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La prima di Wimbledon, un'ordinaria giornata di pioggia londinese e di grandi campioni: Djokovic e Sinner partono bene

Novak Djokovic, campione uscente, sul centrale di Wimbledon (afp)
Ha preso il via lo slam sull'erba. Il serbo ha avuto qualche problema con il coreano Kwon sul campo centrale, che quest'anno festeggia 100 anni. E l'altoatesino ha liquidato un quasi (grande) ex come Wawrinka. Attesa per il debutto di Berrettini con il cileno Garin
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LONDRA. "Open". Tutto aperto, finalmente. File di fan in astinenza sotto la "English summer rain", sotto gli ombrelli, i golfini celesti, le camicie coloniali, un paio di giovani donne con lattine di gin & tonic alle undici del mattino. Piove, almeno meno allergia al polline, possente qui a Londra nelle ultime settimane. E poi, "boycott" a chi? Ma figuriamoci. Nessuno si è permesso. Boicottare Wimbledon per russi e bielorussi, nonostante la furia degli altri tennisti e gli zero punti per il ranking? 

Giammai. Sono tutti qui, a parte infortunati come re Federer e Zverev, o campionesse in carica come Ashleigh Barty che a 26 anni non ne può più di questo circo. "The show must go on" e quindi lo spettacolo abbia inizio. Perché questo è l'All England Lawn Tennis & Croquet Club, dal 1868, mica i campi sghembi e infestati dell'Illinois di David Foster Wallace. Chiedi all'aragosta, anzi alle f…

LONDRA. "Open". Tutto aperto, finalmente. File di fan in astinenza sotto la "English summer rain", sotto gli ombrelli, i golfini celesti, le camicie coloniali, un paio di giovani donne con lattine di gin & tonic alle undici del mattino. Piove, almeno meno allergia al polline, possente qui a Londra nelle ultime settimane. E poi, "boycott" a chi? Ma figuriamoci. Nessuno si è permesso. Boicottare Wimbledon per russi e bielorussi, nonostante la furia degli altri tennisti e gli zero punti per il ranking? 

Giammai. Sono tutti qui, a parte infortunati come re Federer e Zverev, o campionesse in carica come Ashleigh Barty che a 26 anni non ne può più di questo circo. "The show must go on" e quindi lo spettacolo abbia inizio. Perché questo è l'All England Lawn Tennis & Croquet Club, dal 1868, mica i campi sghembi e infestati dell'Illinois di David Foster Wallace. Chiedi all'aragosta, anzi alle fragole con panna, rimaste le più buone e colorate del mondo grazie alla secolare fattoria Hugh Lowe, nel giardino d'Inghilterra detto Kent. Dunque rieccola, la fiera della vanità di Wimbledon, il girone del paradiso fatato di Church Road, anche se fa freddo e piove per circa due intermittenti ore: chi si stringe nell'abito smart, chi nei blazer di cashmere, chi sotto i cappellini da baseball, o magari l'edera sempre più verde del Campo Centrale, che quest'anno compie un secolo. Cheers!

Ma qui nel sacrario di Wimbledon siamo al coperto, e così, tra il pubblico impaziente, i militari tatuati e i vecchi volontari col panama, all'una e mezza arriva il campione in carica Djokovic. Lo segue la vittima sacrificale del primo turno, il sudcoreano Soonwoo Kwon, che gliel'ha fatta sudare (6-3, 3-6, 6-3, 6-4). 

Nel vortice posh e incessante di spettatori e bicchieri di Pimm's, provano a brillare anche gli italiani. Jannik Sinner su tutti: un Giacometti altoatesino, equilibrista ed affilato, che si sbarazza dell'amarcord svizzero Stan Wawrinka, panciuto come una pinta di ale: 7-5, 4-6, 6-3, 6-2. È la sua prima vittoria a Wimbledon, anzi, la prima in assoluto sull'erba nel circuito. Ora incontrerà il vincente tra il tedesco Altmaier e lo svedese Ymer (match interrotto ieri con quest'ultimo avanti di due set). Yes we can. Del resto, dopo il nuovo allenatore Simone Vagnozzi, è arrivato il superconsulente australiano Darren Cahill, stratega di numeri 1 come Agassi e Hewitt: "All'inizio scivolavo un po', ma poi ho preso le misure. Ho fiducia per il futuro, sono contento", ha commentato Jannik dopo la vittoria, "e poi mi piacciono i cinque set, perché puoi gestire meglio la partita a livello mentale". 

L'Italia ha perso subito Fabio Fognini, fuori contro l'olandese Tallon Griekspoor: inizio vivace (7-5), poi piano inclinato (5-7, 3-6, 4-6). Vincente, a sorpresa nel derby azzurro, Elisabetta Cocciaretto contro Martina Trevisan, a disagio sull'erba dopo la semifinale a Parigi. Amarezza analcolica per gli altri: Andrea Vavassori la sua prima volta se l'è giocata, e bene, contro il favorito americano Frances Tiafoe, vincitore con un triplo 6-4: "Poteva andare meglio, ma adesso so di essere all'altezza. Ora sotto con il doppio". Lucia Bronzetti ha potuto poco contro l'altra americana Ann Li (1-6, 4-6) . Oggi tocca finalmente al vicecampione in carica Matteo Berrettini, contro il cileno Cristian Garin, ma è anche il giorno di Lorenzo Sonego contro l'americano Denis Kudla e di Lorenzo Musetti a chiudere il programma contro l'altro americano Taylor Fritz. Djokovic, ieri un po' sfibrato, l'ha detto: "Da 2 o 3 anni, Berrettini è uno dei migliori al mondo sull'erba".