Djokovic: “36 anni sono i nuovi 26”. Sulla sua strada un Alcaraz da paura
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraNovak Djokovic durante la semifinale con Jannik Sinner
LONDRA — Jannik Sinner doveva scalare una montagna, è rimasto ai suoi piedi. Il papa del “Vaticano del tennis”, come Bassani battezzò Wimbledon, resta il brutale Novak Djokovic. Che qui non perde sul Centrale da 10 anni. Che, alla sua nona finale londinese e alla 35ª di uno slam (record di sempre), insegue l’ottava corona di Wimbledon di re Federer e il 24° leggendario slam. Che, dopo un’ora di gioco, già scrive la sua sentenza nella pioggia torrenziale di Wimbledon: prima di ieri, conquistato il primo set, Djokovic aveva vinto 27 semifinali slam su 28. L’unica sconfitta nel 2007 contro Rafa Nadal. Per infortunio.
Così parlò Nole, il Dorian Gray di Wimbledon: 6-3, 6-4, 7-6. Niente scampo. Come Verstappen in F1, Djokovic scappa e gestisce. «…
LONDRA — Jannik Sinner doveva scalare una montagna, è rimasto ai suoi piedi. Il papa del “Vaticano del tennis”, come Bassani battezzò Wimbledon, resta il brutale Novak Djokovic. Che qui non perde sul Centrale da 10 anni. Che, alla sua nona finale londinese e alla 35ª di uno slam (record di sempre), insegue l’ottava corona di Wimbledon di re Federer e il 24° leggendario slam. Che, dopo un’ora di gioco, già scrive la sua sentenza nella pioggia torrenziale di Wimbledon: prima di ieri, conquistato il primo set, Djokovic aveva vinto 27 semifinali slam su 28. L’unica sconfitta nel 2007 contro Rafa Nadal. Per infortunio.
Così parlò Nole, il Dorian Gray di Wimbledon: 6-3, 6-4, 7-6. Niente scampo. Come Verstappen in F1, Djokovic scappa e gestisce. «Eppure oggi ho giocato meglio dell’anno scorso fino al quinto set», assicura Sinner dopo la partita, «il mio livello è stato più alto e ho avuto le mie chance. Ma non sono riuscito a sfruttarle». Problema di esperienza o tocca allenarsi di più anche mentalmente, contro un golem motivazionale come Djokovic? «Tutt’e due. Era la mia prima semifinale, non vedo l’ora di giocare altre partite del genere per crescere. Alla fine, ho fatto solo dieci punti in meno di lui…».
L'abbraccio di Djokovic e Sinner
Vero. Ma, come sempre, il cecchino Djokovic affonda i colpi decisivi. Mentre Sinner — troppi dritti lunghi — sbatte contro le sliding door, quelle che cambiano partita e testa. Sin dal primo gioco, Jannik non sfrutta nemmeno una palla break su sei. Mentre al cannibale serbo ne bastano due per aggiudicarsi i primi due set. Sinner in inglese sta per peccatore, e ieri il 21enne italiano ha commesso un paio di errori capitali: i due set point bruciati al terzo set sul 5-4. E quel doppio fallo sul 3-1 al tiebreak, il 15° consecutivo vinto da “Djoker” in uno slam. «Lì ho un po’ pasticciato», ammette Sinner, «ma lui è il migliore al mondo sull’erba e per me è una lezione per migliorare. A 21 anni non sei completo, raggiungere il massimo già a quest’età sarebbe un peccato…».
Djokovic dopo una scivolata sull'erba
«Jannik è uno dei migliori al mondo», lo incensa il velenoso pigmalione Djokovic «e sarà uno dei leader della nuova generazione. Ma a me piace farne ancora parte. Trentasei anni per me sono i nuovi 26…». Sentito, Carlos Alcaraz? Ma ieri il prodigio spagnolo ha camminato su Daniil Medvedev, con una prestazione devastante, umiliante, quasi illegale: triplo 6-3, e l’obolo di soli 9 giochi concessi, in neanche due ore di gioco. Il fossato tra i due è così abissale che alla fine gli inglesi, dopo aver ingoiato la vittoria del malsopportato Djokovic, devono tifare pure per un russo, nella guerra e pace di oggi.
L’Alcaraz visto ieri fa una paura bestiale. L’unico punto debole del toro 20enne di Murcia è il suo funambolico narcisismo quando crede di averla in tasca. Vanità potenzialmente fatale contro il cobra Djokovic: «Sarà difficile, ma sono qui per batterlo», giura Alcaraz. «L’esperienza può darmi una mano», ribatte Djokovic, «ma se non si è al 100% stavolta non basterà». Carlos e Nole, il remake dell’ok corral ammirato per soli due set all’ultimo Roland Garros. Domani assisteremo a una finale epica. Tra due alieni divisi da 15 anni e 349 giorni, tra due generazioni. L’armagedddon del tennis moderno.