Sinner, com'è triste Parigi: "Mi è mancata la felicità dentro"
di Paolo RossiUnforgivable Sinner. Imperdonabile davvero, Jannik: la sua grande occasione francese, con un'autostrada nel tabellone dopo l'eliminazione prematura dalla sua parte del fresco re di Roma Daniil Medvedev, si traduce in un gigantesco rimpianto. Il miglior tennista italiano, testa di serie numero 8, ha già salutato il Roland Garros. Fuori al secondo turno dopo una imprevista maratona di cinque set, 5 ore e 26 minuti, due match point sprecati e quattro annullati, contro il tedesco Daniel Altmaier, n. 79 e ora affacciato sui primi 50. Uno che non ha mai vinto un torneo, anche se nel 2020 proprio al Roland Garros arrivò a sorpresa agli ottavi battendo Matteo Berrettini. Uno che oggi piangeva di gioia e sorpresa: "Non so se è un match storico, ma è sicuramente una partita da ricordare".
Unforgivable Sinner. Imperdonabile davvero, Jannik: la sua grande occasione francese, con un'autostrada nel tabellone dopo l'eliminazione prematura dalla sua parte del fresco re di Roma Daniil Medvedev, si traduce in un gigantesco rimpianto. Il miglior tennista italiano, testa di serie numero 8, ha già salutato il Roland Garros. Fuori al secondo turno dopo una imprevista maratona di cinque set, 5 ore e 26 minuti, due match point sprecati e quattro annullati, contro il tedesco Daniel Altmaier, n. 79 e ora affacciato sui primi 50. Uno che non ha mai vinto un torneo, anche se nel 2020 proprio al Roland Garros arrivò a sorpresa agli ottavi battendo Matteo Berrettini. Uno che oggi piangeva di gioia e sorpresa: "Non so se è un match storico, ma è sicuramente una partita da ricordare".
Sinner mai così male a Parigi
Mai così male, Sinner, a Parigi. Nelle tre precedenti apparizioni era sempre arrivato almeno agli ottavi: nel 2020 si spinse fino ai quarti, nel 2021 si arrese a Nadal e nel 2022 all'infortunio che gli impedì di giocarsela contro Rublev. Ma la domanda è: cosa succede a Sinner? Un altro incidente di percorso? O la spia di una involuzione, dopo la sconfitta al Foro Italico contro Cerundolo?
Il tabellone maschile del Roland Garros
Probabilmente questa potrebbe essere per Sinner una grande lezione di tennis, utile a mostrargli tutti i campi in cui deve ancora migliorare. In particolar modo il gioco al volo e la capacità di scelta nei momenti più delicati. Come sostiene il suo coach Simone Vagnozzi, non è ancora possibile guardare a Sinner come a un giocatore compiuto ma come un progetto ancora "in progress". E non valgono i confronti con Alcaraz o Rune.
Sinner: "Tornerò più forte di prima"
Sinner è stato educato a un certo tipo di tennis, allenato a tirare forte da fondo campo. Poi si è reso conto che non gli bastava più, che doveva variare. E per questo ha mollato il suo storico allenatore Riccardo Piatti per affidarsi a uno staff tutto nuovo. Altri colpi, altre giocate, sono nel suo arsenale solo da un anno. È cresciuto anche fisicamente. Ha arricchito il suo tennis, certo. Ma il percorso è lungo, non bisogna avere fretta né illudersi: a Sinner servono ancora un paio d'anni in questo viaggio verso la maturità. "Alla fine ce l'avevo con me stesso per delle scelte sbagliate, soprattutto nell'ultimo game, e mi sono chiesto: che cavolo ho fatto?", ha detto l'altoatesino. "Fa male, ci tenevo, ho dato tutto, altrimenti non resti in campo per cinque ore e mezza, ma mi è mancata, come dire, una felicità dentro. Di solito sono sorridente, senza questa ricetta faccio più fatica. D'ora in poi sarò molto più felice. Sentivo che qua potevo far bene, le mie aspettative erano alte, forse devo ragionare in un altro modo: non sono due tornei che rendono negativa una stagione. Conoscendomi, con tutto il lavoro che sto facendo, tornerò più forte di prima".