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Australian Open, conto alla rovescia. Da Sinner al ritorno di Berrettini, ecco come stanno gli azzurri

Jannik Sinner, 22 anni

 (fotogramma)
Al via le qualificazioni del primo Slam della stagione (14-28 gennaio). Per Jannik solo un’esibizione prima dell’esordio stagionale, attesa per il romano. Arnaldi, Musetti e Sonego in campo ad Adelaide
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Una settimana al via. Agli Australian Open è tempo delle qualificazioni, per intanto gli appassionati si chiedono quale sia lo stato dell’arte degli atleti alla vigilia del primo grande appuntamento del grande tennis. Rafa Nadal ha dato forfait, sappiamo dei fastidi fisici che sta vivendo Novak Djokovic (polso), ma gli altri? E, soprattutto, gli italiani?

Sinner, solo un’esibizione prima di Melbourne

Beh, non è cambiato molto dal trionfo di Malaga, in Coppa Davis. Nel senso che Jannik Sinner è sempre lui (o almeno lo speriamo): si è allenato, si è preparato, ha preferito giocare il meno possibile per arrivare a Melbourne il più fresco possibile. Si diletterà, il leader italiano numero quattro del mondo, a gio…

Una settimana al via. Agli Australian Open è tempo delle qualificazioni, per intanto gli appassionati si chiedono quale sia lo stato dell’arte degli atleti alla vigilia del primo grande appuntamento del grande tennis. Rafa Nadal ha dato forfait, sappiamo dei fastidi fisici che sta vivendo Novak Djokovic (polso), ma gli altri? E, soprattutto, gli italiani?

Sinner, solo un’esibizione prima di Melbourne

Beh, non è cambiato molto dal trionfo di Malaga, in Coppa Davis. Nel senso che Jannik Sinner è sempre lui (o almeno lo speriamo): si è allenato, si è preparato, ha preferito giocare il meno possibile per arrivare a Melbourne il più fresco possibile. Si diletterà, il leader italiano numero quattro del mondo, a giocare un’esibizione, il Kooyong Invitation (10-12 gennaio), giusto per riprendere il ritmo partita senza particolari stress.

Lorenzo Sonego, 28 anni

 (afp)

Adelaide, appuntamento per tre azzurri

Invece Lorenzo Sonego è stato a Perth per la United Cup, sorta di Coppa Davis di Serie B, senza particolare fortuna: l’Italia è stata eliminata nel girone. Ma per il torinese è stato normale rodaggio, che continuerà ad Adelaide, dove ci sono anche i giovani della Davis, tipo Arnaldi e Musetti. Tutti e tre insieme nell’ultimo torneo preparatorio: Musetti, reduce da Hong Kong (senza acuti), attende per il suo primo match il vincitore del primo turno tra un qualificato e l’australiano Thompson che ha battuto Nadal a Brisbane.
Invece Sonego continuerà la sfida tedesca (l’Italia aveva affrontato la Germania nella Unied Cup) contro Hanfmann, mentre – ironia del destino e del sorteggio – Arnaldi concederà la rivincita all’ungherese Fucsovics dopo aver prevalso a Brisbane.

Come si vede, è un normale percorso di avvicinamento. Per capire come e cosa potranno combinare di buono gli azzurri dovremo attendere l’urna degli Australian Open (giovedì alle 3 del mattino in Italia il sorteggio), per capire quale potrà essere la loro strada.

Matteo Arnaldi, 22 anni

 (afp)

Il ritorno di Berrettini

Infine, c’è un ultimo protagonista. E lo abbiamo tenuto per ultimo perché Matteo Berrettini merita un ragionamento a parte. Il romano atterra oggi in Australia. Avrebbe dovuto già esserci, per giocare Brisbane. Invece un ulteriore problema al piede, di cui avrebbe fatto volentieri a meno, gli ha impedito la partecipazione e rinviato il viaggio. Berrettini, con il nuovo coach Roig, ha dunque modificato la pianificazione e il dubbio sul volare o meno in Australia, considerato che non gioca dagli US Open e dunque gli automatismi-partita non sono ancora al 100% (vedi Nadal, per l’appunto), c’è stato. Alla fine ha prevalso la voglia di esserci, di mettersi in gioco.

Probabilmente non sarà a Melbourne dove Berrettini darà il meglio di sé, ma tornerà a respirare l’aria degli Slam e la routine dei tornei, per poi tornare in Europa e cominciare davvero la stagione. Ricordiamo le sue parole a Malaga, dove era voluto andare da spettatore e tifoso per sostenere gli azzurri in Davis: “L’anno prossimo vedrete…”. Una sorta di promessa e di impegno, un impeto di orgoglio per un tennista che ha ottenuto delle cose, ha scritto pagine di storia, ma che ha ancora qualcosa da dire. Che vuole, fortemente, dire delle cose. Non aspettiamo altro.

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