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Berrettini: "Io tra Borg e Federer, che emozione: da Roger ho imparato tutto, lui forse neanche lo sa"

Matteo Berrettini a Londra con il capitano del Team Europe della Laver Cup, Bjorn Borg (reuters)
Il tennista romano a Londra nel Team Europe della Laver Cup, allenato dall'ex campione svedese: "Faccio fatica a realizzare che sto qui tra loro". E sullo svizzero che si ritira: "Mi ha dato tanti consigli, su come stare in campo e non solo. Senza la vecchia guardia per il vertice ci sono anche io"
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LONDRA. Gli insegnamenti di Roger Federer, le conversazioni con lui, le nuove chance senza lo svizzero in campo, il futuro dopo un anno agrodolce. Unico italiano della squadra Europa della "Laver Cup" di Londra, Matteo Berrettini parteciperà anche lui alla festa per Roger Federer. La 41enne leggenda svizzera del tennis stasera giocherà l'ultimo incontro della sua carriera, in un doppio con il rivale e amico Rafael Nadal, ieri quasi commosso in conferenza stampa per l'addio del compagno di mille battaglie spesso epiche. Berrettini, incluso anche lui a 26 anni tra le divinità del tennis moderno qui allenate da Bjorn Borg, sostituirà Federer da sabato in poi. Insieme ad altri due giornalisti, abbiamo incontrato l'italiano ieri tra un allenamento e l'altro.

Berrettini, cosa si prova a far parte di un evento così speciale?
"Faccio ancora fatica a realizzare quanto sta succedendo, a trovare l'equilibro tra 'oddi…

LONDRA. Gli insegnamenti di Roger Federer, le conversazioni con lui, le nuove chance senza lo svizzero in campo, il futuro dopo un anno agrodolce. Unico italiano della squadra Europa della "Laver Cup" di Londra, Matteo Berrettini parteciperà anche lui alla festa per Roger Federer. La 41enne leggenda svizzera del tennis stasera giocherà l'ultimo incontro della sua carriera, in un doppio con il rivale e amico Rafael Nadal, ieri quasi commosso in conferenza stampa per l'addio del compagno di mille battaglie spesso epiche. Berrettini, incluso anche lui a 26 anni tra le divinità del tennis moderno qui allenate da Bjorn Borg, sostituirà Federer da sabato in poi. Insieme ad altri due giornalisti, abbiamo incontrato l'italiano ieri tra un allenamento e l'altro.

Berrettini, cosa si prova a far parte di un evento così speciale?
"Faccio ancora fatica a realizzare quanto sta succedendo, a trovare l'equilibro tra 'oddio, sono uno di loro' e 'sono in mezzo a loro'. Questa è la cosa più difficile, ma anche la più bella: vuol dire che mi emoziono ancora e che merito di essere qui, dopo quanto ho dimostrato".

Che cosa vi siete detti con Federer in questi giorni?
"Con Roger abbiamo parlato un po', mi ha raccontato i suoi ultimi mesi. All'inizio per lui non è stato facilissimo accettare l'idea di non riuscire a giocare. Allo stesso tempo, tuttavia, si è guardato indietro e ha capito quanto bene ha fatto nella sua carriera. Non solo per i trionfi, ma anche come si è divertito. Già, Roger smette senza rimpianti. E il fatto di essere qui con lui, per me è pazzesco. Non solo per la presenza di Federer. Ci sono anche Murray, Djokovic, Borg, del quale i miei genitori da piccolo mi mostravano sempre il suo favoloso rovescio.... Ieri sera eravamo tutti insieme a cena e mi son detto... 'Ma che roba è questa?' (ride, ndr).

Mica avrà detto a Federer che si ritira, perché ora ha paura di incontrare lei a Wimbledon?
"Non mi permetterei mai (ride, ndr), neanche nei sogni. Però Roger mi ha insegnato tantissimo, in campo e fuori, e forse lui neanche lo sa. L'anno scorso è stata un'esperienza bellissima, per esempio. Dopo l'incontro con Felix Auger Aliassime, durante la partita mi mostrava il pugno per incoraggiarmi nel team Europe e abbiamo parlato per un quarto d'ora negli spogliatoi. Per me oggi è ancora difficile descrivere per bene tutti questi momenti. Forse tra qualche mese riuscirò a realizzare meglio. Riguarderà foto e video con calma dopo...".

Che cosa le ha insegnato nello specifico Federer?
"Il suo modo di stare in campo, ma non solo. Quando ero piccolo, per esempio, mi fecero vedere un video di Roger che spaccava la racchetta e io mi stupii. Anche lui era un po' 'fumino' da giovane e mi son detto: 'Forse c'è qualche speranza anche per me, che non sto zitto un attimo...'. Da lì ho capito che si può migliorare sempre, anche l'indole. Poi l'anno scorso Roger mi ha dato varie dritte, per esempio quando vado in corsa sul rovescio. Mi ha consigliato di colpire e non fare lo slice, 'anche se lo fai molto bene'. Ma  mi ha passato anche suggerimenti su come rispondere al servizio di giocatori come Auger Aliassime.... Insomma dettagli tecnici che gli fa piacere condividere. E io ero lì ad ascoltarlo con gli occhi sgranati...".

Sul servizio, invece, magari è stato Federer a chiederle qualche consiglio...
"Eh, è una bella lotta lì... Sulla velocità lo batto, ma Roger secondo me ha avuto uno dei servizi migliori della storia del tennis, in termini di efficacia e precisione".

Qui stiamo tutti celebrando la pazzesca carriera di Federer, però per lei è anche una grande opportunità, con la vecchia generazione di fenomeni (Federer, Nadal e Djokovic) che sta abbandonando la scena, tra ritiri, infortuni ed esclusioni...
"Sì. Ovvio che le partite più importanti della mia carriera le ho perse contro di loro. Se non ci fossero stati, staremmo parlando di un'altra storia per il sottoscritto... allo stesso tempo, però, aver giocato contro questi giganti è qualcosa che mi porterò per sempre dentro di me. Sono contento che sia stato così. Allo stesso tempo, anche gli altri ragazzi della mia generazione sono fortissimi: sono tanti e il livello è molto alto. Ovvio che, con la vecchia guardia arrivata a fine carriera, ora sento di avere una possibilità in più e sto cercando di arrivarci. Ma la cosa più importante per me è cercare di godersi il viaggio. I successi raggiunti sinora per me erano totalmente inaspettati. Quello che verrà in futuro sarà tutto di guadagnato".

Dopo un anno difficile, che prospettive pensa di avere per il futuro?
"Ne stavo parlando ieri con Tiafoe. Mi ha detto: 'Alla fine, se guardo alla tua stagione, non è stata negativa'. Concordo con lui: il problema è non esser stato continuo a causa di infortuni e sfortuna. Il bilancio è per me positivo. Non mi sento di lamentarmi".

Per esperienza personale, a Federer ha dato anche una dritta su come gestire un infortunio e rientrare?
"Ma Roger non è abituato a farsi male, ha iniziato a soffrire infortuni solo a 35 anni... eppure si vede nei suoi occhi quanto ancora gli piaccia questo ambiente, quanto sia appassionato. È una delle motivazioni per cui ha giocato così a lungo. Per Federer è un duro colpo abbandonare praticamente la sua vita. Ma lo vedo felice e sereno, ha tante persone intorno che gli vogliono bene. Non è stata una decisione facile per lui, ma come ha detto Andy Murray in conferenza stampa: un modo più cool per uscire di scena non c'è".