Sinner sfida Djokovic: aggressività e scambi veloci, ecco come l’azzurro può vincere
di Paolo RossiJannik Sinner
(ansa)TORINO – Come si batte Djokovic, non avendolo mai fatto? Dicono che questa sera, per Jannik Sinner, sarà un altro esame di maturità. Ma l’altoatesino ha sempre detto che non aspetta altro, che vive e si allena per questo. Ma cosa immaginarci? Quale strategia? Fabrizio Fanucci, già coach di Filippo Volandri oggi capitano di Coppa Davis, fa una premessa scherzosa: “Beh, di sicuro bisognerà sperare che Djokovic giochi male…”. E questo è quello che di solito tuti sperano affrontando il rivale di turno. E poi? “Se Sinner decide di giocare da dietro, a fondo campo, sarà dura: per me, quindi, dovrà sinceramente sicuramente provare ad attaccarlo e non fare scambi molto lunghi”.
La battaglia dei servizi
Per il coach toscano “Il servizio conterà molto: certo, Djokovic risponde benissimo, ma Jannik dovrà prendere rischi sia sulla prima che sulla seconda e cercare di chiudere più punti possibili a rete”.
La strategia è semplice: “Dovrà cercare di sicuramente di scambiare più sul dritto che su…
TORINO – Come si batte Djokovic, non avendolo mai fatto? Dicono che questa sera, per Jannik Sinner, sarà un altro esame di maturità. Ma l’altoatesino ha sempre detto che non aspetta altro, che vive e si allena per questo. Ma cosa immaginarci? Quale strategia? Fabrizio Fanucci, già coach di Filippo Volandri oggi capitano di Coppa Davis, fa una premessa scherzosa: “Beh, di sicuro bisognerà sperare che Djokovic giochi male…”. E questo è quello che di solito tuti sperano affrontando il rivale di turno. E poi? “Se Sinner decide di giocare da dietro, a fondo campo, sarà dura: per me, quindi, dovrà sinceramente sicuramente provare ad attaccarlo e non fare scambi molto lunghi”.
La battaglia dei servizi
Per il coach toscano “Il servizio conterà molto: certo, Djokovic risponde benissimo, ma Jannik dovrà prendere rischi sia sulla prima che sulla seconda e cercare di chiudere più punti possibili a rete”.
La strategia è semplice: “Dovrà cercare di sicuramente di scambiare più sul dritto che sul rovescio, perché col rovescio Djokovic riesce sempre a prendere il tempo all’avversario, specialmente sul lungolinea, quindi cercare di accorciare il più possibile gli scambi e appena una palla è un po’ più corta andare a rete, incurante che l'altro ha uno dei colpi migliori nel passante”.
Più Djokovic in una stessa partita
Qualcosa di positivo? “La cosa solita di Djokovic è che ha alti e bassi durante la partita”. Una volta Daniil Medvedev disse che “Novak non è mai lo stesso... usa una mentalità diversa. Quindi, sapendo che sarà dieci volte migliore, se voglio batterlo, dovrò essere io dieci volte meglio: la preparazione mentale è decisiva, dovresti essere come nella finale di uno Slam”. Sinner e Djokovic si sono incontrati una volta all'anno, in questi ultimi tre anni. E ha sempre vinto Novak Djokovic. Questo, dunque, è il primo problema per Jannik Sinner. Un aspetto positivo, però, è quello relativo alla superficie: sarà la prima volta che si affrontano indoor, e sul cemento. Perché le due sfide precedenti si sono svolte due volte a Wimbledon, e una a Montecarlo sulla terra rossa.
La superficie alleata di Sinner
Quindi superficie alleata, perché ritenuta molto veloce. E, per quanto, Djokovic sia un ottimo risponditore, il servizio di Sinner – come detto - può diventare una delle variabili importanti del match (chiedere conferma a Tsitsipas, che ha confessato di aver patito le battute di Sinner domenica pomeriggio). Poi, come ha sempre detto Alcaraz, i colpi del numero 4 del mondo sono molto forti, molto pesanti. E questo per Djokovic può essere un problema, a Torino. Quindi, probabilmente, vedremo il serbo usare il rovescio una mano. Per cercare di variare il gioco e rallentare il ritmo all’avversario. Dovrà essere quindi Sinner a saper cogliere il momento giusto per accelerare e tentare i vincenti per chiudere positivamente lo scambio. Un'altra soluzione sarà quella di attaccare in controtempo. Cosa che ha già mostrato in queste ultime partite della stagione. E magari usare anche la smorzata muovendo Djokovic e prevenendo le sue traiettorie strette e angolate.
Nel primo match del Gruppo Verde delle ATP Finals di Torino, abbiamo visto Rune mettere in difficoltà Djokovic. Come? Con una tattica molto aggressiva, soprattutto sulla risposta al servizio del serbo.
Il danese ha scelto di rischiare, e la tattica stava pagando. Di sicuro a Vagnozzi e Cahill hanno non è sfuggito questo aspetto. Per il resto? Medevedev ha ragione: Sinner dovrà essere preparato mentalmente a una battaglia di tre ore, come già successo nel primo match tra Djokovic e Rune. Dovrà quindi armarsi di grande pazienza e pensare molto in campo. E magari prendere energia dal tifo: anche il Pala Alpitour giocherà il suo ruolo.