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Vagnozzi, coach di Sinner: “Per battere Djokovic abbiamo messo in Jannik un po’ di Novak. Vi spiego che partita servirà per vincere”

Jannik Sinner (afp)
L’intervista a poche ore dalla semifinale degli Australian Open: “Le Atp Finals hanno aggiunto la giusta dose di esperienza, contenti del percorso che stiamo facendo”
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Ci siamo. Tutte le operazioni della vigilia, dalle analisi alle strategie fino alla routine e addirittura le piccole cose scaramantiche, sono state fatte. Nella notte italiana, alle 4.30 (ore 14.30 australiana) Jannik Sinner e Novak Djokovic scenderanno in campo per giocarsi la finale del primo Slam dell’anno, gli Australian Open. Simone Vagnozzi, coach dell’azzurro insieme a Darren Cahill, fa il punto della situazione.

Quali sono le sensazioni?

“Beh, intanto siamo contenti di essere qua, a questo punto el torneo. Siamo riusciti a portare Jannik nella migliore forma possibile, siamo contenti di come ha giocato lo Slam. Stanotte vedremo, ma comunque vada sarà un’esperienza bellissima, in ogni caso. Siamo contentissimi di poter giocare una semifinale Slam, vedremo se saremo superiori a Djokovic oppure dovremo ancora imparare qualcosa da questo campione”.

Le differenze con i precedenti match?

“Djokovic è abituato a giocare questi appuntamenti. Spero che l’esperienza di Torino, delle…

Ci siamo. Tutte le operazioni della vigilia, dalle analisi alle strategie fino alla routine e addirittura le piccole cose scaramantiche, sono state fatte. Nella notte italiana, alle 4.30 (ore 14.30 australiana) Jannik Sinner e Novak Djokovic scenderanno in campo per giocarsi la finale del primo Slam dell’anno, gli Australian Open. Simone Vagnozzi, coach dell’azzurro insieme a Darren Cahill, fa il punto della situazione.

Quali sono le sensazioni?

“Beh, intanto siamo contenti di essere qua, a questo punto el torneo. Siamo riusciti a portare Jannik nella migliore forma possibile, siamo contenti di come ha giocato lo Slam. Stanotte vedremo, ma comunque vada sarà un’esperienza bellissima, in ogni caso. Siamo contentissimi di poter giocare una semifinale Slam, vedremo se saremo superiori a Djokovic oppure dovremo ancora imparare qualcosa da questo campione”.

Le differenze con i precedenti match?

“Djokovic è abituato a giocare questi appuntamenti. Spero che l’esperienza di Torino, delle Atp Finals, sia servita a Jannik per capire. In quell’occasione lo ha dovuto affrontare per due volte nel giro di pochi giorni… ora spero che sia diverso, per la continuità con cui Jannik sta giocando, per il livello che sta mostrando”.

Come si batte Djokovic?

“Sulla carta sembra tutto facile, no? Poi invece bisogna andarci in campo. Tocca essere aggressivi. Jannik dovrà cercare di tenere in mano il gioco. Cercare di tenere il match più vicino possibile. Ma quello che mi è piaciuto di più di Jannik, a Melbourne, è il suo atteggiamento in campo. Sempre positivo. Questo ha fatto sì che, anche nei momenti complicati tipo le palle break o nel tie-break contro Rublev, sia riuscito a venirne fuori, a riprendere il match”.

In generale il team come la vede?

“La verità? Siamo contenti di essere arrivati ai quarti di finale senza aver giocato un torneo prima. E senza aver perso nemmeno un set. Quindi è stato veramente bravo, perché è stata la prima volta di questo tipo di scelta”.

Le differenze tra i due tennisti?

“Jannik ha un po’ più potenza di Djokovic, fa viaggiare di più la palla. Ma Novak sa sempre cosa fare. Per questo abbiamo cercato di mettere in Jannik qualcosa di Novak…”.

Che vigilia è stata rispetto alla semifinale di Wimbledon 2023?

“Una vigilia molto rilassata, a noi piace essere così. E poi pensiamo che Jannik abbia 15 anni di carriera, e quindi se prendiamo le cose troppo seriamente adesso non ne usciamo più. Non c'è bisogno di mettere tanta pressione, non servirebbe e sarebbe controproducente. Rispetto a Wimbledon. Mah, la differenza la fanno gli ultimi sei mesi del 2023, dove Jannik ha battuto tutti i top ten. Speriamo che la scia positiva iniziata a Pechino prosegua e faccia la differenza”.

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