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Jannik Sinner ai quarti di finale a Indian Wells, battuto Shelton. E Berrettini vince dopo sei mesi

Jannik Sinner, 22 anni
Jannik Sinner, 22 anni 

L’azzurro allunga a 18 la striscia di successi consecutivi superando in due set lo statunitense, ora sulla sua strada il ceco Lehecka. Ritorno in campo positivo per il romano a Phoenix

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Anche la missione quarti di finale è compiuta. Il giorno dopo l’exploit di Luca Nardi, trionfatore su Novak Djokovic, Jannik Sinner si riprende la scena al Masters 1000 di Indian Wells superando la promessa americana, Ben Shelton, mancino 21enne potente e giocatore di volo, creativo, evoluzione moderna di McEnroe (con il dovuto rispetto). 7-6(4), 6-1 il punteggio per l’azzurro dopo un’ora e trentotto minuti di gioco. Esattamente alle 3.50 della notte italiana. E’ stata la risposta di Jannik allo spagnolo Alcaraz, numero 2 del mondo (Jannik è 3) che a sua volta aveva battuto (doppio 6-3) l’ungherese Marozsan in due set.

Sinner, 18ª vittoria di fila

È la sua diciottesima vittoria consecutiva (la 15ª nel 2024), una striscia sempre più da primato (continua a migliorare se stesso), un match che è sempre stato nelle mani dell’azzurro, che però – infastidito probabilmente dal vento – ha avuto qualche momento di indecisione, qualche colpo sbagliato, qualche scelta tattica non corretta, e ha rimesso in partita Shelton. Per dire: nel primo set Sinner conduceva 5-3, e poi non è riuscito a concretizzare il set point (complice anche il nastro che ha aiutato l’americano), tanto da dover poi ripiegare sul tie-break. E, anche qui, sul 4-1, ha avuto un momento di pausa, prima di rimettere tutto in ordine.

Il saluto a fine match tra Sinner e Shelton
Il saluto a fine match tra Sinner e Shelton 

Ottenuta la prima frazione dove, ripetiamo, l’azzurro era sembrato in totale controllo , il secondo set non ha avuto storia: l’altoatesino ha subito ribrekkato Shelton ed è volato verso la chiusura del match, nonostante qualche ultimo disperato tentativo del ragazzo a stelle e strisce.

Lehecka nei quarti

Conclusione: Sinner ha dato una ulteriore prova della superiorità ma, conoscendo le sue voglie di perfezione, userà questo match per sistemare le piccole anomalie viste. Il prossimo avversario, dopo domani, sarà Jiri Lehecka, ceco, altro nome nuovo del tennis mondiale, che negli ottavi ha battuto 6-2 6-4 il greco Stefanos Tsitsipas. Sarà la loro prima volta e, paradossalmente, questo per Jannik potrebbe essere un’insidia. Il caso Nardi/Djokovic conferma questa tesi.

Sinner: “Ogni giorno mi chiedo come migliorare”

"Anche oggi ci siamo parlati con Cahill prima di entrare in campo, abbiamo preparato la partita, però ci siamo domandati come faccio a diventare un giocatore migliore. Se oggi vinco e gioco uguale all'anno scorso non sono contento" ha detto Sinner in conferenza stampa. Cresci tanto fisicamente, lavori molto in palestra, diventi più forte e puoi servire più veloce per un periodo di tempo più lungo. Ho ancora 22 anni, ne compirò 23 (ad agosto) e spero di poter ancora migliorare il servizio finché non diventerà un colpo solido. Sento che lentamente ci sto arrivando. Non è solo una questione di velocità, ma di poter scegliere come servire, se tirare al corpo, giocare kick o slice. Ma per raggiungere quel punto, devi capire cosa funziona meglio. L'anno scorso ho cambiato il movimento del servizio a metà della stagione, c'è tanto lavoro dietro. Oggi ho servito meglio la seconda, soprattutto nei punti importanti. Ho reagito anche bene mentalmente momenti chiave. Nel primo set ho avuto un set point e lui ha preso il nastro. Nel tie-break da 4-1 mi ritrovo 4-4, ma sono questi i momenti che mi piacciono: in campo devi essere contento anche se le cose non vanno benissimo".

Berrettini, ritorno con vittoria

Intanto, da Phoenix, arriva un’altra buona notizia: Matteo Berrettini è tornato in campo dopo sei mesi. Ha giocato, ha terminato la partita e l’ha anche vinta. Era il primo turno del Challenger in Arizona, e il tennista romano ha prevalso in rimonta sul francese Hugo Gaston 3-6, 6-3, 6-1. Berrettini molto falloso nel primo set (anche prevedibile), che ha impiegato un po’ per togliersi di dosso la ruggine e prendere le misure: un ottimo test di rientro, dunque. Ora attende il vincitore della sfida tra Cazaux e Walton. "Sono felicissimo – ha detto -, sembrano passati dieci anni dall'ultima partita. Prima del match pensavo: anche se dovessi perdere al primo turno, sarei contento semplicemente per essere tornato a giocare. Ho vinto, perciò sono felice due volte".

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