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Sinner volpe della California punta Indian Wells e il n.1

Jannik Sinner, 22 anni 
Battuto Lehecka, Jannik è in semifinale. Djokovic salta anche Miami, mentre l’Atp è al bivio: rivoluzione interna o patto con gli arabi
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E se li immaginassimo come lo Yin e lo Yang? Sì, proprio quei due, Sinner e Djokovic: a completarsi a vicenda. Uno sale, l’altro scende. Gli opposti. Oggi l’energia, lo yang, è tutta per Jannik. Invece Novak è in una fase di Yin negativa, una luce passiva. Al di là dei principi del Taoismo, la sostanza resta: Sinner raggiunge la semifinale a Indian Wells (come nel 2023), mentre Djokovic (eliminato al terzo turno dal nostro Luca Nardi) decide addirittura di lasciare l’America e tornarsene in Serbia. Salterà Miami.

La vittoria con Lehecka

Per Jannik la vittoria nei quarti contro Lehecka (6-3, 6-3) è la 19ª di fila, la 16ª nella stessa stagione, risultato che gli consente di superare — nella speciale classifica — Andre Agassi e “vedere”, a quota 17, Sampras e Federer. Accostamenti a nomi fantastici, questa è la verità. “Sembra che il suo tempo scorra più velocemente del nostro” dice capitan Volandri. Se così, le posizioni top dell’Olimpo — la 2 e la 1 — sono sempre più vicine. In ef…

E se li immaginassimo come lo Yin e lo Yang? Sì, proprio quei due, Sinner e Djokovic: a completarsi a vicenda. Uno sale, l’altro scende. Gli opposti. Oggi l’energia, lo yang, è tutta per Jannik. Invece Novak è in una fase di Yin negativa, una luce passiva. Al di là dei principi del Taoismo, la sostanza resta: Sinner raggiunge la semifinale a Indian Wells (come nel 2023), mentre Djokovic (eliminato al terzo turno dal nostro Luca Nardi) decide addirittura di lasciare l’America e tornarsene in Serbia. Salterà Miami.

La vittoria con Lehecka

Per Jannik la vittoria nei quarti contro Lehecka (6-3, 6-3) è la 19ª di fila, la 16ª nella stessa stagione, risultato che gli consente di superare — nella speciale classifica — Andre Agassi e “vedere”, a quota 17, Sampras e Federer. Accostamenti a nomi fantastici, questa è la verità. “Sembra che il suo tempo scorra più velocemente del nostro” dice capitan Volandri. Se così, le posizioni top dell’Olimpo — la 2 e la 1 — sono sempre più vicine. In effetti, il ritorno anticipato in Europa di Djokovic è un assist per le ambizioni dell’altoatesino: è vero che il serbo non perderà punti non avendo giocato Miami l’anno scorso, ma neppure ne guadagnerà e, in vista della primavera e della relativa stagione sulla terra rossa, potrebbe essere un beneficio inatteso. Altra buona notizia? L’ingresso in semifinale previene anche l’ostacolo Medvedev, in caso di vittoria da parte del russo del Masters 1000 di Indian Wells.

Il progetto Premium Tour e l’offerta araba

Insomma, tutto sembra congiurare nella giusta direzione. Ecco, a proposito di strade da percorrere, è il tennis mondiale che non sa dove andare: giusto in California s’è tenuta una sorta di Stati Generali sul futuro della racchetta, già denominato “Premium Tour”. Da questo si è partiti: un progetto che, venisse accettato, porterebbe a una rivoluzione del calendario perché, a determinare le classifiche, sarebbero i 4 Slam e 10 super-tornei (tra cui c’è Roma) tutti naturalmente “combined”: uomini e donne insieme (come gli Slam e alcuni Masters 1000 oggi). Un’idea australiana con ovvio gradimento della Wta, il circuito femminile, che otterrebbe il pareggio dei montepremi (a fronte dell’attuale appeal minore che riscuotono le tenniste rispetto ai colleghi uomini).

Gettato il seme, è arrivato poi il coup de théâtre: dopo mesi di gossip, rumors e prime, interlocutorie proposte, eccoci a quella decisiva del Fondo Pif, che potrebbe anche essere considerata — per usare un termine finanziario — una sorta di Opa ostile: gli arabi, usciti dal backstage, hanno ufficializzato l’idea: ad Atp e Wta sono stati offerti qualcosa come due miliardi di dollari per unificare i circuiti.

La rivoluzione. Vera. Da decidere in tempi brevi: gli arabi hanno fissato una scadenza a 90 giorni. Prendere o lasciare. La risposta dovrebbe arrivare a Madrid. L’offerta prevede più tornei combined, il rilancio del Senior Tour e la nascita di un Masters 1000 in Arabia all’inizio dell’anno. Quindi: il Premium Tour gestito dagli Slam (e declassamento dei tornei 500 e 250) oppure l’Arabia Saudita con il suo rubinetto economico? La decisione non sarà indolore: c’è chi ha già usato l’espressione “guerra civile”.

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