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Serena Williams: "Vado avanti, giocare lo Us Open sarà una grande motivazione"

Serena Williams (afp)
Uscita al primo turno a Wimbledon dopo lo stop di un anno, l'ex numero uno del mondo fa capire di voler ancora provarci e di puntare allo Slam da giocare davanti al pubblico di casa
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LONDRA - No, le favole non esistono. Certo la sceneggiatura era avvincente. La supercampionessa quarantenne, la leonessa ferita da un grave infortunio, che torna nell'arena da gladiatrice dopo un anno, che lotta con ogni muscolo e forza residua, che sfodera gli artigli ma manca la zampata finale. Eppure, mancavano solo due punti alla vittoria di un match di estenuante meraviglia e drammatica empatia sportiva. E invece no, Serena Williams non ce l'ha fatta. Favola finita, stop, nonostante un curriculum di 23 slam vinti. Battuta dalla 25enne francese Harmony Tan, esordiente a Wimbledon, che alla fine, dopo tre ore e 11 minuti di esemplare battaglia, ha prevalso sull'ottovolante di 7-5, 1-6, 7-6 (10-7).

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LONDRA - No, le favole non esistono. Certo la sceneggiatura era avvincente. La supercampionessa quarantenne, la leonessa ferita da un grave infortunio, che torna nell'arena da gladiatrice dopo un anno, che lotta con ogni muscolo e forza residua, che sfodera gli artigli ma manca la zampata finale. Eppure, mancavano solo due punti alla vittoria di un match di estenuante meraviglia e drammatica empatia sportiva. E invece no, Serena Williams non ce l'ha fatta. Favola finita, stop, nonostante un curriculum di 23 slam vinti. Battuta dalla 25enne francese Harmony Tan, esordiente a Wimbledon, che alla fine, dopo tre ore e 11 minuti di esemplare battaglia, ha prevalso sull'ottovolante di 7-5, 1-6, 7-6 (10-7).

"L'importante era tornare"

Un viaggio al termine della notte, fino alle 22.30, sul campo Centrale che in questa edizione compie 100 anni. Williams è diventata presto l'idolo della folla, per la sua resistenza, l'umiltà, il suo disappunto verso se stessa, lo sguardo chino all'erba crudele, una disperazione mista a sudore, e una sorte che ieri sera non le ha sorriso. Sorriso che lei però non ha perso, quando l'abbiamo incontrata in conferenza stampa post match: "Beh, di certo è andata meglio dell'anno scorso", scherza l'americana, come raramente le capita, ricordando quell'infortunio proprio qui, del 29 giugno 2021, che alla fine l'ha tenuta fuori per 364 giorni. "Fisicamente mi sono sentita molto bene, a parte gli ultimi due punti in cui mi sentivo davvero svuotata. Ma va bene così, l'importante era tornare".

"Il mio ultimo Wimbledon? Non mi piacerebbe chiudere così"

Serena, questo è il tuo ultimo Wimbledon? "Non lo so", sospira, "vediamo come starò. Certo non mi piacerebbe chiudere così...". Williams, infinita campionessa, ha anche la lucidità di analizzare la sconfitta: "Tan è stata molto brava e mi ha sorpreso con quei tanti colpi "slice" che mi hanno spezzato il ritmo. Mi sono preparata bene a questo incontro, ma", ammette, "non a uno stile di gioco del genere, che ho sofferto. E forse non mi ero preparata a sufficienza nemmeno per giocare oltre tre ore al primo match". Al tiebreak del set decisivo Serena era avanti per 4-0. Poi Tan ha sferrato 5 punti consecutivi.

Gli Us Open la aspettano

Già, non si smette mai di imparare, nemmeno se ti chiami Serena Williams. Che al primo turno di uno slam non era mai uscita, a parte l'anno scorso e al Roland Garros del 2012. Ma ieri gli errori, soprattutto "non forzati", sono stati tanti, soprattutto nel primo set e poi nell'ultimo, quando è emersa la stanchezza. Ciò nonostante alcuni colpi da maestra e aver annullato un match point di Tan sul 5-4. Se nel primo set Serena ha fatto punti da servizio nel 57% dei casi. Nel secondo la percentuale è salita all'80%.

Ora Williams potrebbe rifarsi al prossimo slam, a New York. "Perché no? Se sto bene potrebbe essere una buona opportunità. Giocare davanti al pubblico di casa per me sarà una grande motivazione". Intanto, Serena, grazie della meravigliosa illusione di ieri sera.