Effetto Sinner, con la Davis il tennis è tornato nel cuore degli italiani
di Paolo RossiMetti una base televisiva, insaporisci con gli Internazionali d’Italia, aggiungi un pizzico di riforma tecnica e poi organizza le Atp Finals. Ecco che lo chef, Angelo Binaghi, ti sforna un piatto di eccellenza: il Modello Tennis Italia, Made in Italy riconosciuto in tutto il mondo. Oggi celebriamo i trionfi di Jannik Sinner e della Coppa Davis (a proposito: Matteo Berrettini ha già promesso che ci sarà anche lui a difenderla nel 2024), ma se vogliamo davvero comprendere appieno il perché di queste due settimane di indimenticabile tennis bisogna riavvolgere il nastro. Correva l’anno 2008 quando il presidente dell’ex Fit (oggi Fitp, federazione tennis e padel) annunciò in pompa magna la nascita di un canale televisivo, Supertennis. Poco ci mancò che gli tirassero pomodori o ricevesse pernacchie: i più rispettosi lo guardarono come fosse un alieno appena sbarcato sulla Terra. Invece quella follia o, se vogliamo, visione, gettò il seme che ha poi germogliato. Il tennis ritornò (in chiaro)…
Metti una base televisiva, insaporisci con gli Internazionali d’Italia, aggiungi un pizzico di riforma tecnica e poi organizza le Atp Finals. Ecco che lo chef, Angelo Binaghi, ti sforna un piatto di eccellenza: il Modello Tennis Italia, Made in Italy riconosciuto in tutto il mondo. Oggi celebriamo i trionfi di Jannik Sinner e della Coppa Davis (a proposito: Matteo Berrettini ha già promesso che ci sarà anche lui a difenderla nel 2024), ma se vogliamo davvero comprendere appieno il perché di queste due settimane di indimenticabile tennis bisogna riavvolgere il nastro. Correva l’anno 2008 quando il presidente dell’ex Fit (oggi Fitp, federazione tennis e padel) annunciò in pompa magna la nascita di un canale televisivo, Supertennis. Poco ci mancò che gli tirassero pomodori o ricevesse pernacchie: i più rispettosi lo guardarono come fosse un alieno appena sbarcato sulla Terra. Invece quella follia o, se vogliamo, visione, gettò il seme che ha poi germogliato. Il tennis ritornò (in chiaro) nelle case degli italiani, scatenando un processo a catena il cui esito è sotto gli occhi di tutti.
Oggi l’Italia è l’ombelico del mondo. Che, diciamolo pure, ci guarda straniti perché non capisce (dall’America all’Australia) come i famosi italiani mammoni possano aver compiuto questo miracolo. In realtà, fa sapere Binaghi, gli invidiosi albergano numerosi anche in Italia: «Il modello tennis crea problemi, dà fastidio al resto dello sport italiano. Leggo commenti su whatsapp che davvero ti lasciano a bocca aperta. O ti fanno ridere a crepapelle...».
La crescita record
La Fitp snocciola numeri da urlo: +900% di ricavi negli ultimi vent’anni. Nel 2003, quando i ragazzi della Davis retrocedevano in Serie C (sconfitti in Zimbabwe), la produzione valeva 17 milioni di euro. Nel 2023 bisogna aggiungere uno zero, 170. Statistiche importanti, raggiunte perché al vertice c’è questo ingegnere sardo che ha rivoltato la Federtennis come un calzino: ha dichiarato anche guerra al generone romano per i biglietti gratis agli Internazionali, ha minacciato di andarsene da Roma perché il Comune non interagiva. Ha capito che, dopo la tv, bisognava intervenire sul Foro Italico, e dunque accordarsi col proprietario: l’accordo con l’attuale Sport e Salute ha fatto sì che il Foro diventasse un parco a tutti gli effetti, che ritornasse a una sua dignità. Così come il torneo: meno mondanità e molto più tennis. Proprio quest’anno Roma ha ottenuto l’upgrade di Masters 1000 e, non appena sarà realizzato il tetto sul Centrale, anche gli Slam dovranno storcere il naso.Binaghi, poi, è riuscito anche a non farsi fermare neppure dal Covid, anzi ha prosperato: essendo sport all’aria aperta, ha attirato nuovi tesserati. E il padel? Lo ha gestito e assorbito. Tutto questo può spiegare il successo di un’azienda, non i risultati tecnici.
I nuovi maestri
Come si arriva a Sinner? Anche a livello di coaching, di formazione. Il ribaltamento filosofico lo spiega Michelangelo Dell’Edera, team manager e direttore dell’Istituto Superiore di Formazione Roberto Lombardi, la Coverciano dei mastri di tennis, nato nel 2010. «In tredici anni abbiamo cambiato totalmente la cultura dell’insegnamento. Oggi abbiamo 13 mila maestri di tennis, duemila scuole, tremila circoli affiliati e 150 mila bambini che giocano». Ecco i dettagli: «Prima si insegnavano quintali di diritti e di rovesci. Abbiamo buttato via tutto per concentrarci su servizio e risposta. Intorno a questi concetti abbiamo ridisegnato tutta la metodologia, con focus sulla multilateralità e l’area mentale. Tredici anni dopo, vinte anche le resistenze iniziali, abbiamo insegnanti che hanno voglia di conoscere e sapere. E possiamo affermare che gli italiani sono tra i più bravi al mondo». Non solo. «Si è invertito il processo: se ieri i ragazzi italiani emigravano all’estero per allenarsi, oggi sono quelli delle altre nazioni che vengono in Italia». Sembra l’inizio, non il punto di arrivo.
Questo è il vero effetto Sinner: immaginando poi un’onda lunga, lunghissima di tutti quei bambini incollati alla tv in queste ultime due settimane, dalle Atp Finals alla Coppa Davis, i cui genitori chiederanno quanto costa un corso di tennis (collettivo, dai 15 euro in su). E il padel, o l’imminente pickleball? Quali campi si costruiranno in futuro? Binaghi sorride, lui che è cresciuto con i gesti bianchi e le racchette di legno, e indica le scuole: «È lì che il tennis vuole mettere casa».
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