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Jannik Sinner, la grande occasione. Costanza e programmazione per diventare davvero grande

Jannik Sinner

 
L’altoatesino in semifinale a Toronto, è il grande favorito dopo l’uscita di scena di Alcaraz e Medvedev. In caso di vittoria in Canada diventerebbe numero 6 del mondo
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Carlos Alcaraz, il numero uno del mondo, è caduto, Jannik Sinner è in semifinale. A Toronto, Canada, Masters 1000. Sempre più sorprese, nei più importanti tornei dell’Atp. Dunque, il tennista azzurro ha sconfitto Gael Monfils, il signor Svitolina, che era in settimana di grazia e, quando lo è, sono dolori per tutti. Invece lo spagnolo numero uno del mondo - che già era parso in difficoltà nei turni precedenti - è stato sconfitto dall’americano Tommy Paul, un tipo di tennista indecifrabile. E, se proprio vogliamo, una sorta di clone di Djokovic.

La grande occasione di Sinner

Sarà proprio Paul a frapporsi sulla strada della finale, per Sinner. Mentre l’altra semifinale sarà tra lo spagnolo Davidovich Fokina (altro in stato di grazia) e l’australiano De Minaur che ha estromesso Daniil Medvedev…

Carlos Alcaraz, il numero uno del mondo, è caduto, Jannik Sinner è in semifinale. A Toronto, Canada, Masters 1000. Sempre più sorprese, nei più importanti tornei dell’Atp. Dunque, il tennista azzurro ha sconfitto Gael Monfils, il signor Svitolina, che era in settimana di grazia e, quando lo è, sono dolori per tutti. Invece lo spagnolo numero uno del mondo - che già era parso in difficoltà nei turni precedenti - è stato sconfitto dall’americano Tommy Paul, un tipo di tennista indecifrabile. E, se proprio vogliamo, una sorta di clone di Djokovic.

La grande occasione di Sinner

Sarà proprio Paul a frapporsi sulla strada della finale, per Sinner. Mentre l’altra semifinale sarà tra lo spagnolo Davidovich Fokina (altro in stato di grazia) e l’australiano De Minaur che ha estromesso Daniil Medvedev, secondo favorito del tabellone. Dunque il più alto in grado, come classifica, è proprio Jannik Sinner, 8 del ranking.

E qui veniamo al punto. Volendo già anticipare un bilancio e una analisi finale cosa diremo?

Ipotesi 1: Sinner vince il torneo. Finalmente un Masters 1000, che gli mancava e gli sfuggiva sin da Miami 2021 e 2023, passando per le semifinali di Indian Wells e Montecarlo 2023. Diventa numero sei del mondo (eguagliando Matteo Berrettini) e comincia alla grande la missione americana, con gli US Open obiettivo finale.
Ipotesi 2: Sinner perde in semifinale, oppure gli sfugge il titolo in finale. Urleremo al fallimento? Tireremo in ballo la nuova occasione persa? Diremo che al rosso di Val Pusteria mancherà sempre qualcosa? O ci porteremo avanti (si sa, chi critica ha l’occhio lungo) ripetendo che la guida tecnica non è all’altezza, quindi è tutta colpa dei coach (Vagnozzi e Cahill)?

La stagione di Jannik

A prescindere da quello che ci dirà il week end (all’1.30 di stanotte la semifinale), si può esaminare con una certa facilità e semplicità la stagione 2023 di Jannik Sinner. Ci sono stati due ritiri (strategici, più che fisici) e, fondamentalmente, soltanto tre tornei andati male: Roma, Parigi e - se vogliamo - gli Australian Open (ma dovremmo discuterne, di quell’uscita agli ottavi contro Tsitsipas).

L’obiettivo Atp Finals

Per il resto, in ogni torneo disputato, Jannik è arrivato sempre in fondo: quarti, semifinali, finali. Cosa significa? Costanza, continuità. Buona programmazione. Coach Vagnozzi, prima di Wimbledon disse che il gol dell’anno è la qualificazione alle Atp Finals di Torino. Nella speciale classifica (si chiama Race) che ammette al torneo che poi celebra il ‘Maestro’, oggi Sinner è il numero 4. Davanti ci sono solo quei tre: Alcaraz/Djokovic/Medvedev.

Il patrimonio azzurro

Quindi: chi parla, o accenna alla parola ‘delusione’ dovrebbe riflettere, o informarsi un po’ di più. Chiedersi da quanto tempo aspettavamo che l’Italia avesse dei tennisti da Top Ten (dagli anni Ottanta, la risposta) e dunque, grazie prima a Berrettini e a Sinner oggi, il vuoto è stato colmato. “Ma non vincono gli Slam”. Incontestabile, per ora. Ma la risposta, anche qui, è nella storia: quanti altri vi sono riusciti? Soltanto due maschietti: Nicola Pietrangeli (due Roland Garros) e Adriano Panatta (un Roland Garros).

La morale qual è? Occorre pazienza. La fretta è sempre stata cattiva consigliera, oppure conferma di ignoranza. Ancora una citazione di Vagnozzi: “Il percorso tennistico di Jannik è ancora in viaggio”. Come direbbero in Formula 1, sono previsti altri aggiornamenti per la macchina. Viviamo positivi, e stiamo ottimisti.

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