Io e Federer non siamo mai stati amici. Parola di Novak Djokovic. “Tra rivali non è possibile esserlo, ma non siamo mai stati nemici. Ho sempre avuto rispetto, è stato uno dei più grandi di tutti i tempi, ma non sono mai stato vicino a lui”. E Nadal? “Ha solo un anno più di me, siamo tutti e due dei Gemelli, all’inizio siamo andati a cena insieme, due volte. Ma anche con lui l’amicizia è impossibile. Grazie a lui e a Federer sono cresciuto e sono diventato quello che sono. Questo ci unirà per sempre, provo grande gratitudine nei loro confronti. Nadal è parte della mia vita, negli ultimi 15 anni ho visto più lui di mia mamma”. Il tennista serbo si è raccontato al Corriere della Sera, in cui ha parlato anche delle imitazioni: “Non ho mai imitato qualcuno per offenderlo, e poi me lo chiedono, come Lea Pericoli a Roma nel 2009 davanti a Nadal. Feci l’imitazione di Rafa perché aveva vinto lui, se avessi vinto io avrei pensato: se lo imito dopo che l’ho battuto, Rafa mi ammazza”.
"In Australia tenuto in carcere con i profughi di guerra"
Djokovic ha parlato anche dei vaccini e delle accuse di essere novax: “Non sono novax e non ho mai detto di esserlo. Sono pro choice: difendo la libertà di scelta”. Poi, sull’esclusione dagli Australian Open: “Il posto in cui mi hanno tenuto? Un carcere. Non potevo aprire le finestre. Ho trovato ragazzi, profughi di guerra che erano lì da moltissimo tempo. Il mio caso è servito a gettare luce su di loro, quasi tutti sono stati liberati. Un giovane siriano era lì da nove anni. Ora è in America, quando tornerò lì quest’estate lo voglio invitare agli Us Open”.
L'incontro con un lupo quando aveva 10 anni
Nell’intervista Djokovic ha raccontato di quando, da bambino, si è trovato davanti a un lupo: “Ero solo nella foresta, avrò avuto dieci anni e ho incontrato un lupo. Provai una paura profonda. CI siamo guardati per dieci secondi, i più lunghi della mia vita. Provai una sensazione fortissima, una connessione d’anima, di spirito. Non ho mai creduto alle coincidenze e pure quel lupo non lo era”. Sulla sua infanzia ha anche raccontato di quando il padre si indebitò: “Andò dagli strozzini. Criminali. Gli chiesero un interesse del 12,5%. Poi aggiunsero: hai fretta? Allora 15%”.
L'incontro con la moglie Jelena
A seguire, l’incontro con la moglie Jelena: “In un circolo di tennis di Belgrado. Io avevo 16 anni, lei 17 e stava con un altro tennista. Lui vinse un torneo, sollevò la maglietta e sulla canottiera aveva scritto: Jelena ti amo. Lo prendemmo in giro ma dentro di me pensai: chi sarà questa Jelena? Non gliel’ho portata via, si erano già lasciati”.