Il derby infinito Sonego-Berrettini: amici senza vincitore
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraMatteo Berrettini
LONDRA – “Madonna, gioco una partita all’anno, è normale che sbaglio!”, “niente qui non la prendo mai”, “non riesco a fare il dritto ancora”, «con questi errori di attenzione impazzisco”, “ste tr*ie di palle!”, ossia i bizzarri rimbalzi del campo numero 12. Prima che contro il gemello diverso Lorenzo Sonego che lo ha fatto piangere a Stoccarda, Matteo Berrettini è in lotta contro se stesso e il destino di una “stagione maledetta” da lacrime e infortuni. A Wimbledon il 27enne romano impreca, esorcizza gli errori mimandoli, cede a smorfie e tic di frustrazione. L’allenatore Santopadre lo solleva: “Ancora ancora, Matteo! Basta poco, lo sai, su su!”.
Tennis, Berrettini piange dopo la netta sconfitta con Sonego a Stoccarda
Berrettini, dopo le lacrime di Stoccarda, la scintilla di Wimbledon
La scintilla sul 3-3 del secondo set: Matteo Berrettini si inventa a rete una magia, una volée di spalle, come un gancio di Jabbar, o un tacco di Berg…
LONDRA – “Madonna, gioco una partita all’anno, è normale che sbaglio!”, “niente qui non la prendo mai”, “non riesco a fare il dritto ancora”, «con questi errori di attenzione impazzisco”, “ste tr*ie di palle!”, ossia i bizzarri rimbalzi del campo numero 12. Prima che contro il gemello diverso Lorenzo Sonego che lo ha fatto piangere a Stoccarda, Matteo Berrettini è in lotta contro se stesso e il destino di una “stagione maledetta” da lacrime e infortuni. A Wimbledon il 27enne romano impreca, esorcizza gli errori mimandoli, cede a smorfie e tic di frustrazione. L’allenatore Santopadre lo solleva: “Ancora ancora, Matteo! Basta poco, lo sai, su su!”.
Tennis, Berrettini piange dopo la netta sconfitta con Sonego a Stoccarda
Berrettini, dopo le lacrime di Stoccarda, la scintilla di Wimbledon
La scintilla sul 3-3 del secondo set: Matteo Berrettini si inventa a rete una magia, una volée di spalle, come un gancio di Jabbar, o un tacco di Bergkamp. Di lì arriva un gran break contro Sonego, divisi da soli 5 mesi, uniti da una lunghissima amicizia iniziata dai primi punti Atp conquistati ad Antalya otto anni fa: passanti infuocati, un martello al dritto, autorità resuscitata. Dopo aver vinto nettamente il secondo, anche il terzo set è di Berrettini, dopo un tie-break tiratissimo, un brutto scivolone a fondo campo e un doppio fallo fatale per il torinese.
Lorenzo Sonego
Berrettini-Sonego, un altro stop
Questo fratricidio lungo 2 ore e 50 è un peccato nazionale, ma la vita è un palcoscenico, diceva il Bardo. Eppure alla fine, in un match molto speculare, non la spunta nessuno. Perché, dopo Matteo, pure Lorenzo scivola, nella parte più ombrosa e umida del campo. Il sole sta tramontando, qui nei campi minori la luce è solo naturale. Dunque si rinvia ancora, come martedì, quando Sonego era in vantaggio di un set. Ora siamo 6-7, 6-3, 7-6 e 1-1 per Berrettini, in ripresa fisica e mentale. Giovedì, al terzo giorno, forse sapremo come finirà questa battaglia tra gladiatori feriti, che si abbracciano: Lorenzo esce malconcio della caduta, Matteo si tocca gli addominali e le cicatrici degli infortuni.
Tutto facile per Sinner
Ma questo era solo uno degli 87 match in programma mercoledì pomeriggio a Church Road, a causa della pioggia che ha martoriato il programma di martedì e mercoledì mattina. Un’altra decina di partite rinviata a oggi, mentre Jannik Sinner cammina sull’argentino Schwartzman al campo n.1 coperto: 7-6, 6-1, 6-2. Al terzo turno anche Djokovic (facile su Thompson) e la polacca Swiatek mentre al secondo approdano Medvedev, Rune, Fritz e Tiafoe. Tra gli altri italiani, fuori Giorgi, Errani, Bronzetti, Stefanini tra le donne (vince Elisabetta Cocciaretto). Epica la lotta di due giorni tra Tsitsipas e Thiem, con il greco che disinnesca l’austriaco al tie-break del quinto set (3-6, 7-6, 6-2, 6-7, 7-6) dopo 4 ore effettive sul campo 2, quello accanto a Lorenzo e Matteo. L’esaltazione che vi proviene è traboccante. Allora Berrettini sbotta con l’arbitro: “Ma non possiamo fermare queste urla?”. E lui: “E come faccio?”.