Tennis, Ons Jabeur ci riprova a Wimbledon: “Uno Slam africano, ecco il desiderio del mio cuore”
di Paolo RossiOns Jabeur., 28 anni
L’orgoglio arabo africano si mostrerà oggi in tutta la sua beltà: Ons Jabeur affront oggi la collega polacca Magdalena Frech e il pubblico di Wimbledon non attende altro che vedere la sua mercanzia, il repertorio di smorzate, colpi di volo e trucchi vari che di solito mandano in confusione le avversarie. La tunisina Jabeur è un po’ la maga circense del tennis femminile, finalista l’anno scorso a Wimbledon (e agli Us Open), ormai un mito: la prima top ten africana, già numero due del mondo. A 28 anni sente una nuova occasione.
Ons, sarà di nuovo lei il nemico delle potenti giocatrici “moderne”?
“Spero di sì, ci conto: sicuramente il mio gioco è diverso dalle altre giocatrici e, al giorno d’oggi, non trovi più gente come me. Oggi si cerca potenza e alta velocità. Invece io, e sono una delle poche che lo fa, uso la tattica e il fine ultimo è la tempistica delle scelte che fai in campo. In questo modo puoi “disturbare” qualsiasi giocatrice”.
Qualcuno ha detto che lei ricorda Roberta V…
L’orgoglio arabo africano si mostrerà oggi in tutta la sua beltà: Ons Jabeur affront oggi la collega polacca Magdalena Frech e il pubblico di Wimbledon non attende altro che vedere la sua mercanzia, il repertorio di smorzate, colpi di volo e trucchi vari che di solito mandano in confusione le avversarie. La tunisina Jabeur è un po’ la maga circense del tennis femminile, finalista l’anno scorso a Wimbledon (e agli Us Open), ormai un mito: la prima top ten africana, già numero due del mondo. A 28 anni sente una nuova occasione.
Ons, sarà di nuovo lei il nemico delle potenti giocatrici “moderne”?
“Spero di sì, ci conto: sicuramente il mio gioco è diverso dalle altre giocatrici e, al giorno d’oggi, non trovi più gente come me. Oggi si cerca potenza e alta velocità. Invece io, e sono una delle poche che lo fa, uso la tattica e il fine ultimo è la tempistica delle scelte che fai in campo. In questo modo puoi “disturbare” qualsiasi giocatrice”.
Qualcuno ha detto che lei ricorda Roberta Vinci: è d’accordo con questa affermazione?
“Oh, una persona straordinaria. Posso dire che ci siamo allenate un paio di volte insieme ed è stato davvero fantastico: recentemente ho anche incontrato il suo allenatore, Cinà. Mi piace questo accostamento”.
E l’Italia è sempre stata presente, nella sua carriera.
«Beh, ringrazio Lotto che mi segue da sempre. E come posso dimenticare Luca Appino, che era il mio allenatore quando ho vinto il Roland Garros junior nel 2011? Mi ha fatto credere in me, guadagnare quella fiducia per ottenere grandi risultati».
Ma forse lei non sa che un grande tennista italiano del passato è nato a Tunisi...
“Ah, qualcosa ho sentito. Come si chiama?”.
Nicola Pietrangeli.
“Sì, ecco. Mi piacerebbe incontrarlo. E questa cosa conferma la connessione italo-tunisina. Amo gli italiani, avete un grande senso dell’umorismo, molto simili a noi tunisini: siamo vicini geograficamente, mi piace molto incontrare gli italiani e lavorare con loro. E poi c’è un’altra cosa”.
Ah, sì? E quale?
“Io amo il caffè, e voi avete il miglior caffè del mondo. E anche la cucina, devo sforzarmi di non mangiare e finire i piatti velocemente”.
Allora dovrà assaggiare il caffè di Napoli, un giorno...
“È un’idea mica male. Intanto complimenti per lo scudetto, anche se io tifo per la Juve”.
Perché a lei piace molto il calcio, diciamolo a tutti.
“Vero. Ma il tennis resta la mia priorità”.
Ormai è una leggenda, e non solo nel suo Paese.
“Sono felice che le persone stiano seguendo più tennis in Tunisia: per me è un sogno che si avvera e continuerò a spingere e fare meglio che posso. Certo, avverto una grande pressione ma la prendo come una cosa positiva per fare meglio e battere più record. Infatti appena posso cerco di andarci il più possibile, in Tunisia”.
E poi la gente, gli appassionati di tennis, apprezzano il suo stile “old fashioned”.
“Fin quando la gente si divertirà nel guardarmi giocare, prometto che continuerò a fare questi fantastici scatti in avanti e in laterale, e continuerò a divertirvi meravigliosamente”.
Resta solo una missione: conquistare uno Slam.
“Sì. Cerco sempre di prendere il positivo delle due finali che ho giocato e perso, ma sento nel mio cuore che un giorno sarò campionessa di un Grande Slam. Sì, io ci credo e non importa quanto tempo ci vorrà: sento che ci riuscirò, è la mia promessa”.