BOLOGNA - Non c'è mai nulla di scontato, nello sport. "Guardate la Svezia- notava Matteo Berrettini ieri sera - chi pensava che potesse superare l'Argentina? Invece è successo". Per dire che non è il caso di distrarsi ed abbassare la guardia. Il campo da tennis è a suo modo un ring, dove ci si picchia anche violentemente, senza sfiorarsi. "Però sappiamo di essere forti e di dover puntare in alto".
L'Italia è partita col piede giusto e davanti ad oltre seimila persone entusiaste, all'Unipol Arena di Casalecchio ha superato quello che, a detta di tutti, è l'ostacolo più duro del girone. Quella Croazia che l'anno scorso a Torino eliminò gli azzurri ai quarti. Stavolta è andata diversamente, Lorenzo Musetti, schierato a scapito di Sinner, ha liquidato il numero 164 al mondo Borna Gojo per 6-4, 6-2, Berrettini è dovuto ricorrere al terzo set per avere la meglio di Borna Coric, attuale numero 26 delle classifiche, recente vincitore al Masters 1000 di Cincinnati dove ha battuto tre top 10 e due top 20. "Sapevo che era un avversario caldo", ha confessato Berrettini, che non è affatto partito bene, ha perso il primo set al tiebreak ma poi s'è impossessato della sfida vincendo 6-2, 6-1 gli altri due parziali. "L'avvio non è stato semplice, anche se sono nel circuito da qualche anno non ho tanta esperienza di Davis e poi dovevo abituarmi al clima, al fatto di giocare per l'Italia, alle palline che si gonfiano tanto, alla superficie che è molto lenta".
Per quanto gli errori non forzati siano stati numerosi (27) Berrettini, che ha chiuso con 13 ace, ha ottenuto il 78% dei punti con la prima e il 52% con la seconda. Solo che quando ha finito la partita ha acceso subito il telefonino per vedere il risultato dell'Italia del basket sconfitta all'overtime dalla Francia. "Il mio fisioterapista ha visto la faccia che avevo e non capiva, m'è davvero dispiaciuto". Era stato al Forum di Assago giorni fa per vedere la Nazionale di Pozzecco contro la Gran Bretagna. "M'ero fermato con loro negli spogliatoi, ho ammirato tuta quell'energia, mi spiace tanto che siano stati eliminati e in quel modo, ma devono guardare avanti, e pensare che questo, dopo il successo contro la Serbia, resta per loro un Europeo pazzesco".
Ora, tornando alla Davis, ci sono altre due partite da giocare al meglio per staccare il biglietto per la fase finale a Malaga, a fine novembre. Anche se nello sport la scaramanzia la fa spesso da padrona, l'obiettivo, con una squadra così, è di provare a vincerla, questa benedetta "insalatiera", alzata soltanto una volta in un secolo, 46 anni fa. Una Davis, quella di Santiago del Cile, mai così attuale come in questo periodo, dopo la fortunata serie televisiva "Una squadra", che ripercorre proprio quell'impresa e quegli anni, che portarono le racchette nelle case di tutti, non solo dell'élite. L'età dell'oro, ma oggi abbiamo dei campioni che possono provare a battere di nuovo quei sentieri. "Sono un tipo strano, la serie non l'ho ancora vista, se non alcuni spezzoni, ma son fatto così, leggo e guardo a volte tutto d'un colpo, poi mi fermo. Ma quella è la prima serie che guarderò, me ne hanno tutti parlato benissimo, fra l'altro io ho ottimi rapporti con Panatta e Barazzutti. E noi ora non ci dobbiamo nascondere, siamo forti, completi, dobbiamo trovare il mix perfetto, e non fermarci".
Iniziata benissimo con Musetti, proseguita con un Berrettini solido, la giornata di Davis dell'Italia si è chiusa con la magistrale prestazione di Bolelli e Fognini che hanno battuto i quotatissimi croati Mektic e Pavic per 3-6, 7-5, 7-6 al quinto match point dopo una prestazione a dir poco spettacolare. Fognini ha sigillato la partita con una risposta lungolinea da applausi a scena aperta, dopo autentiche meraviglie firmate anche dal compagno, il bolognese Bolelli che davanti al suo pubblico ha squadernato giocate da stropicciarsi gli occhi.