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Binaghi: “Voglio lo Slam a Roma. Il monopolio oggi crea distorsioni”

Angelo Binaghi, presidente della Fitp

 
Il numero 1 della federtennis in redazione a Torino: “La rendita di posizione dei 4 tornei è insensata. Sinner ci cambierà la vita se riuscirà a diventare uno dei primi due al mondo”
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TORINO - Una spallata agli Slam, per allargare la democrazia nel tennis. Angelo Binaghi, classe 1960, presidente della Fitp, federazione italiana tennis e padel, ha individuato il nuovo obiettivo, l’ultima frontiera. Fare degli Internazionali di Roma il quinto Slam.

Idea ambiziosa…
“Perché? Roma può. Ed è un dovere aprire questa partita, di fronte a un monopolio scandaloso. In quale altro sport esistono quattro monopolisti con diritto intoccabile da cent’anni? Questo ha creato grande distorsione nel tennis. Oggi è il momento buono per cambiare qualcosa. Nel tennis si interviene sui calendari, su tutto: è irragionevole questa rendita di posizione immutabile. Credo sia giusto dirlo e combattere per questo”.

A lei piacciono le missioni impossibili.
“Siamo pa…

TORINO - Una spallata agli Slam, per allargare la democrazia nel tennis. Angelo Binaghi, classe 1960, presidente della Fitp, federazione italiana tennis e padel, ha individuato il nuovo obiettivo, l’ultima frontiera. Fare degli Internazionali di Roma il quinto Slam.

Idea ambiziosa…
“Perché? Roma può. Ed è un dovere aprire questa partita, di fronte a un monopolio scandaloso. In quale altro sport esistono quattro monopolisti con diritto intoccabile da cent’anni? Questo ha creato grande distorsione nel tennis. Oggi è il momento buono per cambiare qualcosa. Nel tennis si interviene sui calendari, su tutto: è irragionevole questa rendita di posizione immutabile. Credo sia giusto dirlo e combattere per questo”.

A lei piacciono le missioni impossibili.
“Siamo partiti da ultimi, c’era un sistema devastato dalla corruzione. Abbiamo fatto tabula rasa: cacciato tutti e siamo ripartiti da zero”.

E oggi la sua federazione viene studiata all’estero.
“Già, ma io mica gli dico la verità. Il vero punto è che in Italia chi fa bene nello sport viene massacrato. Perché diventa scomodo e diventa fastidioso per il sistema”.

Magari lei avrebbe saputo dispensare qualche consiglio utile su Milano Cortina…
“Penso che il dirigente sportivo abbia uno strumento fondamentale e devastante per spiegare al pubblico le priorità: le dimissioni. Io, avessi dovuto gestire questo enorme pasticcio del bob, avrei minacciato di dimettermi. Per dire, ci capitò per gli Internazionali a Roma, eravamo pronti con Torino e Fiumicino. La questione è diventata grottesca, una figuraccia mondiale. Ora, Cesana sarebbe una soluzione ragionevole. Andare all’estero invece una sconfitta clamorosa del sistema Paese”.

Jannik Sinner

 (ansa)

Lo sa cosa dicono? Che il tennis va bene perché c’è Sinner.
“Mi pare che sulle questioni organizzative fossimo già avanti con il lavoro, o mi sbaglio? Jannik è un patrimonio che ci cambierà la vita se - quando Djokovic avrà smesso - sarà nei primi due”.

Le Atp Finals di Torino sono a metà del loro cammino. Che succederà?
“Il calendario è stato sconvolto dagli arabi. Vogliono venire? Vediamo intanto cosa fanno con le Next Gen che stanno per organizzare. Ma Torino piace a tutti: certo che servirebbe un ampliamento del palazzetto, altrimenti bisogna sempre alzare i prezzi. Ma Sinner-Djokovic a 30 euro, anche se in piccionaia, io lo trovo un prezzo basso. A voi non sembra?”.

Programmi futuri?
“Ora non ci disperiamo più per aver perso un terzo delle Olimpiadi. Stiamo facendo il possibile per tenere le Finals in Italia. Meno ne parliamo più possibilità ci sono”.

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