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Djokovic, l'infortunio era vero: "A Melbourne aveva uno strappo di tre centimetri al tendine"

Novak Djokovic, 35 anni
Novak Djokovic, 35 anni 
Così il direttore degli Australian Open Craig Tiley: "Ho visto i suoi esami, il 97% dei giocatori si sarebbe ritirato dal torneo". I problemi più evidenti nella prima settimana del torneo che lo ha riportato in testa alla classifica Atp
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Una lesione di tre centimetri al tendine del ginocchio sinistro. Questa l'entità dell'infortunio sofferto da Novak Djokovic durante gli Australian Open. Di fronte alle accuse di aver finto, dopo la vittoria sulla Rod Laver Arena in finale sul greco Stefanos Tsitsipas, il numero uno Atp aveva promesso che avrebbe mostrato i risultati della risonanza magnetica cui si era sottoposto a inizio torneo. Non l'ha ancora fatto, ma i dettagli li ha svelati Craig Tiley, il Ceo di Tennis Australia e direttore del torneo che ha dichiarato di aver visto i risultati degli esami. Risultati che, ha detto il suo coach Goran Ivanisevic in conferenza stampa alla fine del torneo, "avrebbero convinto il 97% dei tennisti a chiamare il referee e cancellarsi dal tabellone".

"Uno strappo di tre centimetri al tendine del ginocchio"

"Credo che nessuno possa mettere in discussione le qualità atletiche di Djokovic, ha giocato con uno strappo di tre centimetri al tendine del ginocchio" ha detto Tiley a Sportsday, show radiofonico che va in onda su Sports Entertainment network dal 2009. "Ho visto le ecografie, i medici vi diranno la verità - ha spiegato Tiley -. Difficile pensare che possa aver fatto quel che ha fatto con un infortunio simile. Ha affrontato la situazione con estrema professionalità. E' sempre concentratissimo in tutto quel che fa, ogni singolo minuto della giornata. E' attento a quello che mangia o beve, a quel che fa e a come lo fa, senza mai nessuna pausa".

Djokovic ha sofferto in maniera più evidente nel corso della prima settimana. Ha giocato con una vistosa fasciatura, si muoveva con meno fluidità soprattutto nel match di secondo turno contro il francese Couacaud, e ha anche ammesso di non essersi allenato tra una partita e l'altra. "Ho provato ogni macchina di biofeedback esistente al mondo per essere pronto, e ha funzionato - ha detto -. Non credo di dover dimostrare niente a nessuno. Nella prima settimana mi ha condizionato tanto, poi dagli ottavi in poi ho capito che l'infortunio era ormai alle spalle".

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