Un Matteo Berrettini in grande spolvero si prende la semifinale di Marrakech. Suo il derby contro Lorenzo Sonego, l’amico di sempre: 6-3, 7-6 in un’ora e trentanove minuti, punteggio che spiega bene l’andamento del match. Il primo, dominato dal romano. Poi, nel secondo, l’orgogliosa resistenza del torinese. Piegato solo al tie-break
Va detto che il romano, finalista di Wimbledon, era in giornata di grazia con il servizio: grazie a uno dei suoi colpi migliori (l’altro è il dritto) ha sempre gestito il suo turno di battuta e ha concesso una sola palla break, nel secondo set sul 5-4 in favore di Sonego. Cioè un set point, annullato con una seconda palla coraggiosa. Eppure era stato sempre Sonego sulla difensiva, fino a quel momento.
Ora attende il vincitore della sfida tra l’argentino Navone e l’australiano Vukic. Quest’ultimo lo ha affrontato, e battuto, nella semifinale del Challenger di Phoenix, dove Berrettini è tornato a giocare.
Prima del derby aveva disputato il suo quarto di finale Fabio Fognini, finito però male: contro il russo Kotov il ligure non è riuscito a trovare le contromisure ed è stato sconfitto in due set, 6-1, 6-2
Wimbledon 2023
La loro ultima volta, tra Berrettinie Sonego, era stata sull’erba del sacro Tempio del tennis, Wimbledon. Dove Sonego confessò che solo perchè si trovava di fronte all’amico, si comportò con il massimo del fair play. Perché? Fu un derby a singhiozzo, quel primo turno. Proprio Sonego aveva inizato avanti, aggiudicandosi il primo set al tie-break, poi la pioggia aveva fermato tutto. Il giorno dopo, alla ripresa, Berrettini si portava a casa il secondo set e poi anche il terzo dopo un tie-break con il coltello tra i denti. Ma sembrava avere qualche problema e, con l’erba umida, decise di chiedere un rinvio, che Sonego accordò per pura amicizia. La sosta aiutò ovviamente Berrettini che, al terzo giorno del match, la spuntò con il punteggio di 6-7, 6-3, 7-6, 6-3.