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Tennis, biglietti troppo cari: il Centrale è vuoto. Polemica agli Internazionali

Il Campo Pietrangeli
Il Campo Pietrangeli (ansa)

Il costo di un biglietto per il Centrale parte da 90 euro, quello della Grand Stand Arena 125. E ancora aumenti con l'avvicinamento alla finale, il cui prezzo parte da 260 euro.

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ROMA - Quanto si è disposti a pagare per vedere un match di tennis? È polemica, agli Internazionali Bnl d'Italia. Sui social, sul web, c'è chi ha fatto presente come il Campo Centrale avesse visibili vuoti durante il match di Jannik Sinner, motivandoli con una unica, singola ragione: il prezzo dei biglietti. E a conferma di ciò, come il Campo Pietrangeli fosse gremito fino all'inverosimile, così come i campi Ground (i campi secondari). Tanto che, hanno raccontato degli spettatori, per vedere il derby tra Musetti e Arnaldi (sul Pietrangeli) sono andati a sedersi già dalle 10 senza mai più alzarsi (la partita è poi cominciata a ora di pranzo, o giù di lì).

Binaghi con Sinner
Binaghi con Sinner (fotogramma)
Il destinatario di ogni accusa è la Fitp, la Federazione italiana Tennis e Padel che è proprietaria dell'evento. E, di conseguenza, il presidente Angelo Binaghi. I critici che lo hanno preso di mira insistono sottolineando come, per esempio oggi lunedì, il costo di un biglietto per il Centrale parta da 90 euro. Quello della Grand Stand Arena 125 euro. Ovviamente il prezzo salirà con l'avvicinamento alla finale, il cui prezzo parte da 260 euro.

Chi ha ragione? Ovvio che, come si diceva da ragazzini, chi porta il pallone sceglie i compagni, e dunque è l'ex Federtennis a dettare le regole. La quale non si è mai nascosta e ha sempre spiegato il perché delle sue scelte. Proprio Binaghi, recentemente, ha rimotivato la sua "filosofia commerciale" che si ispira alle compagnie aeree. "Noi vogliamo premiare chi ci sceglie sin da subito, fidandosi di noi e del nostro lavoro. I biglietti, e gli abbonamenti, sono stati messi in vendita un anno fa. E vi invito a verificare quale fossero i prezzi". Come nel caso degli aerei, più la data si avvicina e più il costo sale. "Il valore dell'evento aumenta". Non lo dice apertamente, il n. 1 del tennis, ma il pensiero primario della federazione va agli appassionati e non ai cosiddetti "occasionali".

(reuters)
I numeri danno ragione a lui. L'incasso, a meno di una settimana dalla fine del torneo, ha superato i ventuno milioni di euro, e anche il Comune di Roma ha confermato come l'indotto turistico per la città sia aumentato esponenzialmente. Alla Fitp invitano, tra le righe, a fare un tuffo nella memoria e ricordare in quale stato fosse il torneo del Foro Italico solo vent'anni fa, in perdita di denaro e di reputazione. Proprio quest'anno, giunto all'ottantesima edizione, festeggia anche l'aumento di giorni e si avvicina a uno Slam (e qui si invita a controllare anche i loro prezzi dei biglietti).
Simbolicamente è il premio alle iniziative e agli investimenti del gruppo dirigente di Binaghi, che fu criticato quando decise l'apertura del canale televisivo, e oggi è un altro dei suoi fiori all'occhiello. Così come il supporto ai vari torneo Challenger che si disputano in Italia e consentono alle giovani promesse azzurre di poter fare esperienza senza dispendio eccessivo di spese.

(ansa)
Ma, tornando a Roma, quelli della Fitp non negano l'evidenza. "Il Centrale costa, è vero. Ma è innegabile come la distribuzione delle partite sugli altri campi segua un criterio democratico. E, comunque, ricordiamo anche che l'ingresso nell'impianto, per l'accesso ai campi secondari, costa una ventina di euro. Come una curva di calcio, e ci si trascorre una giornata intera".
La verità è che con questa politica dei prezzi la Fitp ha potuto finanziare col tempo i settori tecnici, potenziare le proprie strutture. E chi c'era fisicamente al torneo nei primi giorni ha potuto vedere l'orda di mini scuole e giovanissimi che hanno invaso felicemente e vivacemente l'impianto, ulteriormente rimodernato.
Questo è dunque lo stato delle cose, e nessuna delle due parti cambierà idea. Come avrebbe detto Pirandello: così è, se vi pare.

 

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