Sport

Us Open di tennis, Nadal e la finale del 2017 contro Anderson

Rafa Nadal vince gli Us Open 2017
Rafa Nadal vince gli Us Open 2017 
"Nadal e l'età dell'oro". Riproponiamo l'articolo uscito su Repubblica il 12 settembre 2017
2 minuti di lettura

Viviamo l'Età dell'Oro da quindici anni, così ben abituati da essere assuefatti a questa fortuna. Ne diventeremo (dolorosamente) consapevoli quando non avremo più sotto gli occhi né Rafa Nadal né Roger Federer. Lo spagnolo ha trionfato nella notte di domenica a New York contro Kevin Anderson, dividendosi equamente con lo svizzero gli Slam del 2017: Parigi e New York al primo, Melbourne e Wimbledon all'altro. Nessuno, ma davvero nessuno, avrebbe mai potuto pronosticare un esito del genere a inizio anno. "Significa che quando la roba è buona non marcisce mai" dice a modo suo Adriano Panatta. "E che gli altri, per un motivo o per un altro, non reggono i ritmi".

Il tennis ha vissuto già momenti di grandi sfide, di grandi cicli (dai Moschettieri francesi a Fred Perry, fino a Laver, Rosewall per non parlare di Borg-McEnroe, Sampras-Agassi, Becker-Lendl), ma mai rivalità è stata così lunga e di così alto livello.

Tutto è nato nel 2002, Maiorca. Fu lì che il giovane Nadal fece il suo ingresso nel mondo Atp (Federer aveva già esordito nel '98 a Gstaad). Da quell'aprile è nata l'Età dell'Oro. 15 anni di sfide e 35 Slam in due (19 Roger, 16 Rafa). "I nostri stili differenti, le persone coinvolte, il fatto di aver gareggiato così a lungo per i titoli più importanti hanno costituito una grande promozione per il tennis. In modo positivo, però, poiché siamo amici e ci rispettiamo" ha ribadito a caldo, a New York, lo spagnolo. Informazione confermata anche da Cino Marchese, manager sportivo. "Non è una rivalità di tipo classico, si vogliono bene. Per me sono alla pari, anche se io preferisco Federer per l'interpretazione romatica del tennis".

Il prossimo novembre, nei cinema, verrà ricordata la finale di Wimbledon 1980, Borg-McEnroe, 37 anni dopo. E i posteri allora, come dovranno comportarsi con questi due? "Cinque-sei statue, almeno, sparse in ogni dove". Nicola Pietrangeli appartiene a un'altra epoca, ma è troppo intelligente per non riconoscere la grandezza dei "moderni".

"Il mio amico Manolo Santana è un fan sfegatato di Rafa. Lo ha sempre sostenuto. E chissenefrega se qualche tennista di oggi dice che il nostro non era tennis. Per me questi due sono pari. Hanno vinto scontrandosi, non approfittando dell'assenza di uno o dell'altro".

Ma la vera grandezza, probabilmente, è nel sapere riconoscere le cose, nel saperle analizzare. Non è solo Federer a essere n. 1 del fair play, lo è anche Rafa Nadal. "Sono contento di questa rivalità, ma devo però ricordarvi che personalmente ho giocato tanti altri match contro Novak Djokovic, altrettanto importanti ". La lezione di stile non è terminata: "Sono stato fortunato a giocare in un'epoca in cui tre atleti hanno vinto 19, 16 e 12 Slam. Tantissimo. Abbiamo scritto pagine di storia notevoli". Lo spagnolo ha studiato i libri: "Non è facile trovare un'epoca in cui tre giocatori abbiano fatto così tanto. Forse non è elegante dirlo ma viviamo un periodo in cui ci sono atleti che fanno cose incredibili. Sono felice di farne parte, e di aver avuto queste due grandi rivalità. Non credo che qualcuno abbia giocato tanti incontri diretti quanti quelli che abbiamo disputato noi tre per così tanto tempo e in appuntamenti così importanti. Per di più con stili così diversi. Da un lato è grandioso, dall'altro ci ha reso più difficile vincere titoli. Ma dovremmo esserne comunque felici dal momento che tutti e tre abbiamo probabilmente vinto più di quanto avremmo mai potuto sognare". Chapeau.

I commenti dei lettori