La parabola di Matteo Berrettini: “Ho pianto tanto per essere qui”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraMatteo Berrettini. Sullo sfondo il suo avversario Alexander Zverev
(reuters)LONDRA — Inchinatevi tutti. Al quinto giorno consecutivo in campo, Matteo Berrettini vince anche contro Alexander Zverev e vola clamorosamente agli ottavi di finale di Wimbledon. Finalmente, si potrà riposare al sesto giorno, non al settimo. Perché lunedì 10 luglio il 26enne romano avrà da scalare un everest, il 20enne Carlos Alcaraz, favorito qui a Church Road insieme al campione uscente Djokovic.
Tennis, Berrettini piange dopo la netta sconfitta con Sonego a Stoccarda
Berrettini: “Ho pianto tanto, ora una birra”
Ma questo vangelo secondo Matteo è una straordinaria parabola di tenacia e costanza, dall’almanacco “impossibile is nothing”. Alla fine è 6-3, 7-6, 7-6 contro Sasha, in tre eccezionali set e due ore e mezza di gioco. Già. Forse più nulla è impossibile per questo Berrettini, sinora magistrale. Arrivato con misere speranze dickensiane, ora è un leone, feroce ma tattico, e con gli occhi della tigre, come ha confermato sua madre. “…
LONDRA — Inchinatevi tutti. Al quinto giorno consecutivo in campo, Matteo Berrettini vince anche contro Alexander Zverev e vola clamorosamente agli ottavi di finale di Wimbledon. Finalmente, si potrà riposare al sesto giorno, non al settimo. Perché lunedì 10 luglio il 26enne romano avrà da scalare un everest, il 20enne Carlos Alcaraz, favorito qui a Church Road insieme al campione uscente Djokovic.
Tennis, Berrettini piange dopo la netta sconfitta con Sonego a Stoccarda
Berrettini: “Ho pianto tanto, ora una birra”
Ma questo vangelo secondo Matteo è una straordinaria parabola di tenacia e costanza, dall’almanacco “impossibile is nothing”. Alla fine è 6-3, 7-6, 7-6 contro Sasha, in tre eccezionali set e due ore e mezza di gioco. Già. Forse più nulla è impossibile per questo Berrettini, sinora magistrale. Arrivato con misere speranze dickensiane, ora è un leone, feroce ma tattico, e con gli occhi della tigre, come ha confermato sua madre. “È incredibile, non ci credo”, commenta Matteo quasi commosso a fine partita, “ho pianto così tanti giorni quando non potevo giocare. Wimbledon è davvero un posto speciale per me. Non vedo l’ora di giocare contro Carlos. Ma ora finalmente posso bermi una birra...”.
La battaglia di servizi Berrettini-Zverev
Non è al top della forma. La prima va dentro solo il 68% delle volte. Ma questo Berrettini non cede un servizio da nove set consecutivi e annulla l’unica palla break concessa al tedesco, bruciandone clamorosamente quattro sul 4-3 al terzo set, in un game pazzesco. Ma, anche contro il teutonico Zverev, si conferma un panzer di costanza spietata, un martello di intelligenza sopraffina. Centellina le limitate energie, sfianca un afflitto Zverev contro il quale sinora aveva vinto solo una volta in cinque duelli, lo fa letteralmente volare a terra con i suoi passanti tonanti. Infine, affonda la sciabolata quando lo fanno campioni, al momento decisivo. Il break al primo set sul 4-3, il passante sul 4-4 del secondo dopo una scivolata, gli ace devastanti che distruggono al tie-break gli ultimi due set e resistenze del tedesco.
Berrettini e l’assioma di Billie Jean King
L’aerobico Zverev — non un golem sull’erba — si sfibra. A inizio terzo set ride di disperazione dopo l’ennesimo rovescio lungo. Elogio della follia. Al tie-break del terzo set, si scioglie con due erroracci contro la rete, infranti come i suoi sogni, ancora una volta. Invece vedi questo Matteo, finalmente liberatosi dai recenti fantasmi, ed è la nemesi del primo orrendo set contro Sonego lunedì scorso. La ridesta fluidità di gioco è sinfonica: dritto atomico, rovescio slice, palle corte, 14 ace. Concentrazione d’amianto. A Berrettini s’applica l’assioma di Billie Jean King: “Il tennis è la combinazione perfetta di un atto violento in un’atmosfera di totale tranquillità”.
Agli ottavi Sinner contro Galan
Insomma, chi l’avrebbe mai detto. Ci sono due italiani agli ottavi di Wimbledon. Domenica 9 torna in campo Jannik Sinner, contro il colombiano Daniel Galan, che l’altro giorno ha battuto Ymer “nonostante avessi vomitato tutta la notte precedente”. Ai quarti lo aspettano Safiullin o Shapovalov e poi molto probabilmente in semifinale Nole Djokovic. Due italiani sulla strada dei due supremi favoriti.
Berrettini e l’ostacolo Alcaraz
Lunedì 10, invece, Berrettini avrà di fronte il colosso di Murcia. Alcaraz è un cyborg di gomma: serve un’impresa biblica contro un avversario che cova resistenza e costanza fisiche inquietanti. Sarà l’ostacolo più grande per Berrettini. Ma vamos, Matteo, vamos. E dire che sabato, come contro Sonego, Berrettini voleva rinviare la partita dopo la pioggia a fine secondo set: “È umido, si scivola!”. Per fortuna Zverev, a differenza dell’amico Lorenzo, gli ha detto nein. E vielen Dank.