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Atp Finals, Sinner non fa sconti: più forte del mal di schiena batte Rune e qualifica alle semifinali anche Djokovic

Dopo aver vinto il primo set 6-2, l’azzurro accusa il ritorno del danese (7-5 al secondo) prima di chiudere al terzo 6-4. E il serbo ringrazia
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TORINO – Un classico da Freud, ecco raccontata la sfida Sinner-Rune. In perfetto stile psicanalisi. In fondo, la bellezza e la maledizione del tennis in un’altra notte da ricordare. Jannik Sinner vince, due volte. Nello sport e nel comportamento. Novak Djokovic aveva lasciato un set di troppo per strada al buon Hubert Hurkacz, il miglior amico dell’altoatesino nel circuito. Cosa che aveva qualificato, per la prima storica volta, un italiano in una semifinale delle Atp Finals.

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Così, prima ancora di scendere in campo, Sinner si è così ritrovato nella posizione di decidere il destino di Novak, e il pomeriggio è andato via tra dubbi e una semplice domanda: sarà biscotto? Già, perché il serbo aveva assolutamente bisogno della terza vittoria dell’azzurro. Altrimenti avrebbe salutato anzitempo. Anche se, dopo aver vinto il suo match, Nole aveva detto: «Non guarderò la par…

TORINO – Un classico da Freud, ecco raccontata la sfida Sinner-Rune. In perfetto stile psicanalisi. In fondo, la bellezza e la maledizione del tennis in un’altra notte da ricordare. Jannik Sinner vince, due volte. Nello sport e nel comportamento. Novak Djokovic aveva lasciato un set di troppo per strada al buon Hubert Hurkacz, il miglior amico dell’altoatesino nel circuito. Cosa che aveva qualificato, per la prima storica volta, un italiano in una semifinale delle Atp Finals.

Tennis, il sogno di Sinner 17enne: "Diventare il numero 1 del mondo"

Così, prima ancora di scendere in campo, Sinner si è così ritrovato nella posizione di decidere il destino di Novak, e il pomeriggio è andato via tra dubbi e una semplice domanda: sarà biscotto? Già, perché il serbo aveva assolutamente bisogno della terza vittoria dell’azzurro. Altrimenti avrebbe salutato anzitempo. Anche se, dopo aver vinto il suo match, Nole aveva detto: «Non guarderò la partita in serata, starò con i miei figli, il mio dovere l’ho fatto».

Alle 21 Jannik Sinner, in 32 minuti, ha mostrato che i calcoli non appartengono ai giovani, che giocano solo per la voglia di giocare. Sei giochi a due, con un tennis scintillante che ha frustrato Rune, anticipato nella tattica preferita, l’aggressività. Il tennis pop meglio di quello rock, semplicemente troppo rumoroso. E qui entra in scena Freud, ricordando come in ogni momento di una partita gli i tennisti hanno pensieri di cui sono consapevoli e altri che rimangono sottotraccia. Qualcosa è accaduto. La sicurezza, la scioltezza dell’azzurro sono via via evaporate con il trascorrere dei minuti, mentre Rune — esortato sempre da coach Becker a respirare a pieni polmoni — trovava il ritmo. E anche le sue stravaganze, vedi qualche discussione con la giudice di sedia, la francese Aurelie Tourte. Ecco che Sinner comincia a toccarsi la schiena, più e più volte. Conseguenza? Il rovescio non è più efficace e Rune incamera il secondo set 7-5.

C’è chi evoca, auspica, prega per un clamoroso ritiro, perché sabato, domani, c’è la semifinale. Ma Sinner non si chiama Tsitsipas. Il suo essere sportman è di un altro livello. Resta in campo e regge a modo suo, con il servizio e anche con gli errori gratuiti dell’avversario. Ne nasce un piccolo dramma sportivo. Precisamente quando Rune, nel terzo set, si issa a una palla break ma sbaglia malamente la risposta. E, subito dopo, cede il servizio. E Sinner incassa i 390 mila euro della vittoria, e gli applausi per la sportività. Il grande re, Djokovic, non cade giù dalla torre. Gli viene permessa la seconda occasione (chiedete proprio a Bum Bum Becker, che nel 1994 battè Sampras nel girone e poi venne sconfitto in finale), quindi l’ipotesi di rivederlo in finale è verosimile. «Ho avuto un momento di difficoltà nel secondo set, capita, ma ho reagito e sono ripartito. Ho vinto grazie ai tifosi: ero più nervoso, dopo la vittoria su Djokovic questa partita era ancora più difficile», ha detto Sinner. Ma l’ha vinta.

E oggi? Cosa succederà dopo le qualificazioni di Sinner primo e Djokovic secondo? L’altro girone, quello Rosso, si chiude oggi: alle 14.30 si gioca la sfida più interessante, quella tra Alcaraz e Medvedev. Quest’ultimo, che è qualificato, decide tutto: può vincere il girone e prendere Djokovic o fare calcoli. Ma le vittorie valgono molti soldi, e dunque gli stimoli alla correttezza non mancano. Ma, come Sinner ha mostrato, battere Rune non ha prezzo.

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