Si ferma un’avventura, per Matteo Arnaldi, ma non certo il suo viaggio sportivo. Il tennista ventunenne di Sanremo esce agli ottavi di finale di New York contro Carlos Alcaraz, ormai ex numero uno ma pur sempre candidato al successo finale dell’ultimo Slam dell’anno.
Carlos Alcaraz
Il 6-3, 6-3, 6-4 in meno di due ore dicono che l’azzurro non ha sfigurato contro lo spagnolo, ha giocato senza sudditanza psicologica e la mano non gli è mai tremata. Adesso conosce il gap che deve colmare. Perchè può farlo, ne ha la testa e anche i colpi. Gli occorreranno lavoro, e sudore. Due cose che a Matteo Arnaldi non dispiacciono, perchè ama quello che fa: giocare a tennis.
Per questo l’Italia a New York ha avuto la conferma di poter aggiungere alla bella pattuglia azzurra un altro giovane, più che promettente: Arnaldi è classe 2001, esattamente come Jannik Sinner.
E, come l’altoatesino, ha una gran bella testa: resiliente, coriaceo fino alla fine. Qualità basiche per essere ottimi tennisti e, quando avrà migliorato e affinato il resto, ci regalerà più di un sorriso, come già fa quando esce dal campo.