TORINO – Autorevolezza. Questa è la sintesi dell’esordio alle Atp Finals di Jannik Sinner, della sua prestazione contro Stefanos Tsitsipas. Era una partita, questa per l’altoatesino, piena di insidie: la pressione del pubblico e quella mediatica, le indiscrezioni sullo stato di salute del suo avversario che si era allenato poco, se non nulla, nei due giorni precedenti. E, infine, s’era anche sottoposto a esame radiografico per verificare lo stato della schiena. I medici hanno dato l’ok, e Tsitsipas s’è presentato regolarmente in campo frustrando le aspettative di Hubert Hurkacz, polacco c he avrreb potuto sostituirlo.
L’autorevolezza di Sinner
Ecco, di fronte a tutto ciò, Sinner non ha fatto una …
TORINO – Autorevolezza. Questa è la sintesi dell’esordio alle Atp Finals di Jannik Sinner, della sua prestazione contro Stefanos Tsitsipas. Era una partita, questa per l’altoatesino, piena di insidie: la pressione del pubblico e quella mediatica, le indiscrezioni sullo stato di salute del suo avversario che si era allenato poco, se non nulla, nei due giorni precedenti. E, infine, s’era anche sottoposto a esame radiografico per verificare lo stato della schiena. I medici hanno dato l’ok, e Tsitsipas s’è presentato regolarmente in campo frustrando le aspettative di Hubert Hurkacz, polacco c he avrreb potuto sostituirlo.
L’autorevolezza di Sinner
Ecco, di fronte a tutto ciò, Sinner non ha fatto una piega. Come al solito non ha mostrato emozioni, s’è tenuto tutto dentro e ha giocato come fa un giocatore top. Con autorevolezza. Dopo i primi quattro game allo specchio (due servizi a zero per entrambi, due servizi a quindici per entrambi), Jannik ha deciso che era finito il tempo dello studio e dell’ambientamento e si è preso il servizio del greco. Il primo set non ha più avuto storia, se non per qualche secondo sul 5-4 per l’italiano, game fino ai vantaggi.
Primo passo per le semifinali
Il 6-4 ha dato l’inerzia giusta, e portato in discesa il match. Infatti, alla ripresa della seconda frazione, Tsitsipas era costretto a cedere di nuovo il proprio turno di battuta. E i riflettori posizionati sul suo box inquadravano la fidanzata e collega, Paula Badosa, intristita, e papà Apostolos più volte preso a scuotere la testa. Conclusione? Un altro 6-4, match chiuso e prima vittoria italiana vera in un Atp Finals. Nel senso che, in passato, Panatta e Barazzutti erano sempre stati sconfitti, Berrettini aveva vinto un match ormai da eliminato e Sinner ne aveva vinto uno da sostituto, a giochi già fatti. Quindi, invece, il primo passo verso la semifinale è stato fatto e ora - da spettatore interessato – assisterà al match tra Djokovic e Rune: il vincitore sarà il prossimo avversario dopodomani, martedì.
"Ho giocato in modo perfetto”
Infine, qualche dato per meglio spiegare: nove aces, 71% di prime palle in campo, 89% di punti vinti con la prima (32/36), 60% di punti vinti con la seconda palla di servizio (9/15) e zero palle break concesse. "Oggi tatticamente l'abbiamo preparata perfettamente. Sono riuscito a giocare in modo perfetto" ha detto Sinner subito dopo il match. "Ieri ho guardato tanti video di Stefanos e oggi sono riuscito a giocare a un ottimo livello. Speriamo di continuare così. Sono contento di incontrare gente forte. Ho fatto un'ottima stagione fino a ora, era il nostro obiettivo giocare qua. La prima partita è andata molto bene. Il supporto del pubblico è una cosa pazzesca. Non è solo importante la crescita ma anche la destinazione e per noi la destinazione quest'anno era venire qua".