas), dove fu bravo a motivarlo, a dargli altri stimoli e limare i dettagli del suo gioco.
Il tennis di Cahill
Qual è la sua "vision"? Come allenatore ha capito sin da subito l’evoluzione del tennis, che si spostava verso la linea di fondo campo. In generale Cahill non ha mai cercato di stravolgere le caratteristiche di nessuno, trasf…
Un australiano per il Rosso. Darren Cahill entra nello staff di Jannik Sinner. Beh, se si era in attesa del famoso coach, di un supervisor, allora l’ex tennista di Adelaide è l’uomo giusto. Per referenze chiedete ad Andre Agassi, a Lleyton Hewitt e Simona Halep.
Come tennista Cahill non ha ottenuto grandi risultati, buoni in singolo e ottimi in doppio: si ricorda una sua semifinale agli US Open. Il suo best ranking è stato il n. 22. Era un giocatore d’attacco, e passarlo a rete era complicato. Poi, finita la parte agonistica, iniziò il coaching. Con Agassi (Cahill vive a Las Vegas), dove fu bravo a motivarlo, a dargli altri stimoli e limare i dettagli del suo gioco.
Il tennis di Cahill
Qual è la sua "vision"? Come allenatore ha capito sin da subito l’evoluzione del tennis, che si spostava verso la linea di fondo campo. In generale Cahill non ha mai cercato di stravolgere le caratteristiche di nessuno, trasformando i tennisti in giocatori offensivi. Ha focalizzando la sua attenzione sulla preparazione fisica, sugli spostamenti e la percentuale nella prima di servizio. Ecco perchè a Sinner la sua presenza potrà risultare utile, molto utile.
Perché Cahill può aiutare Sinner
Una volta l’australiano disse: “Penso che sia quasi impossibile giocare il tipo di tennis che giocavo io al giorno d’oggi e avere successo. L’evoluzione dei materiali l’ha reso molto più difficile, dato che lo spin che un giocatore può dare sulla palla ora è enorme. Ciò significa che ci si può difendere meglio, chiudere una volèe è più difficile, e i passanti e i lob avranno percentuali superiori di successo, tutto ciò equivale a renderlo incredibilmente impegnativo e rischioso. Detto questo, è ancora un valido strumento da usare. Non si allenano abbastanza i colpi al volo in età precoce per assicurarsi che la nuova generazione sappia disimpegnarsi a rete e fare tre passi in avanti quando è richiesto”.
Lo vedremo già a Eastbourne, insieme a coach Simone Vagnozzi nel box dell’altoatesino, nel torneo del suo rientro dopo il ritiro del Roland Garros. Il suo punto di vista, i suoi consigli, dovrebbero davvero essere utili per un giocatore come Sinner, da sempre una ottima spugna nell’ascolto.