Tennis, l'Italia dei viceré vola in semifinale di Davis: "Una prestazione pazzesca, conta più della vittoria"
dal nostro inviato Paolo Rossi , dal nostro inviato Paolo RossiMALAGA. E se avesse ragione lui? Filippo Volandri, per intenderci. Il ct (e non solo) dell'Italia del tennis. "Mi interessava la prestazione. Pazzesca. Poi c'è stata la vittoria, meglio ancora, ma le priorità sono altre". Parole che servono per introdurre l'exploit Italia: battuti gli Stati Uniti, è in semifinale di Coppa Davis otto anni dopo. Ma anche parole poi confermate dal ct avversario, lo statunitense Mardy Fish: "L'Italia ha vinto perché è stata più squadra di noi". Domani la squadra azzurra tornerà in campo contro il Canada (2-1 alla Germania nei quarti) ma, a prescindere da quello che accadrà, gli azzurri si porteranno dietro da questa Final Eight di Coppa Davis un album indimenticabile, pieno di immagini, figurine, ricordi indelebili.
Diciamola tutta: in passato quando si è visto un tennista azzurro (Matteo Berrettini), indisponibile per motivi fisici, alzarsi alle 5 di …
MALAGA. E se avesse ragione lui? Filippo Volandri, per intenderci. Il ct (e non solo) dell'Italia del tennis. "Mi interessava la prestazione. Pazzesca. Poi c'è stata la vittoria, meglio ancora, ma le priorità sono altre". Parole che servono per introdurre l'exploit Italia: battuti gli Stati Uniti, è in semifinale di Coppa Davis otto anni dopo. Ma anche parole poi confermate dal ct avversario, lo statunitense Mardy Fish: "L'Italia ha vinto perché è stata più squadra di noi". Domani la squadra azzurra tornerà in campo contro il Canada (2-1 alla Germania nei quarti) ma, a prescindere da quello che accadrà, gli azzurri si porteranno dietro da questa Final Eight di Coppa Davis un album indimenticabile, pieno di immagini, figurine, ricordi indelebili.
Diciamola tutta: in passato quando si è visto un tennista azzurro (Matteo Berrettini), indisponibile per motivi fisici, alzarsi alle 5 di mattina per raggiungere i compagni all'estero, solo per tifare? Mai. Erano altre le scene, con bagagli pronti alla minima opportunità e atleti sensibili solo alla parte economica (chi ricorda la battaglia del grano degli Anni Novanta?). Conoscendolo un pochino, oggi Berrettini farebbe chissà cosa, pur di giocare. Ma il leone in gabbia che osserva dalla panchina ogni dettaglio, ha mandato un messaggio importante, grande come una casa. E gli altri? Fabio Fognini? Un tipo che a 35 anni quando c'è la parola 'Italià scatta sugli attenti a prescindere? O Lorenzo Sonego, ingaggiato dalle Maldive dove magari - in ammollo - stava traendo ispirazione per un nuovo singolo di reggaeton? Infine, possiamo mai dimenticarci di Simone Bolelli, quello che - prima che spuntasse sulla scena Lorenzo Musetti - deteneva il copyright del rovescio a una mano e che oggi, alla veneranda età di 37 anni, in silenzio si dedica al doppio? Ha visto passare generazioni, ma lui - irremovibile - è ancora utile alla causa.
Malaga. Andalucia. Italia. Il Palacio de los Deportes è stato sequestrato, colorato d'azzurro e con colonna sonora italiana, chiasso e folklore compreso. Tutto graditissimo, come il selfie che Sonego s'è scattato con gli ultrà dopo il trionfo contro Frances Tiafoe, rivale che non ci ha capito nulla: deve averlo sottovalutato, non conoscendo la tigna operaia di un cuore granata come 'Lollo'. E pazienza per l'altro Lorenzo. Musetti: ha giocato alla pari con il Top Ten Taylor Fritz, fresco protagonista delle Atp Finals di Torino. Ma, perso il tie-break, s'è afflosciato. Però avrà un'altra chance, e può ringraziare i due vecchietti/fratelli (sono loro a definirsi così), Bolelli&Fognini. Complicità amicizia, tecnica sopraffina e gli altri due - Sock/Paul - sono stati circoscritti. "Con Mardy abbiamo parlato in questi giorni dell'importanza del doppio, che pretende specializzazione" ha rivelato post match Volandri.
Conclusione: senza i big l'Italia del tennis è in semifinale di Davis. Altro da dire? La Corte non ha dubbi sul verdetto, ma Volandri glissa: "Non voglio che si riduca tutto al vincere o al perdere". Ambisce a qualcosa di più alto, di più nobile, il nostro ct. Intanto si diverte: "Molti di voi avevano già il viaggio di ritorno per il venerdì? Beh, siamo contenti di aver stravolto tutti i programmi".