Medvedev resta tabù: Sinner perde e impara. Sulla terra la rivincita
di Paolo Rossi , di Paolo RossiOgni sconfitta comporta un dolore, ma ce ne sono alcune più accettabili di altre. Jannik Sinner ha perso la finale di Miami per la seconda volta in carriera, ma può tornare dagli States con delle certezze inedite rispetto a marzo. I due Masters 1000, quello di Indian Wells e di Miami appunto, gli hanno fruttato una semifinale prima, e una finale oggi, che gli regalano la nona posizione della classifica mondiale (eguaglia il suo best ranking) e, soprattutto, una consapevolezza diversa. Non gli è bastato il tifo di Alcaraz, l'ex numero uno superato in semifinale, contro Daniil Medvedev. Il russo ha vinto 7-5 6-3 la sesta sfida diretta su sei, confermando di avere delle caratteristiche specifiche che infastidiscono il gioco del tennista azzurro. In particolare, l'uso delle diagonali: Medvedev è uno che, seppur spostato lateralmente, risponde in modo più efficace. "Però non stavo benissimo fisicamente, ma di sicuro devo migliorare per…
Ogni sconfitta comporta un dolore, ma ce ne sono alcune più accettabili di altre. Jannik Sinner ha perso la finale di Miami per la seconda volta in carriera, ma può tornare dagli States con delle certezze inedite rispetto a marzo. I due Masters 1000, quello di Indian Wells e di Miami appunto, gli hanno fruttato una semifinale prima, e una finale oggi, che gli regalano la nona posizione della classifica mondiale (eguaglia il suo best ranking) e, soprattutto, una consapevolezza diversa. Non gli è bastato il tifo di Alcaraz, l'ex numero uno superato in semifinale, contro Daniil Medvedev. Il russo ha vinto 7-5 6-3 la sesta sfida diretta su sei, confermando di avere delle caratteristiche specifiche che infastidiscono il gioco del tennista azzurro. In particolare, l'uso delle diagonali: Medvedev è uno che, seppur spostato lateralmente, risponde in modo più efficace. "Però non stavo benissimo fisicamente, ma di sicuro devo migliorare per batterlo. Complimenti".
Medvedev, quarto titolo nel 2023
E vorremmo anche vedere: Medvedev era alla quinta finale, in questo 2023. Ne ha persa soltanto una. È di sicuro on fire, come si dice nel mondo della racchetta e non solo, e la sua scalata continua: ora è n.4. "Adesso però arriva la terra rossa, vediamo come ti comporterai..." gli ha intimato ancora sul podio Sinner, confermando come abbia sì accettato il verdetto, ma faticando comunque a digerirlo.
La tattica vincente di Medvedev
Il perché è stato evidente a tutti: il russo gli ha fatto da specchio e, essendo molto elastico, gli ha rimandato ogni palla in modo ancora più fastidioso. Così Sinner s'è trovato disarmato, quasi impotente strategicamente. Cosa che, per uno intelligente come lui, deve essere stato insopportabile. "Avrebbe dovuto cercare di essere più propositivo", secondo Ivan Ljubicic, un tipo che oltre a essere stato top player ha anche allenato un certo Roger Federer. Ma non ci sono state le condizioni, Medvedev le ha prevenute. Quando gli scambi si sono prolungati, è stato il russo ad avere la meglio per la maggior parte delle volte. Negli altri match la tendenza era assolutamente a favore dell'altoatesino. E ora? Il tempo di tornare e Montecarlo già chiama a raccolta. "Terra rossa, altra storia".
Filippo Volandri, capitano di Coppa Davis, spiega a modo suo qual è la filosofia che muove Sinner e il suo clan. "Sapete cosa disse a Musetti, alla vigilia del suo esordio con la maglia azzurra? Lorenzo ricorda: o si vince, o si impara".
Sinner e la terra rossa
Non sarà dunque questa sconfitta a togliere il sonno a Vagnozzi e Cahill, i suoi coach. I quali avranno modo di analizzare l'incidente di percorso, spiegarne le ragioni nell'analisi critica e proseguire l'evoluzione del giovane Jannik. La terra rossa potrebbe avere ulteriori effetti taumaturgici. "Il cemento mi piace, ma negli ultimi anni ho giocato bene anche sulla terra battuta, quindi non vedo l'ora: so che posso migliorare". Il vero problema sarà un altro: il ritorno in scena di Djokovic e, prima o poi, di Nadal: i conti vanno fatti anche contro di loro.