✕

Così Sinner ha svegliato l’Italia. E Amadeus lo vuole a Sanremo

Jannik Sinner, 22 anni (fotogramma)

Ascolta l'audio

Il tennista altoatesino ha illuminato l’alba con il suo trionfo in semifinale agli Australian Open su Djokovic
3 minuti di lettura

La notte è fatta per amare, mica per dormire. Sarà per questo che vaste schiere di innamorati e/o amanti occasionali di Jannik Sinner (qui siamo ormai oltre il tennis, senza offesa) hanno messo la sveglia (ok boomer, il telefonino) alle quattro e trenta di mattina per veder rosseggiare quest’incredibile alba. Lo hanno fatto consapevoli che il ragazzo fosse favorito contro il ciclope della racchetta, Polifemo Djokovic, infilzato senza pietà dal nostro giovane Ulisse: il gusto della felicità che gira in bocca ancor prima che si realizzi.

Il Rosso ci è entrato nella vita come un bioritmo, come un metabolismo, ormai la scandisce anche in alcune sue fasi biologiche, come appunto l’alternanza tra sonno e veglia. Un amico riferisce con sincerità di essersi assopito sul finire del primo set per risvegliarsi giusto un attimo dopo e scoprire che aveva vinto anche il secondo, tutto galleggiando in quel limbo di coscienza intorpidita che non distingue il sogno dal vero, figurarsi Sinner, un …

La notte è fatta per amare, mica per dormire. Sarà per questo che vaste schiere di innamorati e/o amanti occasionali di Jannik Sinner (qui siamo ormai oltre il tennis, senza offesa) hanno messo la sveglia (ok boomer, il telefonino) alle quattro e trenta di mattina per veder rosseggiare quest’incredibile alba. Lo hanno fatto consapevoli che il ragazzo fosse favorito contro il ciclope della racchetta, Polifemo Djokovic, infilzato senza pietà dal nostro giovane Ulisse: il gusto della felicità che gira in bocca ancor prima che si realizzi.

Il Rosso ci è entrato nella vita come un bioritmo, come un metabolismo, ormai la scandisce anche in alcune sue fasi biologiche, come appunto l’alternanza tra sonno e veglia. Un amico riferisce con sincerità di essersi assopito sul finire del primo set per risvegliarsi giusto un attimo dopo e scoprire che aveva vinto anche il secondo, tutto galleggiando in quel limbo di coscienza intorpidita che non distingue il sogno dal vero, figurarsi Sinner, un sogno vero. Il cuore di tanti nel cuore della notte, con Jannik nel cuore. Più facile per gli abbonati ai canali tv che hanno trasmesso il match, comunque immediato il collegamento in rete di tutti gli altri, anche solo per l’aggiornamento del punteggio. Persino Fiorello ha fatto per un minuto il telecronista su Rai 2 in diretta, mostrando lo smartphone a favore di camera. Per la finale, Paolo Bertolucci ha suggerito la diretta in chiaro. Improbabile ma non impossibile, fanno sapere da Eurosport.

Una romantica notte illuminata dalle lucciole degli schermi, quelli in salotto e quelli in palmo di mano per chi nel buio lavora o viaggia. Nessun dorma. E, infatti, egli all’alba vincerà. Una notte di coccole dall’Australia all’Italia, come quando ci si svegliava in fase rem per Luna Rossa: da Luna Rossa all’uno rosso è quasi un passaggio evolutivo. E come non ricordare (di nuovo ok, boomer) la notte della Luna? O quella di Italia-Germania 4-3? Jannik Sinner come il comandante Armstrong, un piccolo passo per un uomo, un altro passo verso la vetta Atp, come Gianni Rivera che fa fessi i tedeschi. E poi altre memorabili levatacce o notti in bianco per ascoltare alla radio Benvenuti-Griffith (la diretta tv fu vietata, altrimenti gli italiani non sarebbero andati al lavoro l’indomani, si disse), per vedere Ali contro Frazier, o ancora Ali contro Foreman (ma la diretta di “Rumble in the jungle” alle quattro di notte venne trasmessa solo da TeleCapodistria), per l’ultimo ritorno di Michael Jordan o il titolo Nba di Belinelli, per Azzurra prima che quella leggendaria Luna si mettesse a rosseggiare nel nostro orizzonte, d’improvviso tutti esperti di strambate come oggi di serve and volley. La differenza è che, adesso, Muhammad Ali lo abbiamo noi e mena botte terribili con la racchetta, una carezza in un pugno.

Notte di lacrime e preghiere, non prima degli esami ma durante: Sinner promosso, per lui direttamente la laurea, forse il Nobel, mentre Fantozzi punta la sveglia rubacchiando qualche minuto per poi arrendersi e svegliarsi davvero, lo aspetta un pullman da prendere al volo, in fondo una volée. E quante battute sui social, quanti riferimenti a Salvini che per fortuna dormiva ma che, al risveglio, ha subito fatto i complimenti a Sinner, forse segnando inesorabilmente l’esito della finale di domani (sarà alle nove e trenta di mattina, così sono capaci tutti, troppo facile sarà quel cappuccino).

Fotomontaggi in rete, con la faccia di Jannik che sorge all’orizzonte nell’alba più rossa di tutti i tempi. La sveglia ha trillato per chi voleva esserci e raccontarlo, per chi aveva deciso di costruirsi un ricordo, per chi ha cercato di non buttare giù dal letto mogli, compagne, mariti, figli, nonni e nipoti, anche se poi in tanti si sono comunque presentati in pigiama davanti a uno schermo che sembrava quasi un’apparizione mistica. Sarà reale quella di Sinner al Quirinale, giovedì (il presidente avrà fatto pure lui le ore piccole?) e poi forse a Sanremo, la settimana seguente, si presume in assoluta continuità di fuso con Melbourne, visto che di solito il festival finisce a quell’ora lì. La trattativa qui è complicata, perché in quella settimana lui è atteso al torneo di Marsiglia. Due anni fa l’Ariston s’innamorò di Berrettini, un altro che ieri si è alzato all’alba e anche uno dei primi a commentare sui social l’impresa del compagno d’azzurro: «Bravino», con due fuochi a seguire.

Vivere per raccontarla, come ha scritto uno che se ne intendeva. La notte giovane e il sonno breve hanno dato corpo a una bella identità trasversale e nazionale, nel tempo più individualistico che la storia ricordi. Un ragazzo altoatesino, più italiano di tutti. Una specie di collante. Succedeva già con Albertone Tomba. Ci si chiedeva: quando scende? Si stava svegli e vigili per lui, per il personaggio, per le emozioni. E quando la notte senza sonno di Jannik è scivolata nel dolce mattino, forse qualcuno si sarà dato malato, forse avrà pure saltato la scuola. Dopo l’amore, è quasi più bello dell’amore.

Leggi i commenti