MALAGA — Chi si ricorda della Danimarca di calcio che, nel 1992 e dunque giusto trent'anni fa, vinse gli Europei di calcio da ripescata, con i suoi calciatori ripresi uno ad uno mentre erano in vacanza? Bene, direte: cosa c'entra il calcio con il tennis? C'azzecca, c'azzecca avrebbe detto l'inimitabile Totò: perchè Lorenzo Sonego era alle Maldive a rigenerarsi, quando è arrivata la telefonata di Filippo Volandri di preallarme: buon per lui che era all'ultimo giorno, e dunque ci ha rimesso poco. Ci ha guadagnato in spensieratezza, però. Con due ore di pura gioia.
E anche l'Italia. Ha recuperato quel ragazzo che un anno fa, a Torino, fu schiacciato dal dover rappresentare il suo Paese nella sua città, nel circolo familiare alla sua formazione tennistica. E ne ha risentito per l'intero 2022, uscendone proprio nella parte finale della stagione. La conferma a Malaga, Andalucia: il torinese ha bruciato Frances Tiafoe, il suo rivale in campo. 6-3, 7-6, in due ore spaccate di gioco. L'americano è stato spiazzato: si è trovato di fronte, dall'altra parte del campo, un grillo saltante e voglioso di fare bene. In palla. Sciolto dai dubbi e dalle perplessità.
Completare l'opera però era cosa più complicata. Perchè Tiafoe ha alzato un pochino il suo livello, sbagliando di meno. Cercando, e aspettando, l'errore altrui. Ma stavolta Sonego non s'è disunito. Perfino Gipo Arbino, il suo vulcanico coach, è rimasto sempre tranquillo in panchina, mentre i più infervorati erano Fognini e Berrettini, nel sostenere l'amico e collega.