Wimbledon, Sinner ci prende gusto: ora l'erba fa meno paura. "Qui è un paradiso"
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA — Lasciate qualche speranza voi che entrate. Perché, per l'Italia, il vuoto di Matteo Berrettini prova a colmarlo Jannik Sinner. Dunque accendete i riflettori, tutti per il 20enne altoatesino di classe e crescente sostanza. "Se preferivo rimanere nell'ombra? No, penso solo a me stesso", spiega Sinner ai giornalisti a fine partita, "con Berrettini mi ero scritto al Roland Garros per commentare le nostre difficoltà. Ora no, la situazione è più complicata. Mi spiace molto per lui e preferisco non intromettermi".
Sinner batte Ymer tre set a uno
Fari abbaglianti o meno, ieri Jannik ha conquistato il terzo turno di Wimbledon, in quattro set contro lo svedese Mikael Ymer, già sconfitto sulla strada verso la vittoria degli Atp Finals Next Generation del 2019. Piano, però. Sinner è solo alla sua seconda vittoria sull'erba a Wimbledon, entrambe obliterate quest'anno, dopo aver perso al primo…
LONDRA — Lasciate qualche speranza voi che entrate. Perché, per l'Italia, il vuoto di Matteo Berrettini prova a colmarlo Jannik Sinner. Dunque accendete i riflettori, tutti per il 20enne altoatesino di classe e crescente sostanza. "Se preferivo rimanere nell'ombra? No, penso solo a me stesso", spiega Sinner ai giornalisti a fine partita, "con Berrettini mi ero scritto al Roland Garros per commentare le nostre difficoltà. Ora no, la situazione è più complicata. Mi spiace molto per lui e preferisco non intromettermi".
Sinner batte Ymer tre set a uno
Fari abbaglianti o meno, ieri Jannik ha conquistato il terzo turno di Wimbledon, in quattro set contro lo svedese Mikael Ymer, già sconfitto sulla strada verso la vittoria degli Atp Finals Next Generation del 2019. Piano, però. Sinner è solo alla sua seconda vittoria sull'erba a Wimbledon, entrambe obliterate quest'anno, dopo aver perso al primo turno l'anno scorso. Ma lasciala andare questa barca. Ora viene il bello, e pure il brutto: l'avversario sarà un veterano del tennis il 37enne americano John Isner, "e sarà la sfida più difficile con quel suo servizio devastante", che ha travolto l'idolo di casa Andy Murray, già due volte re di Wimbledon.
I limiti di Sinner
Lo diceva anche il suo ex maestro Riccardo Piatti nel libro Il mio tennis: Jannik deve imparare a "semplificare nel mezzo della partita, come fanno Federer e Nadal". Ossia, andare per la sua strada, cercare di comandare il match da fondo campo, da giocatore "tempo" quale è spesso. Ma, se ciò non accade, deve diversificare, concedersi a colpi di classe più balorda, confondere l'avversario. Ora, con la nuova gestione di Simone Vagnozzi e l'australiano Darren Cahill come superconsulente, il percorso si sta completando. "Sì, adesso stiamo provando a cambiare", spiega, "lo slice va meglio e, anche perché con l'erba è più facile, vado molto di più a rete". Ieri lo ha fatto 50 volte e in 38 ha avuto ragione. E così Sinner, anche per un po' di stanchezza, alla fine ha cambiato ritmo e stile, martellando di meno con il rovescio a due mani nel quarto e ultimo set, quando sul 3-1 ha "breakkato" da 0-30. Allora Ymer ha perso la testa, abbandonandosi a imbarazzanti errori: 2-6, inappellabile.
Sinner e Wimbledon, sempre più confidenza
Sino a quel punto però, seppur in vantaggio di due set a uno (6-4, 6-3, 5-7), Sinner aveva paradossalmente sbagliato molto più dello svedese: primi servizi più imprecisi e soprattutto 38 errori "non provocati" contro i 20 di Ymer, soprattutto diritti da fondo campo. All'ultimo set, invece, sono stati solo 10 contro 12. Con la mazzata finale di un ace. Eureka.
"Unforgivable Sinner", cantava Lene Marlin. Ma questi sono peccati veniali di Jannik, mica imperdonabili. "Sto crescendo, e sono le mie prime due vittorie consecutive sull'erba", ci confida, "ma devo sfruttare di più i momenti chiave del match: oggi ho sprecato tante palle break. Questo è il torneo che conosco di meno, ma anche quello che mi piace di più. Qui a Wimbledon è tutto perfetto, arrivo a piedi al campo, è meraviglioso". John Milton qui scrisse "Paradise Lost". "Io invece, qui ho trovato un paradiso".