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Coppa Davis, l'Italia incerottata sfida gli Usa: in palio la semifinale

Lorenzo Musetti in allenamento a Malaga (ansa)
A Malaga i quarti di finale: out Sinner e Berrettini, Volandri con il dubbio Sonego-Fognini per il secondo singolare
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MALAGA - L'amore, l'attaccamento per la maglia azzurra e i compagni di squadra c'è. Altrimenti non si spiegherebbe perché Matteo Berrettini si sia alzato alle cinque di questa mattina, mercoledì 23 novembre, per imbarcarsi da Fiumicino su un volo Vueling delle 6.50 direzione Malaga. Più che un look da tennista, sembrava in versione rapper con le cuffie giganti, il cappellino e la mascherina (quella anche per sicurezza sanitaria).

Qualcuna, all'atterraggio, è riuscita anche a riconoscerlo nonostante il travestimento e Matteo, pur assonnato, si è gentilmente prestato come sua consuetudine. Quindi, l'arrivo in casa Italia (in realtà a Malaga tutte le squadre sono nello stesso resort, a mò di Villaggio Olimpico) dove, ironia della sorte, vi è una spianata di campi di padel e gli abbracci con gli altri azzurri, capitan Volandri ovviamente compreso.

Ha fatto, Berrettini, anche la sua comparsa al momento del…

MALAGA - L'amore, l'attaccamento per la maglia azzurra e i compagni di squadra c'è. Altrimenti non si spiegherebbe perché Matteo Berrettini si sia alzato alle cinque di questa mattina, mercoledì 23 novembre, per imbarcarsi da Fiumicino su un volo Vueling delle 6.50 direzione Malaga. Più che un look da tennista, sembrava in versione rapper con le cuffie giganti, il cappellino e la mascherina (quella anche per sicurezza sanitaria).

Qualcuna, all'atterraggio, è riuscita anche a riconoscerlo nonostante il travestimento e Matteo, pur assonnato, si è gentilmente prestato come sua consuetudine. Quindi, l'arrivo in casa Italia (in realtà a Malaga tutte le squadre sono nello stesso resort, a mò di Villaggio Olimpico) dove, ironia della sorte, vi è una spianata di campi di padel e gli abbracci con gli altri azzurri, capitan Volandri ovviamente compreso.

Ha fatto, Berrettini, anche la sua comparsa al momento dell'allenamento quotidiano, quasi a voler spaventare gli americani. Che erano sul campo adiacente. Ebbene, sono state due ore di pura pretattica: entrambi i capitani, Volandri e Fish, hanno fatto ruotare i giocatore quasi a voler mischiare le carte.

Perché il giallo della vigilia c'è. Domattina, alle 10, Italia e Stati Uniti scendono in campo per giocarsi la semifinale di Coppa Davis. E, onestamente e sinceramente (pare) nessuno è in grado di pronosticare i singolaristi. Lo sapremo soltanto alle nove di domani, giovedì. Perché?

Ecco lo stato dell'arte: l'Italia, come sappiamo, ha perso Jannik Sinner che è stato rimpiazzato da Lorenzo Sonego. Poi anche Matteo Berrettini ha fatto un passo indietro, anzi laterale: s'è tirato fuori per il problema al piede ma è venuto in Spagna a far gruppo. Chi gioca, dunque, il secondo singolare? Sonego, oppure il veretano Fognini che non s'è mai risparmiato in azzurro? La scelta non è così automatica: basti sapere che Sonego, quando Sinner ha dato forfait, era alle Maldive. Non una brutta location. Ma se l'Italia chiama, si risponde. Sonego dunque ha ripreso la racchetta, approfittando delle Atp Finals di casa sua a Torino ma, per dirla con le parole di Gipo Arbino, suo coach: "La condizione fisica è l'unico dubbio".

Questo è l'angolo Italia, ma anche gli Stati Uniti non scherzano: Taylor Fritz, rivelazione di Torino, secondo una farfallina vorrebbe solo andarsene in vacanza. E Frances Tiafoe lo era, in vacanza. Dunque, c'è chi vede Fritz fuori. E Tommy Paul singolarista. E addirittura, altro scenario? Tiafoe solo in doppio, Fritz e Paul singolaristi. Che differenza fa? Cosa cambia? "Beh, le carateristiche di gioco dei tennisti. Quindi la preparazione, soprattutto psicologica, è diversa" spiega Simone Tartarini, il coach di Lorenzo Musetti, l'unico singolarista fuori discussione.

Questa è la Davis, con le sue defezioni. D'altronde anche la Spagna ha dovuto inunciare ad Alcaraz, oltre che Nadal. Questo toglie tranquillità a tutti, e crea uno scompiglio che potrebbe anche essere creativo. Ieri, per dire, un australiano come Thompson e un olandese dal nome complicato come Griekspoor, hanno dato vita a tre ore di battaglia (ha prevalso poi l'australiano in rimonta).