Berrettini, allungo su Sinner: ora il leader italiano è lui
di Paolo Rossi , di Paolo RossiROMA – Due piccioni con una fava: Matteo Berrettini trionfa per la seconda volta al Queen’s, e respinge il sorpasso di Jannik Sinner, nella sfida (si fa per dire, ovviamente) tutta italiana a chi diventa il leader del movimento azzurro. Il tennista romano ha ‘salvato’ i 500 punti che difendeva dal 2021 (aveva vinto anche nella stagione scorsa: la classifica del tennis viene stilata da un computer che raffronta i risultati dell’anno precedente con quello solare), e rimane anche per questa settimana – secondo la classifica ufficiale - numero 10, mentre l’altoatesino perde una posizione e scende alla numero 13.
Ma sono posizioni fluide, che…
ROMA – Due piccioni con una fava: Matteo Berrettini trionfa per la seconda volta al Queen’s, e respinge il sorpasso di Jannik Sinner, nella sfida (si fa per dire, ovviamente) tutta italiana a chi diventa il leader del movimento azzurro. Il tennista romano ha ‘salvato’ i 500 punti che difendeva dal 2021 (aveva vinto anche nella stagione scorsa: la classifica del tennis viene stilata da un computer che raffronta i risultati dell’anno precedente con quello solare), e rimane anche per questa settimana – secondo la classifica ufficiale - numero 10, mentre l’altoatesino perde una posizione e scende alla numero 13.
Ma sono posizioni fluide, che cambieranno dopo questa settimana ma, soprattutto, dopo Wimbledon che non assegnerà punti. E, per quest’ultima ragione, a Berrettini saranno tolti i 1200 punti della finale dello scorso anno e purtroppo scivolerà oltre la ventesima posizione, a prescindere dal suo rendimento sui sacri prati di Church Road. Infatti, se si guarda invece alla classifica live, Berrettini ha già perso una posizione (n. 11), sebbene questa settimana si goda il meritatissimo riposo. Mentre Sinner, al n. 13, cercherà di guadagnare qualche punto a Eastbourne (ma soprattutto prendere confidenza con l’erba e i suoi rimbalzi) e incamerare i consigli del nuovo consulente tecnico, Darren Cahill, che affianca coach Vagnozzi.
Ovviamente è una sfida solo morale: quando si hanno atleti che sono in cima al mondo, a livello di Top Ten, la leadership italiana è oggettivamente relativa. “La nostra sfida interna? Ci motiviamo e ci spingiamo l’un l’altro. Quando ci alleniamo noi italiani facciamo vedere a tutti di che pasta siamo fatti” ha detto Berrettini l’altro giorno, a proposito di questa generazione azzurra che piace e seduce il mondo. “Ci divertiamo a giocare, semplicemente questo. Punto”. E noi spettatori con loro.