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Simona Halep, l’ex numero uno del mondo squalificata 4 anni per doping

Simona Halep, 31 anni

Simona Halep, 31 anni

 (reuters)

La tennista romena era stata fermata un anno fa e non potrà fare ritorno sul circuito fino al 2026, quando avrà 34 anni

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La tennista romena Simona Halep è stata squalificata per quattro anni per doping. La sanzione arriva per due ragioni: la positività al roxadustat, scoperta agli Us Open 2022, e delle irregolarità nel passaporto biologico della ex numero uno al mondo. 

Halep era stata sospesa in via provvisoria il 7 ottobre 2022 e, con la conferma della squalifica, non potrà tornare a giocare fino al 6 ottobre 2026, quando avrà 34 anni. La tennista potrà comunque presentare ricorso.

La notizia l’ha confermata l’Agenzia Internazionale per l’Integrità nel Tennis (ITIA), che in un comunicato ha informato della decisione del tribunale indipendente incaricato del caso. 

“Il tribunale ha accettato l'argomentazione di Halep di aver assunto un integratore contaminato, ma ha stabilito che il volume ingerito dalla giocatrice non avrebbe potuto determinare la concentrazione di roxadustat trovata nel campione positivo", si legge. Le irregolarità nel suo passaporto biologico sono state un altro fattore che ha suggerito il “probabile doping” al tribunale.

Halep si è detta “scioccata e delusa” dalla sentenza. "Non ho mai fatto uso consapevole o intenzionale di sostanze proibite", ha dichiarato. "Sto continuando ad allenarmi e a fare tutto ciò che è in mio potere per ripulire il mio nome da queste false accuse e tornare in campo".

La reazione più rumorosa nel mondo del tennis è stata quella di Serena Williams, che sui social ha scritto: “8 è un numero migliore”. Il riferimento, probabilmente, è all’ottavo Wimbledon mancato nel 2019, quando in finale la sconfisse proprio Simona Halep. Serena Williams è la giocatrice più vincente nella storia del tennis femminile, con 23 Slam a suo nome.

Che cosa è il roxadustat

Il roxadustat è una sostanza legittimamente utilizzata per il trattamento dell'anemia, ma figura nell'elenco delle sostanze vietate dalla WADA, l’agenzia mondiale antidoping, in quanto considerata un agente dopante del sangue, che aumenta l'emoglobina e la produzione di globuli rossi.

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