Tennis, via all’operazione Wimbledon: cosa può accadere. Pronostico e protagonisti
di Paolo RossiCarlos Alcaraz
(ansa)L’operazione Wimbledon prende ufficialmente il via oggi, con i primi match delle qualificazioni. Per il tabellone principale bisognerà attendere lunedì 3 luglio, ma il tennis s’interroga su quale sia lo stato dell’arte dei principali protagonisti dopo le prime due settimane della stagione sull’erba. A Stoccarda si era imposto l’americano Tiafoe, a Hertogenbosch l’olandese Griekspoor. Ieri il kazako Bublik (russo di nascita) ha trionfato ad Halle, lo spagnolo Alcaraz s’è imposto al Queen’s.
Alcaraz si nuovo al numero 1
Quattro vincitori che più diversi non potevano essere, e vale anche per il nuovo numero uno, Alcaraz: per la prima volta ha alzato un trofeo sull’erba. Questo è sufficiente per dichiararlo tra i favoriti a Wimbledon? Perché il ventenne Carlos, sui sacri prati, non è andato oltre gli ottav…
L’operazione Wimbledon prende ufficialmente il via oggi, con i primi match delle qualificazioni. Per il tabellone principale bisognerà attendere lunedì 3 luglio, ma il tennis s’interroga su quale sia lo stato dell’arte dei principali protagonisti dopo le prime due settimane della stagione sull’erba. A Stoccarda si era imposto l’americano Tiafoe, a Hertogenbosch l’olandese Griekspoor. Ieri il kazako Bublik (russo di nascita) ha trionfato ad Halle, lo spagnolo Alcaraz s’è imposto al Queen’s.
Alcaraz si nuovo al numero 1
Quattro vincitori che più diversi non potevano essere, e vale anche per il nuovo numero uno, Alcaraz: per la prima volta ha alzato un trofeo sull’erba. Questo è sufficiente per dichiararlo tra i favoriti a Wimbledon? Perché il ventenne Carlos, sui sacri prati, non è andato oltre gli ottavi di finale (2022, fu proprio Sinner a negargli la gioia dei quarti), e il primo ad esserne consapevole è proprio lui: “Sono il numero uno, ma le mie possibilità a Wimbledon non cambiano per questo. Arriva Novak”.
Djokovic e la caccia al Grande Slam
Novak chi? Il padrone degli Slam. Il tennista che, come nel 2021, ha il 100% negli Slam: ha incassato finora Australian Open e Roland Garros e non nasconde le sue intenzioni e ambizioni: realizzare il Grande Slam. Due anni fa non ce la fece per un solo match: perse la finale dello Us Open contro Daniil Medvedev. Stavolta, dovesse centrare anche lo Slam verde, si presenterà di nuovo a New York con la chance e, onestamente, avendo già vissuto lo stress, il peso e la responsabilità del diventare una leggenda, sarà davvero difficile ostacolarlo.
Chi può fermare Nole
Anche perché non ci sono più quei due: Roger Federer, che si mostrerà al Masters di Shanghai in ottobre (in smoking, solo per ricevere un iconico premio) e Rafael Nadal, che ha rimandato tutti al 2024. Quindi, ritornando alla domanda: chi fermerà il serbo? Carlos Alcaraz è oggettivamente il primo indiziato, ma forse uno scommettitore navigato non se lo giocherebbe a Wimbledon. Allora, avanti con la lista: Medvedev? Ruud? Tsitsipas? Zverev? Rublev? Rune? Sinner? Fritz? Una risposta non può esserci.
Jannik Sinner
Sinner ci prova, il momento no di Berrettini
Abbiamo inserito Sinner, ma Jannik predilige il cemento e dunque andrà seguito soprattutto nella tournèe americana. Certo, anche a Wimbledon non è dispiaciuto, l’anno scorso. Peccato, invece, che Matteo Berrettini non abbia compeltato la sua “rimonta” fisica. Davvero peccato. Lui sì che avrebbe potuto sparigliare gli equilibri, magari far vincere belle quote a un fortunato scommettitore. Ma il romano, per sua stessa e sincera ammissione, è lontano dal suo top. Ad oggi non ha comunicato nulla, chissà se vorrà anche presentarsi, nel caso non si sentisse in fiducia. Vedremo nei prossimi giorni.
Lorenzo Musetti
Musetti cerca conferme
Dite che ci sarebbe anche Musetti? Certo, Lorenzo ha intascato le prime vittorie sull’erba, e di questo non possiamo che rallegrarci. Ma lui stesso sa che le aspettative nei suoi riguardi restano alte, e ormai ha capito che dovrà conviverci. Un quarto di finale al Queen’s è un signor risultato, ma l’aver condotto 4-1 nel primo set e aver avuto due set point nel secondo set contro Holger Rune lasciano decisamente più di un rimorso, e forse un piccolo tarlo, che va colmato solo con un pizzico di ulteriore cattiveria sportiva.
Altri outsider non si intravvedono, per cui non resta che chiudere citando il giudice di sedia prima di ogni match: “Let’s play”. Rigorosamente in bianco look, meglio se con un calice di Pimm’s e una coppetta di fragole e panna.