LONDRA – È nata una stella? Le telecamere di Netflix la seguono ovunque a Wimbledon, lei è una ragazzina russa, di soli 16 anni, ed è così timida che quando vede il suo idolo Andy Murray “mi nascondo, perché mi vergogno”. Lei è Mirra Andreeva, 1,71 metri di altezza, nata a Krasnoyarsk ma dal 2022 residente a Cannes dopo la brutale aggressione della Russia di Putin in Ucraina. Della guerra non vuole parlare. Ma Mirra è forse il simbolo di quanto stia accadendo quest’anno a Church Road, tra fragole e Pimms: nonostante il gelo tra atleti russi, bielorussi ed ucraini negli spogliatoi, si respira una speranza di riconciliazione, per quanto simbolica possa essere.
Andreeva compete ovviamente senza bandiera, come da regole sportive internazionali, e oggi pomeriggio si giocherà gli ottavi contro la connazionale Anastasia Potapova, testa di serie n. 22 e numero 21 al mondo. Dovesse riuscire anche in questa impresa, sarebbe la storia del giorno. Difficile ma non impossibile. Andreeva sembra una predestinata: già al Roland Garros qualche settimana fa è arrivata al terzo turno all’esordio, qui lo stesso, alla sua prima esperienza sull’erba. Certo, al secondo turno è stata favorita dall’infortunio della Krejcikova, ma il primo set l’aveva comunque vinto 6-3.
“Sono superfelice e qui è tutto bellissimo, anche rispetto a Parigi: la tradizione, le fragole, i vestiti bianchi", dice ai giornalisti Andreeva, che è la terza tennista più giovane di sempre ad arrivare al terzo turno di Wimbledon dopo Kim Clijsters nel 1999 e Coco Gauff nel 2019. Timida, simpaticissima, ma anche estremamente ambiziosa. A Parigi disse che le piacerebbe battere il record di Djokovic di 23 titoli slam. Sinora ne ha vinti sei di titoli giovanili Itf. “Certo, io voglio sempre vincere, e farò del mio meglio, ma qui a Wimbledon quest’anno non ho obiettivi specifici. Più che altro, voglio divertirmi in campo. Ma sto migliorando molto, fisicamente e mentalmente”.
Giocare sull’erba? Semplicissimo. “Mi avevano detto che ci sarebbero stati tanti cattivi rimbalzi”, spiega la teenager russa, “in realtà mi sono subito trovata a mio agio, la palla rimbalza benissimo…” Paura di giocare al centrale o al campo n.1, qualora dovesse arrivare agli ottavi? “No. Anzi, non vedo l’ora di giocare finalmente davanti alle tribune e molti spettatori… il centrale è un sogno per me. Sinora ci sono andata solo a camminare un po’ e ho scattato tante foto sul cellulare”.
Insomma, segnatevi questo nome, Mirra Andreeva. Ha anche una sorella, Erika, di tre anni più grande, che però è stata eliminata alle qualificazioni. C’è chi già immagina una saga russa stile sorelle Williams. Più probabile che Mirra, con tutti i caveat del mondo del tennis, possa diventare un prodigio. In ogni caso, sarà presto una star su Netflix. Oggi, intanto, il primo match della verità per la sua carriera. Dasvidània.