Borg: "Federer-Nadal lieto fine perfetto. A Roger invidio solo lo slice. Nadal in lacrime perché il prossimo addio sarà il suo"
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA. Carissimi nemici. Roger Federer e Rafael Nadal, che ora piangono mano nella mano. Ma anche Björn Borg e John McEnroe. Ricordate l'iconica foto con il capellone svedese e il riccio americano fasciati, vestiti di bianco, nero e rosso, prima della finale a Wimbledon del 1981? L'altro ieri, i capitani delle squadre Europa e Mondo della Laver Cup di Londra, protagonisti di una delle rivalità più bollenti della storia del tennis, si sono fatti fotografare di nuovo insieme. Sul deserto campo centrale di Church Road. Vestiti e in posa come 41 anni fa. Amarcord. Devozione. Incontriamo Borg: 66 anni, longilineo, elastico, come decenni fa. Lo svedese lasciò brutalmente il tennis a 26 anni dopo aver vinto sei Roland Garros e cinque Wimbledon di fila, dal 1976 all'80. Federer invece ha pianto a dirotto a 41 anni, costretto a mollare causa infortunio: "Lo so. Lo capisco. È stato commovente. Ma la cosa importante è un'altra".&…
LONDRA. Carissimi nemici. Roger Federer e Rafael Nadal, che ora piangono mano nella mano. Ma anche Björn Borg e John McEnroe. Ricordate l'iconica foto con il capellone svedese e il riccio americano fasciati, vestiti di bianco, nero e rosso, prima della finale a Wimbledon del 1981? L'altro ieri, i capitani delle squadre Europa e Mondo della Laver Cup di Londra, protagonisti di una delle rivalità più bollenti della storia del tennis, si sono fatti fotografare di nuovo insieme. Sul deserto campo centrale di Church Road. Vestiti e in posa come 41 anni fa. Amarcord. Devozione. Incontriamo Borg: 66 anni, longilineo, elastico, come decenni fa. Lo svedese lasciò brutalmente il tennis a 26 anni dopo aver vinto sei Roland Garros e cinque Wimbledon di fila, dal 1976 all'80. Federer invece ha pianto a dirotto a 41 anni, costretto a mollare causa infortunio: "Lo so. Lo capisco. È stato commovente. Ma la cosa importante è un'altra".
Quale, Borg?
"Che Roger ha deciso di chiudere felicemente così, qui alla Laver Cup, insieme a Nadal. Sono onorato di essere stato il suo allenatore in questi giorni. L'altra sera è stata di grande insegnamento per i giovani: qualcosa del genere non la vedremo per molti, molti anni. Federer ci mancherà molto".
Qui alla Laver, lei ha allenato Berrettini, cosa pensa di Matteo? E di Jannik Sinner?
"Matteo è un grandissimo giocatore. Vederlo giocare dalla mia panchina di allenatore è incredibile. Farà grandi cose. Spero che anche Sinner faccia parte della nostra squadra europea negli anni a venire, anche lui è bravissimo. L'ultimo match contro Alcaraz è stata pazzesco a New York. Lo voglio nel mio team".
Alcaraz-Sinner: sarà una grande rivalità?
"Assolutamente. Per molti anni. Non vedo l'ora di godermela".
A proposito di rivalità: come giudica le lacrime e l'affetto mano nella mano tra Federer e Nadal? Lei e McEnroe non siete mai arrivati a tanto...
"Per me stato incredibile da vedere. Credo che Rafa fosse così triste anche perché sa che un giorno dovrà dire anche lui addio. Ma il loro doppio è stato il perfetto lieto fine".
Per un attimo, vedendo Federer piangere nel suo commiato, ha avuto il rimorso di aver abbandonato troppo presto il tennis?
"No. Anche io, come Roger, sono felice di aver preso quella decisione, anche se ero molto più giovane: volevo dedicarmi ad altro e così è stato. Nessun rimorso".
E non è nemmeno un po' geloso di Federer, visto che alla fine ha vinto più di lei a Wimbledon?
"No. Al massimo, gli ho invidiato lo slice di rovescio".