''Non posso dire di non essere distrutto mentalmente al momento, perché starei mentendo''. L'Australian Open perde il suo campione uscente. Rafael Nadal è stato clamorosamente sconfitto al secondo turno dallo statunitense Mackenzie McDonald (6-4, 6-4, 7-5 il punteggio finale), complice anche un infortunio all'anca sinistra accusato nel corso del secondo set. Inutile il medical time-out e il tentativo estenuante di restare in campo fino alla fine. Durante la conferenza stampa post-partita, il campione maiorchino non ha nascosto la delusione per quello che è uno dei momenti più difficili della propria carriera, allontanando tuttavia l'ipotesi di ritiro definitivo dal tennis.
La moglie in lacrime
Particolarmente toccante il momento in cui la moglie di Nadal, Maria Francisca Perello, non ha trattenuto le lacrime sugli spalti della Rod Laver Arena, visibilmente commossa a causa della sofferenza del marito che nel corso del secondo set ha iniziato ad accusare forti dolori all'anca sinistra. ''Ci ho provato fino alla fine - dice lo spagnolo - e non so se in buone condizioni avrei comunque vinto la partita, avrei avuto senza dubbio maggiori possibilità. Sono abbastanza grande per prendere le mie decisioni. Non volevo ritirarmi, essendo il campione in carica qui. Alla fine è meglio così''. Con questo ko Nadal, oltre alla possibilità di vincere il 23° Slam in carriera, perderà diversi punti nel ranking e uscirà dalla top 5.
''Non riesco a muovermi''
Nonostante la delusione, Nadal conferma la sua grande sportività: ''Ho perso. Niente da dire, congratulazioni all'avversario. Fai del tuo meglio fino alla fine, non importa le possibilità che hai. Questa è la filosofia e l'essenza stessa dello sport: ho cercato di seguirlo durante tutta la mia carriera tennistica''. Il fisico ha tradito il maiorchino, che cerca di capire l'origine del problema: ''Non so cosa stia succedendo, se sono muscoli, se sono articolazioni. Già ho dei precedenti con problemi all'anca, ho dovuto fare dei trattamenti in passato, ma non era qualcosa di grosso. Ora sento che non posso muovermi. Ma non lo so finché non faccio test e tutto il resto, non posso dire nulla. È difficile fare previsioni, se si tratta di un muscolo, se è l'articolazione, se è la cartilagine. Non lo so. A proposito, sono stanco di parlare''.
''Ritiro? Mi piace ancora quello faccio''
Di parole però Nadal ne spende ancora quando viene incalzato sul futuro. La carta d'identità dice 36 anni e non è certo la prima volta che lo spagnolo deve fermarsi a causa degli infortuni (l'anno scorso diede forfait alla vigilia della semifinale di Wimbledon contro Kyrgios a causa di uno strappo agli addominali). Ma di ritiro definitivo non ne vuol sentir parlare: ''Domani inizia un altro giorno. Ora è un momento difficile. Non riesco a venire qui e dirvi, mentendo, che la vita è fantastica e di rimanere positivi e continuare a combattere. Non adesso. Però vi dico una cosa molto semplice: mi piace quello che faccio. Mi piace giocare a tennis. So che non durerà per sempre. Mi piace sentirmi competitivo. Mi piace lottare per le cose per cui ho combattuto per quasi metà della mia vita o anche di più. E questo è tutto. Non è così complicato da capire, no?''.