Jannik Sinner dice grazie a Sanremo. Non per i fiori, e nemmeno per il Festival. Invece per il torneo di tennis categoria Challenger, quello che l'anno scorso il danese Holger Rune aveva vinto infilando tre italiani dai quarti di finale in poi: Matteo Gigante prima, Andrea Arnaboldi poi e infine Francesco Passaro.
Che cosa stiamo dicendo? Precisamente questo: lunedì prossimo, il giorno di Pasquetta, il nostro tennista si insedierà alla ottava posizione della classifica Atp, guadagnando una posizione (oggi è n. 9) e sarà la sua miglior classifica della carriera. Davanti gli resteranno solo Nicola Pietrangeli (n. 3), Adriano Panatta (n. 4), Matteo Berrettini (n. 6), Corrado Barazzutti (n. 7).
Il tutto senza giocare perché, come ben sappiamo, Jannik è tornato dagli Stati Uniti dopo la finale di Miami e il prossimo torneo che lo vedrà protagonista sarà Montecarlo.
E allora: come e perché accade una cosa del genere? Semplicemente perché lo prevede il sistema di calcolo della classifica Atp.
Nel 2022, come detto prima, il danese Rune aveva vinto il Challenger di Sanremo. Guadagnando 80 punti che gli vanno decurtati nel 2023, esattamente nello stesso periodo dell'anno precedente. Ma quest'anno a Sanremo si è già giocato (ha vinto il francese Van Assche), e dunque Rune deve pagare pegno. Lui, poi, non gioca nessun altro torneo fino a Pasqua, e dunque perde questi 80 punti nella sua classifica. Sufficienti a Sinner per scavalcarlo: 3345 contro 3335. Sinner, poi, può stare tranquillo perché, nelle immediate retrovie, non ci sono altri tennisti che potrebbero scavalcarlo. Non Hurkacz e nemmeno Tiafoe, gli unici due in campo.
Il computer del tennis registra i punti che ogni torneo attribuisce in base al risultato ottenuto. Ora: il ranking Atp viene stilato sui risultati ottenuti nelle ultime 52 settimane e i punti ottenuti hanno validità per quel determinato lasso di tempo, al termine del quale vengono scartati ed eventualmente sostituiti dai nuovi punti guadagnati. Vuol dire che i tennisti non sono obbligati a giocare sempre gli stessi tornei, però sanno a cosa vanno incontro. Faccio un esempio per intenderci: se nel 2022 un tennista vince il torneo di Houston e nel 2023 vuole invece giocare a Marrakech, saprà che con i punti di Marrakech compenserà quelli che gli verranno tolti per la vittoria nel 2022 a Houston.
Alla fine, a pensarci bene, è un sistema abbastanza democratico anche se comporta poi talvolta queste situazioni. Basti pensare che in passato c'è chi è diventato numero uno del mondo esattamente in questo modo, e alla fine non si è mai scandalizzato nessuno.