Tennis, Wimbledon: Sinner capofila delle speranze azzurre. Incognita Berrettini
di Jacopo ManfrediJannik Sinner
Riparte da Wimbledon la caccia degli azzurri al successo in uno Slam maschile che ormai si perde nella notte dei tempi, ovvero dalla vittoria di Adriano Panatta al Roland Garros nel 1976. Proprio sull’erba londinese l’Italia è andata più vicina a infrangere il lungo tabù nel 2021 quando Matteo Berrettini si arrese in finale in 4 set a Novak Djokovic. Per caratteristiche tecniche è proprio Berrettini quello che, sulla carta, avrebbe maggiori probabilità, visti anche gli altri suoi risultati sull’erba: 2 vittorie al Queen’s (2021 e 2022) e 2 a Stoccarda (2019 e 2022). Il problema del romano, scivolato al n. 37 Atp (peggior ranking degli ultimi 4 anni, ndr), è che arriva all’appuntamento in condizioni precarie. Ancora una volta la fortuna sembra avergli voltato le spalle. Un anno fa, in cui era in grandissima forma, reduce da 9 vittorie di fila, fu fermato dal Covid proprio alla vigilia del torneo. Stavolta è il fastidio agli addominali a metterne in forte dubbio non tanto la presenza qu…
Riparte da Wimbledon la caccia degli azzurri al successo in uno Slam maschile che ormai si perde nella notte dei tempi, ovvero dalla vittoria di Adriano Panatta al Roland Garros nel 1976. Proprio sull’erba londinese l’Italia è andata più vicina a infrangere il lungo tabù nel 2021 quando Matteo Berrettini si arrese in finale in 4 set a Novak Djokovic. Per caratteristiche tecniche è proprio Berrettini quello che, sulla carta, avrebbe maggiori probabilità, visti anche gli altri suoi risultati sull’erba: 2 vittorie al Queen’s (2021 e 2022) e 2 a Stoccarda (2019 e 2022). Il problema del romano, scivolato al n. 37 Atp (peggior ranking degli ultimi 4 anni, ndr), è che arriva all’appuntamento in condizioni precarie. Ancora una volta la fortuna sembra avergli voltato le spalle. Un anno fa, in cui era in grandissima forma, reduce da 9 vittorie di fila, fu fermato dal Covid proprio alla vigilia del torneo. Stavolta è il fastidio agli addominali a metterne in forte dubbio non tanto la presenza quanto la competitività.
Berrettini, tanta voglia di esserci ma è quasi impossibile essere competitivo
Costretto a ritirarsi prima della sfida con Rune a Montecarlo per aver accusato il 12 aprile, durante la vittoriosa partita con Cerundolo, uno strappo muscolare di secondo grado al muscolo obliquo interno della fascia addominale, Berrettini è rientrato dopo due mesi esatti, il 12 giugno, rimediando un’umiliante lezione (6-1, 6-2) dall’amico Sonego a Stoccarda. "Pensavo di essere in forma invece non sono ancora pronto", aveva dichiarato il giorno dopo il ko. In realtà, però, l’infortunio non gli ha consentito di scendere in campo neppure al Queen’s per difendere il titolo. Pensare che a Wimbledon possa ritrovare per magia le giuste sensazioni in un torneo che, inevitabilmente, richiede al fisico uno sforzo straordinario per arrivare fino in fondo, è praticamente impossibile.
Sinner giura: “Sono pronto”
Il nostro uomo di punta, come già accade da un anno, è Jannick Sinner, n. 8 del mondo, che lo scorso anno, quasi a sorpresa, si spinse fino a quarti, dopo aver battuto addirittura l’attuale n. 1 Carlos Alcaraz, che due mesi più tardi si prese la rivincita eliminandolo ai quarti agli US Open dopo aver annullato un match-point. L’erba non è mai stata la superficie preferita dall’altoatesino che ci ha giocato poco (appena 14 partite in carriera) strappando il 50% di vittorie, media più bassa rispetto a tutte le altre superfici (75% sull’indoor, 69% sul cemento e 65% sulla terra). Sinner, ancora a caccia della sua prima semifinale in uno Slam, ha provato quest’anno a preparare meglio Wimbledon recandosi prima a ‘s-Hertogenbosch e poi a Halle ma proprio quando cercava di trovare il giusto ritmo si è dovuto arrendere anche lui a una piccola contrattura alla coscia sinistra che l’ha costretto ad abbandonare il match con Bublik nei quarti mentre era sotto 7-5, 2-0. "Non è mai facile abbandonare una partita, ma dovevo fare quello che era meglio per il mio fisico", ha scritto sui social. "Dopo alcuni giorni di riposo, e dopo aver consultato il mio medico, sono felice di comunicarvi che sono pronto per giocare a Wimbledon". Per quel poco che si è visto nei 5 match in cui è stato in campo, Sinner ha dimostrato di non trovarsi ancora pienamente a proprio agio: difficoltà alla risposta e nel prendere con continuità l’iniziativa. Vedremo se l’aria e l’erba dell’All England Club riuscirà a dargli la giusta ispirazione.
Lorenzo Musetti
Musetti il più in forma: "Ora so come far male sull’erba"
Quello che ha maggiormente impressionato tra gli azzurri finora nei tornei sull’erba è stato Lorenzo Musetti che ha centrato i quarti sia a Stoccarda che al Queen’s, rimediando due sconfitte più che onorevoli con Tiafoe (6-7, 7-6, 6-2) e con Rune (6-4, 7-5). Il carrarese arriva a Wimbledon in forma, con la miglior classifica in carriera (è n. 15) e con la convinzione di poter stupire. "Quest’anno ho fatto un bel passo in avanti sull’erba: gioco in maniera più aggressiva e credo che il mio rovescio slice sia un’arma importante. Sono consapevole di essere migliorato", ha dichiarato pochi giorni fa. D’altronde per lui è una superficie tutta da scoprire: dopo 4 ko in 4 partite disputate negli ultimi 2 anni, nel 2023 ha collezionato le prime 4 vittorie. E che possa solo continuare a far meglio grazie al suo talento lo dimostrano anche i quarti che centrò alla sua prima partecipazione al torneo di Wimbledon juniores, nel 2018.
Lorenzo Sonego
Sonego, il migliore sull’erba dopo Berrettini, punta a stupire
Infine c’è Lorenzo Sonego che tra tutti gli italiani è quello che vanta la percentuale migliore di vittorie sull’erba (58% frutto di 18 successi su 31 incontri) dopo Berrettini (82%): non a caso ha vinto anche il torneo di Antalya nel 2019 ed è stato finalista a Eastbourne nel 2021. Il torinese a Wimbledon si è arreso negli ultimi 2 anni solo a due giganti: nel 2021 uscì agli ottavi piegato da Federer mentre nel 2022 fu fermato al terzo turno da Nadal. Quest’anno ha messo 5 partite nelle gambe prima di arrivare a Londra, perdendo da O’Connell al secondo turno a Stoccarda, da Sinner al secondo turno a Halle e da Zhang all’esordio a Eastbourne, tre sfide comunque lottate. E’ la conferma che sulla tenacia e sulla combattività del 28enne azzurro si può scommettere. Per andare avanti, al di là del costante supporto del servizio, avrebbe bisogno anche di un buon sorteggio, aspetto fondamentale visto che, scivolato al n. 40, non sarà tra le 32 teste di serie.