✕

Martina Navratilova: "Ho il cancro, lotterò con tutte le mie forze"

Martina Navratilova  
Una delle più grandi tenniste di sempre ha annunciato la malattia alla gola e al seno. E' la seconda volta che le capita, la prima tredici anni fa
2 minuti di lettura

Doppio cancro, gola e seno, dall'altra parte della rete c'è Martina. Navratilova dentro la partita, ancora una volta, che lotta come sempre: "Spero che si risolverà bene, io combatterò con tutto quello che ho". Non conosce altro modo per stare al mondo, l'ex tennista di 66 anni che ha sfidato regimi e tabù: lasciò la sua Praga per diventare americana, ci riuscì nel 1981, anno in cui fece anche coming out pagando in sponsor e sospetti la sua omosessualità. Invece: 59 titoli Slam, 18 nel singolare. Ha scritto e rivoluzionato un'epoca, fuori e dentro il campo. Ed è già stata in guerra con la bestia: nel 2010 le fu diagnosticato un tumore sempre al seno. All'epoca raccontò: "Quando me lo dissero, piansi per 15 secondi. Poi dissi al medico: ok, ora cosa facciamo?". Fece sei settimane di radiazioni e una mastectomia parziale. Vinse lei. Ma il match non è ancora finito. Si &eg…

Doppio cancro, gola e seno, dall'altra parte della rete c'è Martina. Navratilova dentro la partita, ancora una volta, che lotta come sempre: "Spero che si risolverà bene, io combatterò con tutto quello che ho". Non conosce altro modo per stare al mondo, l'ex tennista di 66 anni che ha sfidato regimi e tabù: lasciò la sua Praga per diventare americana, ci riuscì nel 1981, anno in cui fece anche coming out pagando in sponsor e sospetti la sua omosessualità. Invece: 59 titoli Slam, 18 nel singolare. Ha scritto e rivoluzionato un'epoca, fuori e dentro il campo. Ed è già stata in guerra con la bestia: nel 2010 le fu diagnosticato un tumore sempre al seno. All'epoca raccontò: "Quando me lo dissero, piansi per 15 secondi. Poi dissi al medico: ok, ora cosa facciamo?". Fece sei settimane di radiazioni e una mastectomia parziale. Vinse lei. Ma il match non è ancora finito. Si è ritirata dai court la prima volta nel 1994 dopo un record di 167 titoli in singolo e 331 settimane al numero 1 della classifica Wta. È tornata per giocare soprattutto in doppio nel 2000, anno in cui è entrata nella Hall of Fame. L'ultima volta sotto rete: un doppio misto vinto con Bob Bryan agli Us Open 2006, un mese prima dei suoi 50 anni. Figuriamoci se è una che si arrende.

Infatti, rieccola in campo: "Questo doppio colpo è serio ma ancora risolvibile, la malattia è allo stadio 1". Se ne è accorta a novembre scorso che qualcosa non andava, quando le si ingrossa un linfonodo sul collo mentre è alle finali Wta a Fort Worth, in Texas. La biopsia: cancro alla gola in fase iniziale, di tipo Hpv, risponde bene ai trattamenti. Ma il bastardo non è da solo: viene fuori anche la neoformazione al seno, anche se tra i due non ci sono correlazioni. Comincia le terapie subito, già questo mese. Neanche un punto può essere regalato all'avversario.

Non è da Martina. Anche se lascerà la sua postazione di commentatrice per Tennis Channel, dove lavora dal 2007, per gli Australian Open a metà gennaio, "forse interverrà via Zoom in qualche occasione", fa sapere il suo entourage. Il resto del tempo, Navratilova lo spenderà per l'ennesima battaglia. Non si scoraggia, perché dovrebbe. È allenata. È la signora che ha messo i muscoli al tennis quando Chris Evert ci svolazzava con la sua imperturbabile femminilità. Tra le due 15 anni di sfide e 80 incroci di racchette, poi l'amicizia e il destino comune: anche la signorina americana l'anno scorso ha raccontato del suo cancro alle ovaie. E ha cercato anche Martina per parlarne. L'importanza di condividere, come tante star in questi anni, da Vialli, a Mihajlovi?, a Fedez. Proprio Navratilova nel 2010 disse: "Non ne avevo mai davvero parlato molto prima di averlo, il cancro. Ora vengo contattata da donne e condividiamo le nostre storie. È incoraggiante vedere che c'è vita dopo". C'è game, set, match.