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Djokovic, ritorno in Australia: "Spero che la gente non mi fischi"

Decaduto l'obbligo del vaccino, il serbo giocherà a Melbourne, da dove un anno fu espulso dopo una feroce battaglia giudiziaria nata dalle sue posizioni No Vax. Il timore è che il pubblico di casa possa schierarsi apertamente contro il vincitore di 21 tornei dello Slam
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"Spero di ricevere una buona accoglienza". Una frase che può sembrare scontata, se detta da uno dei tennisti più forti di tutti i tempi, che mira ad uguagliare il record di 22 Slam vinti da Rafa Nadal. Nulla, invece, è scontato se il tennista si chiama Novak Djokovic e il luogo in cui spera di ricevere una buona accoglienza è Melbourne, dove dal 16 al 29 gennaio si giocherà il primo dei quattro tornei più importanti del 2023. Per l'Australia è il luogo dell'affaire che poco meno di un anno fa ha occupato le prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo e sottoposto il campione serbo a una lunghissima umiliazione pubblica, anzi planetaria.

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Djokovic partì per l'altra parte del mondo senza essersi vaccinato contro il Covid, sbandierando sui suoi social l'esenzione medica ricevuta per essere guarito dopo aver contratto il virus. Un errore grossolano, perché l'Australia era reduce da uno dei lockdown più duri di tutto il mondo. La polemica montò mentre il tennista era in volo, con effetti per lui disastrosi: fu fermato in aeroporto, portato in un hotel per immigrati irregolari e richiedenti asilo e respinto ai confini. Ne seguì una feroce battaglia legale, tra ricorsi e appelli, con l'intervento del Primo Ministro e della ministra degli Interni di Canberra e con la Serbia compatta al fianco del suo campione. Alla fine Djokovic fu sconfitto, non in campo ma in un'aula di tribunale: fu espulso e costretto a prendere un volo di ritorno verso casa senza aver messo piede su un campo da gioco.

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Djokovic la speranza: "Vorrei essere accolto bene"

Ora, con l'obbligo del vaccino decaduto ormai quasi ovunque, l'uomo che ha spezzato il duopolio Federer-Nadal potrà tornare a Melbourne, per cercare di conquistare il suo decimo titolo del torneo. Ma la grande incognita è la reazione del pubblico di casa, che ovviamente non può aver dimenticato quando accaduto. Così si spiegano le parole pronunciate a Dubai dal serbo, che lì ha partecipato a un torneo-esibizione: "Dopo quello che è successo l'anno scorso – ha detto – spero di essere accolto bene e che questo mi aiuti a giocare il mio miglior tennis: mi piace giocare in Australia, in passato lì ho sempre avuto la possibilità di iniziare molto bene le mie stagioni tennistiche". 

Djokovic, il ritiro può aspettare

Nonostante i 35 anni compiuti a maggio, Djokovic non ha alcuna intenzione di pensare al ritiro: ""Spero di poter giocare il più a lungo possibile – le sue parole – ma ovviamente non so fino a quando. Finora non posso lamentarmi: finché giocherò a questo livello e sentirò il fuoco dentro, non smetterò". L'Australian Open 2022 è finalmente alle spalle. Niente più carte bollate, soltanto diritti e rovesci.

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